Il Terminal di Fermo sarà dedicato al fotografo Mario Dondero

Fermo dedica uno spazio pubblico all'illustre personalità del mondo della cultura, che con la sua attività ha rappresentato un grande riferimento per il territorio, Mario Dondero

FERMO – Il Terminal di fermo sarà dedicato a Mario Dondero, uno dei maestri del fotogiornalismo italiano ed europeo, noto e apprezzato a livello internazionale.

È stato possibile grazie alla volontà della Giunta Comunale che ha approvato con delibera di intitolare la struttura, una volta che entrerà nella disposizione della collettività, al celebre fotografo.

Mario Dondero (Il Martino - ilmartino.it - M'Art - Arte e Cultura -)
Mario Dondero

Dopo la ex Sala Giunta intitolata alla dott.ssa Ginevra Corinaldesi, al Centro Visite delle Cisterne Romane allo scultore Gino Del Zozzo e al nido d’infanzia Sant’Andrea al pediatra e nipiologo prof. Mario Santoro, Fermo dedica un altro spazio pubblico ad un’altra illustre personalità del mondo della cultura, che con la sua attività ha rappresentato un grande riferimento per il territorio.

‘Era un dovere di Fermo, di questa Amministrazione Comunale nei confronti di Mario – dichiara il Sindaco Paolo Calcinaroche ricordo non solo come grande fotografo e giornalista, ma anche come amico di famiglia. Per Fermo credo che sia un vanto essere il ‘terminal’ di un viaggiatore come Mario Dondero, cioè essere la meta in cui tornava e poteva ripartire. Uno spazio che potrà ospitare mostre e non solo, sull’arte di Mario Dondero e degli altri grandi esponenti della scuola fotografica fermana tra cui Eriberto Guidi, Crocenzi e Gioventù. Credo che potrà essere un bellissimo punto di riferimento, di viaggi materiali e fotografici’.

Biografia

‘Volevo fare il marinaio poi sono diventato fotografo.’

‘Il colore distrae. Fotografare una guerra a colori mi pare immorale.’

Mario Dondero

Mario Dondero nasce a Milano il 6 maggio 1928 ed era di origini genovesi.

Immagine: Mario Dondero (Il Martino - ilmartino.it - M'Art - Arte e Cultura -)
Mario Dondero

Giovanissimo partigiano nella Val d’Ossola, si è accostato molto presto al giornalismo, prima scritto poi fotografico, iniziando a collaborare nei primi anni Cinquanta a ‘L’Avanti’, ‘l’Unità‘, ‘Milano Sera‘, ‘Le Ore‘. Legato al cosiddetto gruppo dei ‘Giamaicani’ (i frequentatori del Bar Jamaica a Milano, di cui è presidente: Alfa Castaldi, Camilla Cederna, Luciano Bianciardi, Giulia Niccolai, Carlo Bavagnoli, Ugo Mulas, Uliano Lucas), nel 1955 si sposta a Parigi dove collabora con ‘L’Espresso‘, ‘L’Illustrazione Italiana‘, ‘Le Monde‘, ‘Le Nouvel Observateur‘, ‘Daily Herald‘.

Frequenta e ritrae scrittori e intellettuali francesi (Roland Topor, Claude Mauriac, Daniel Pennac, Yashar Kemal). Tra le sue foto più celebri, quella del gruppo degli scrittori del Nouveau roman scattata a Parigi nell’ottobre del 1959 davanti alla sede delle Éditions de Minuit (Nathalie Sarraute, Samuel Beckett, Alain Robbe-Grillet, Claude Mauriac, Claude Simon, Jérôme Lindon, Robert Pinget, Claude Ollier).

Il suo interesse per l’Africa si è manifestato attraverso la collaborazione alle riviste Jeune Afrique, Afrique-Asie, Demain l’Afrique. In Francia, a metà degli anni Cinquanta, ha collaborato a Regards (la leggendaria rivista comunista che pubblicò fra le prime le fotografie di Robert Capa e Gerda Taro sulla guerra di Spagna). Ha poi lavorato da Parigi per Il Giorno nel periodo della Guerra d’Algeria.

In Italia ha collaborato a lungo con Vie nuove, Tempo illustrato, L’Europeo, L’Espresso, Epoca sia all’epoca in cui la rivista era diretta da Enzo Biagi sia in quello più recente in cui fu diretta da Carlo Rognoni. Dalla loro nascita ha iniziato a pubblicare sul quotidiano il manifesto e sul settimanale Diario di Enrico Deaglio.

Negli anni Sessanta ha realizzato alcune ‘fotostorie’ per la TV dei ragazzi e alcuni corti per l’Antenna cinematografica del PCI Unitelefilm. Appassionato di radiofonia ha collaborato con la sezione italiana della Bbc e recentemente ha condotto con Emanuele Giordana alcune trasmissioni di per Radio3 (Rai) dedicate alla storia del fotogiornalismo (2012-2013). Ha esposto le sue fotografie in moltissime occasioni e in tantissime città italiane e straniere.

Immagine: Orson Welles e Pier Paolo Pasolini fotografati da Mario Dondero (Il Martino - ilmartino.it - M'Art - Arte e Cultura -)
Orson Welles e Pier Paolo Pasolini fotografati da Mario Dondero

Noto per il suo impegno civile e sociale, ha documentato in Afghanistan il lavoro delle équipe mediche di Emergency, di cui è un attivo sostenitore. Ha realizzato un inserto fotografico sul disastro della motonave Elisabetta Montanari per il libro Il costo della vita. Storia di una tragedia operaia di Angelo Ferracuti, pubblicato da Einaudi nel 2013 (ISBN 9788806211059). Era Camallo Onorario della Compagnia unica dei portuali genovesi e Socio Onorario dell’Accademia di Brera.

Negli ultimi anni di vita ha vissuto a Fermo; morirà a Petritoli il 13 dicembre del 2015.

Fonte: Wikipedia

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