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Senigallia, la mostra “Oltre i tabù” alla Galleria SpazioArte della Fondazione ARCA. Intervista a Paolo Monina

Valentina Fagnani

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SENIGALLIA – Pittura e fotografia celebrate all’interno di una terra artistica e profetica. Il pittore Antonio Delle Rose e il fotografo Paolo Monina sono in esposizione fino al 6 gennaio 2019 presso la galleria SpazioArte della Fondazione ARCA; quest’ultima nasce dalla condivisione di uno speciale progetto sociale che lega due dimensioni apparentemente distanti invece affiatatissime: autismo ed arte. Una mostra curata da Andrea Carnevali sul tema dei sentimenti negati dalla paura e dai dolori: l’arte cerca di correggere la paura di poter sbagliare, imponendo a se stessi dei divieti forti che diventano tabù.

Antonio Delle Rose è un pittore marchigiano (Pesaro) e rappresenta una forte personalità del panorama artistico regionale; ha voluto raccogliere la sfida di esporre in uno spazio piccolo nel cuore di Senigallia per dare voce e respiro alle sue opere dolorose e vive. Le sue rose, piene di spine, possono ferire una mano o un braccio. Il tema dei fiori è ispirato a Gina Pane, artista francese che lavorò sul concetto di amore come esperienza di amara disperazione. La sofferenza, che può essere legata ad un sentimento forte, fu da lei affrontata in una sorta di performance dal titolo Azione sentimentale (1973) allestita presso la Galleria Diaframma di Milano.

Questo tema riflette l’istinto artistico di Paolo Monina che sente molto vicino il surrealismo e lo stile di Man Ray. L’effetto pittorico e patinato di toni violacei o blu cede ancora più rarefatto l’ambientazione in cui è stato posto il mazzo di fiori. Grazie alle fotografie di Paolo Monina si amplifica di più il sentimento della negazione e del rifiuto tipico di chi non ammette qualsiasi forma di emancipazione sociale o affettiva. Pertanto all’individuo non rimane che accettare inerme e in solitudine qualsiasi cosa perché non rimane all’uomo che guardare.

Abbiamo posto a Paolo alcune domande a cui ha riposto con grande professionalità. –‘Oltre i tabù”: quali sono i tabù odierni, in questa società forse fintamente aperta e apparentemente esente da essi?  I tabù possono essere tanti o pochi, a seconda del background culturale della persona. Tabù è una linea di confine tra ignoranza e conoscenza. Ignoranza, il non voler in qualche modo conoscere; il conoscere, la possibilità di apprendere, di abbattere quelle porte chiuse che rischiano di segnare il confine verso altre realtà. La conoscenza per non avere più paura. Il tabù che spesso si incontra nella società contemporanea, volutamente “globalizzata”, è rappresentato dall’aver paura del diverso, delle diversità: ecco qui che la globalizzazione copre e permette alle diversità di uniformarsi, dietro un abito, un luogo di incontro… Il Tabù odierno è rappresentato dalla incapacità di saper leggere l’identità di un altro individuo perché quasi sempre mancante.

Quali sono i motivi interiori rintracciabili che la spingono a creare silenti opere d’arte?  Le mie foto rappresentano pagine del mio diario che anziché scritto a penna, va letto per immagine. È sempre l’immagine a parlare per me, deve essere priva di ogni spiegazione. L’immagine racchiude ciò che io non riuscirei mai a rivelare con parole.

-Una mostra sui sentimenti negati dalla paura e dai dolori. Cosa rappresenta questa mostra? Com’è stato unirsi in simbiosi artistica con Paolo Monina? 

Le immagini di questa mostra rappresentano un mio periodo particolare, traducono pensieri ispirati da “I canti di Maldoror” di Lautréamont e da un libro di fotografie di “Donne-moi quelque chose qui ne mere pas”. Paolo Monina ha una sola identità: irrazionale (sentimenti) e razionale in ciò che crede e come vive.

La domanda più difficile. Mi racconti qualcosa che racchiuda la propria anima, da qualsiasi punto di vista possibile. Infine cosa si porta dietro artisticamente della sua terra, le Marche, terra amata, passionale e forse troppo abbandonata. Risponderò a questa domanda con un mio pensiero che da sempre si “affaccia” e spesso prende il sopravvento…, e che appunto riguarda “la mia anima”:“La vita è inutile, transitoria, sperabile, affettuosa, imperdonabile”. Amavo la vita nei vicoli dove sono nato, e la campagna dove i miei nonni materni abitavano (erano contadini) e trascorrevo parte del periodo estivo quando andavo a scuola. Tutto questo è durato fino al 1971, poi col terremoto del ’72, tutto cambiò ed improvvisamente diventai “grande”. Tutto ciò che accadde successivamente riguarda il mio pensiero interiore, la mia sensibilità, e tutto ciò che è rimasto invariato a tutt’oggi.

Non ho da aggiungere altro, da qui in avanti l’immagine fotografica prende il posto della parola.

Grazie Paolo.

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Marche: meno contagi, ma meno tamponi

Un centinaio i nuovi positivi

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l Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono stati testati 1217 tamponi: 694 nel percorso nuove diagnosi e 523 nel percorso guariti. I positivi sono 98 nel percorso nuove diagnosi: 16 in provincia di Macerata, 57 in provincia di Ancona, 13 in provincia di Pesaro Urbino, 4 in provincia di Fermo, 5 in provincia di Ascoli Piceno e 3 fuori regione. Questi casi comprendono soggetti sintomatici (13 casi rilevati), contatti in setting domestico (21 casi rilevati), contatti stretti di casi positivi (15 casi rilevati), contatti in setting comunitario (17 casi rilevati), 2 casi riscontrati dallo screening realizzato nel percorso sanitario, contatti in setting lavorativo (3 casi rilevati), contatti in ambiente di vita/divertimento (12 casi rilevati), 2 contatti in setting assistenziale, contatti in setting scolastico/formativo (5 casi). Di 8 casi si stanno effettuando le indagini epidemiologiche.

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Più di 200 i positivi nelle Marche

Lo comunica il Servizio Sanità della Regione

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Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono stati testati 2542 tamponi: 1662 nel percorso nuove diagnosi e 880 nel percorso guariti. I positivi sono 204 nel percorso nuove diagnosi: 86 in provincia di Macerata, 60 in provincia di Ancona, 25 in provincia di Pesaro Urbino, 14 in provincia di Fermo, 9 in provincia di Ascoli Piceno e 10 fuori regione. Questi casi comprendono soggetti sintomatici (30 casi rilevati), contatti in setting domestico (67 casi rilevati), contatti stretti di casi positivi (43 casi rilevati), 2 rientri dall’estero (Francia e Albania), 8 casi riscontrati dallo screening realizzato nel percorso sanitario, contatti in setting lavorativo (7 casi rilevati), contatti in ambiente di vita/divertimento (19 casi rilevati), 3 contatti in setting assistenziale, contatti in setting scolastico/formativo (9 casi). Di 16 casi si stanno effettuando le indagini epidemiologiche.

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La nuova Giunta Regionale marchigiana

Le deleghe agli Assessori

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“Una squadra competente, forte e autorevole con esperienza di pubblica amministrazione e istituzioni sia a livello di territorio che di governo e di cui vado orgoglioso. Voglio ringraziare i partiti della coalizione e i segretari regionali per l’impegno messo in campo in questi mesi”.

Con queste parole oggi pomeriggio a Palazzo Raffaello, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli ha presentato, nel corso di una conferenza stampa, i sei assessori della giunta che lo accompagnerà nei cinque anni della prossima legislatura.

“In una fase così difficile – ha proseguito – abbiamo fatto una scelta tenendo conto prima di tutto delle competenze, a testimonianza di quanto crediamo nel dare una alternativa alla nostra regione. La giunta deve esprimere una visione complessiva, unitaria e sinergica. Questo è un nostro preciso impegno perché fino ad oggi la frammentazione è stata sempre una problematica che ha pesato sulla nostra regione”.

Tra le immediate priorità, un piano per la lotta e la prevenzione del Covid, le politiche comunitarie su cui stringe la scadenza della programmazione, la legge di bilancio che dovrà tenere conto delle conseguenze della pandemia, un nuovo approccio alla ricostruzione post-sisma.

In conclusione il presidente Acquaroli ha annunciato che, con una modifica dello Statuto, verrà istituita la figura del Sottosegretario alla Presidenza, già presente in molte altre Regioni. I suoi compiti saranno quelli di sostenere l’azione del presidente e della giunta vista la mole di deleghe e di problematiche che interessano le Marche e che restano in capo soltanto a pochi assessori.

Prima dell’inizio dell’incontro con i giornalisti, il presidente Acquaroli ha chiesto un minuto di silenzio in ricordo della presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, scomparsa improvvisamente questa mattina.

Nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’esecutivo, il Presidente ha firmato il decreto con il quale vengono conferite le deleghe assessorili Il primo provvedimento del presidente della Regione, Francesco Acquaroli si è concretizzato oggi pomeriggio, nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’esecutivo regionale, con la firma del decreto con il quale attribuisce le deleghe ai componenti della giunta regionale. Il presidente, Francesco Acquaroli si è riservato le seguenti deleghe: rapporti con le istituzioni internazionali, comunitarie, nazionali e locali, rapporti con il capoluogo regionale, programmazione, politiche comunitarie, turismo, porti aeroporti e interporto, affari generali, istituzionali e legali, sistema statistico, persone giuridiche private, ordinamento dell’informazione e della comunicazione, nomine. In particolare sul Turismo, Francesco Acquaroli ha sottolineato che “Dobbiamo rilanciare l’immagine della nostra regione: abbiamo eccellenze straordinarie ma siamo poco conosciuti sia in Italia che all’estero. Per questo motivo ho tenuto le delega per la presidenza: sarà una delega di sintesi di tutti gli assessorati perchè il turismo è trasversale e deve fare sinergia con tutti i settori: dalla cultura all’agricoltura, dall’artigianato alle infrastrutture, dall’ambiente alle aree interne”. Mirco Carloni, Vicepresidente Sviluppo economico, industria, artigianato, commercio, fiere e mercati, pesca marittima, tutela dei consumatori, internazionalizzazione, agricoltura, alimentazione, foreste, sviluppo rurale, agriturismo, zootecnia, industria agroalimentare, bonifica, produzione e distribuzione dell’energia, green economy, fonti rinnovabili, digitalizzazione, cooperazione internazionale allo sviluppo, Marchigiani nel mondo, caccia e pesca sportiva. “Nei prossimi cinque anni dobbiamo riuscire a ridare speranza, fiducia e forte identità al territorio, ce la metteremo tutta per dare il massimo con le nostre capacità e il nostro impegno. Tra le deleghe quella a cui tengo di più è lo Sviluppo economico, il vero target di questa amministrazione per essere in grado di guardare al futuro, creare un modello economico e riuscire a far ripartire la nostra economia che è stata colpita dalla crisi di Banca Marche, dal terremoto, dalla crisi finanziaria e dal Covid. È un territorio che ha sofferenze molto profonde, c’è un lavoro da fare molto importante. L’altra delega a cui tengo tantissimo è Marchigiani nel mondo, abbiamo milioni di persone in tutto il mondo che sono figli di seconda generazione e nipoti di marchigiani emigrati all’estero, la terra da cui provengono le Marche hanno bisogno del loro aiuto chiediamo di aiutarci e fare insieme progetti in sinergia. Stefano Aguzzi Lavoro, tutela e sicurezza del lavoro, professioni, previdenza complementare e integrativa, formazione professionale, urbanistica, valorizzazione dei beni ambientali, tutela del paesaggio, parchi e riserve naturali, cave, rifiuti, risorse idriche, difesa del suolo e della costa, edilizia pubblica, edilizia residenziale pubblica, protezione civile, acque minerali, termali e di sorgente. “Le deleghe che mi sono state attribuite mi stimolano molto a cercare di fare del mio meglio per rendere un servizio a tutta la comunità regionale. La soddisfazione per la nomina è indubbiamente grande e sono giustamente preoccupato del ruolo che dovrò svolgere, perché non sottovaluto mai gli impegni della vita quotidiana: specie quando, come in questo caso, sono impegni inediti e gravosi, perché una buona esperienza maturata nel territorio non vuol comunque dire sapere affrontare cose nuove come quelle di un governo regionale”. Francesco Baldelli Viabilità, infrastrutture, governo del territorio, lavori pubblici, politiche per la montagna e le aree interne. “Inizia il lavoro più importante, quello di portare al centro delle politiche regionali i diritti dei cittadini, quelli troppe volte calpestati. La delega che mi ha assegnato il presidente è particolarmente importante, deve rispondere ai ritardi infrastrutturali della regione, i dossier sono numerosi abbiamo tante priorità a cui dare risposta. Sulle aree interne, poi, occorre cambiare le politiche adottate fino ad oggi che hanno peggiorato la situazione delle nostre comunità che vivono nelle aree interne e nella montagna, non possiamo dire ai cittadini che abitano all’interno della regione che i loro servizi primari devono essere sostituiti da servizi secondari ma in maniera omogenea i servizi devono essere primari sia per gli abitanti della costa che dell’entroterra a partire dalla sanità, dalle infrastrutture, per garantire lo sviluppo economico anche di questa nostre zone del territorio per cittadini che per troppo tempo hanno sofferto di arretratezza dei territori che è stata arretratezza della politica che li rappresentava”. Guido Castelli Bilancio, finanze, demanio e valorizzazione del patrimonio, credito, provveditorato ed economato, rapporti con le agenzie, gli enti dipendenti e le società partecipate, ricostruzione, organizzazione e personale, trasporti, reti regionali di trasporto, enti locali e servizi pubblici locali, aree di crisi industriali. “Una grande responsabilità, la delega alla ricostruzione post sisma e un plus di sensibilità per chi in prima persona il 24 agosto 2016 stava valutando come affrontare quell’immane tragedia. Partendo da una debolezza che abbiamo scontato in questi anni: lo scarso coinvolgimento delle professioni. Mi sono reso conto da sindaco che i tecnici non sono stati tenuti nella dovuta considerazione. Anche il Commissario Legnini ha condiviso questa impostazione: riprofilare gli interventi con l’individuazione da parte dei professionisti delle aree di opacità delle procedure amministrative che finora non hanno consentito di arrivare ai risultati attesi. Metterò a disposizione di questa squadra le competenze, forte anche dell’esperienza di sindaco che mi consentirà una visuale di insieme soprattutto a vantaggio delle aree di crisi complessa che, come sindaco di Ascoli Piceno ho vissuto sul campo. Uno dei temi che maggiormente abbiamo pagato sono state le assegnazioni finanziarie, anche notevoli, che non sempre venivano accompagnate da un quadro amministrativo coerente con criteri non chiari su come poter spendere le risorse. Vorremmo invertire questa impostazione per ridare fiducia alle imprese e seguirne il rilancio” . Giorgia Latini Valorizzazione dei beni culturali, promozione e organizzazione delle attività culturali, musei, biblioteche, spettacoli ed eventi, istruzione, università e diritto allo studio, sport, promozione sportiva, piste ciclabili, politiche giovanili e volontariato, pari opportunità, partecipazione. “Sono a servizio del territorio, con tutta la mia esperienza maturata a livello locale e nazionale. Metterò a disposizione le competenze acquisite con l’attività amministrativa e parlamentare svolta che ha già consentito, quando eravamo al governo nazionale, di adottare provvedimenti a favore delle aree marchigiane in crisi complessa, facendo sinergia con le imprese, il territorio e il Ministero. La mia non è una scelta di convenienza personale, ma che guarda al bene della comunità regionale” Filippo Saltamartini Sanità, tutela della salute, servizi sociali, sostegno della famiglia, politiche dell’infanzia e degli anziani, veterinaria, immigrazione, polizia locale e politiche integrate per la sicurezza “Un assessorato molto importante, di peso e che comporta grandi responsabilità, soprattutto perché siamo in presenza di un aumento di contagi, per dare risposte sanitarie coerenti in una regione tra le più importanti a livello manifatturiero ma anche con figure intellettuali importanti che ci potranno consentire di diventare i “primi della classe” . Rivolgo soprattutto un appello ai cittadini perché adottino tutti gli atteggiamenti virtuosi e le cautele che ci permettano di sconfiggere questo male e riportare le Marche verso i traguardi che meritano. I tre miliardi ordinari destinati alla Sanità possono consentire di razionalizzare i servizi, il Welfare State si gioca principalmente sul servizio sanitario, che significa tutelare le fasce sociali più deboli, gli anziani in primis, per una sanità di qualità che è quella che questo governo regionale si prefigge”.

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