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Abruzzo

Pescara, omicidio Neri: arrestate 6 persone, 3 si sono avvalse della facoltà di non rispondere

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PESCARA – Nei giorni scorsi sono avvenuti degli importanti sviluppi sull’omicidio di Alessandro Neri, il giovane di 28 anni di Spoltore trovato senza vita l’8 marzo del 2018 in zona Fosso Vallelunga a Pescara. Sono state arrestate 6 persone per l’Operazione Satellite condotta dal Nucleo Carabinieri del maggiore Alessandro Di Pietro. In totale 12 sono gli indagati. Gli arresti rappresentano una tappa fondamentale delle indagini sul caso del delitto di “Nerino”, come veniva soprannominato il giovane dagli amici.

I 6 arrestati, che avevano un’attività di spaccio con base nel rione di San Donato, sono: Flaviano Spinelli (33 anni), i fratelli Junior Insolia (31 anni) e Yordan Insolia (23 anni), Marco Lapenta (35 anni), Giulia Spinelli (29 anni), Christian De Sanctis (28 anni).

Negli interrogatori preliminari di ieri mattina, 16 gennaio, Jordan Insolia, Marco Lapenta e Christian De Sanctis  si sono avvalsi della facoltà di non rispondere davanti al gip del tribunale di Pescara Antonella Di Carlo e al pubblico ministero Luca Sciarretta nè sull’attività di spaccio di sostanze stupefacenti nè sul delitto di Alessandro Neri.

Inoltre gli inquirenti hanno appurato che una pistola fu acquistata da Junior Insolia insieme ad Alessandro Neri. Nello specifico, la pistola comprata da Insolia e Neri è una calibro 9 che veniva usata per minacciare le persone, mentre l’arma che uccise Alessandro era una calibro 7.

Abruzzo

Corneli (M5S): Marsilio pensi all’Abruzzo e ai suoi ospedali

Dure critiche al Presidente abruzzese sulla gestione locale e la “solidarietà” al collega lombardo Fontana

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Corneli (M5S): Marsilio pensi all’Abruzzo e ai suoi ospedali. Duro intervento dell’Onorevole Valentina Corneli del Movimento 5 Stelle sulla situazione abruzzese della sanità.

Il Presidente Marsilio, nel manifestare solidarietà ad Attilio Fontana sulla disastrosa gestione dell’emergenza sanitaria in Regione Lombardia, sembra mettere le mani avanti rispetto alle gravi carenze di cui si è reso protagonista durante l’emergenza, e continua a distogliere il dibattito politico dal reale problema che non sta affrontando: garantire che la ripartenza economica e sociale della nostra Regione avvenga in un contesto di piena sicurezza sanitaria.

La parlamentare aggiunge: Finora siamo stati “graziati” avendo avuto pochi casi, ma lo Stato – in prospettiva – sta dando risorse enormi alle Regioni per lo sviluppo dell’assistenza sanitaria e per fare in modo che un eventuale nuova ondata epidemica non ci colpisca durante l’estate o in autunno.

La linea del Governo è: assunzioni di medici e operatori sanitari, istituzione della figura dell’infermiere di famiglia, rafforzamento della medicina territoriale che possa coprire massicciamente anche le aree interne da sempre abbandonate, e adeguamento delle strutture sanitarie e dei pronto soccorso. Ma in Abruzzo si pensa solo all’assegnazione di poltrone che definire “dubbie” è un eufemismo, ad aumentare lo stipendio ai fortunati amici della Giunta, e ad accaparrarsi fondi pubblici come se non ci fosse un domani, cioè senza che vi sia mai un progetto di sorta nell’interesse dei cittadini.

L’ospedale San Liberatore di Atri, ad esempio, continua ad essere utilizzato solo per il ricovero di una manciata di pazienti Covid, nonostante a pochi chilometri ci sia il grande centro di riferimento di Pescara costato milioni.

Questa situazione causa un enorme sperpero di denaro pubblico e lascia fermi un centinaio tra medici ed operatori che chiedono solo di poter tornare pienamente operativi, mentre i cittadini hanno tutto il diritto di essere curati senza essere costretti a rivolgersi a strutture private.

Pertanto, se si dovesse decidere di mantenere un reparto Covid al San Liberatore (nonostante i rischi di tale commistione siano noti per quanto già accaduto al Mazzini di Teramo) occorrerà adeguare tutti i locali della struttura alle previsioni di legge, senza permettere che, in caso di una nuova ondata del virus, il personale e i pazienti si ritrovino nuovamente esposti a gravi rischi di contagio. Raccolgo infine le segnalazioni degli operatori turistici che faticosamente stanno cercando di ripartire ma brancolano nel buio: cosa devono fare se hanno casi sospetti tra i clienti? Possibile che nessuno sappia dare loro una risposta il primo di giugno?

Il Movimento 5 stelle e i cittadini tutti chiedono a gran voce che il Presidente Marsilio pensi al nostro Abruzzo, almeno fingesse di interessarsene, invece di fare l’avvocato delle cause perse per le altre Regioni.

Corneli (M5S): Marsilio pensi all’Abruzzo e ai suoi ospedali

Info: http://www.movimento5stelleabruzzo.it/blog/ e https://www.ilmartino.it/2020/04/regione-abruzzo-la-ripartenza-per-marsilio/

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Abruzzo

La chiesa del Carmine di Pianella tra i “luoghi del Cuore” FAI

Valentina Fagnani

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Un gruppo di cittadini ha inserito la chiesa pianellese nella campagna per il recupero del patrimonio storico-artistico italiano come luogo da non dimenticare e conservare per le future generazioni.

Da Maggio un sogno è reso possibile dal Fondo ambiente italiano, più noto con la sigla Fai, che ha permesso di inserire un gioiello, come la Chiesa del Carmine, tra i luoghi da salvare, partecipando alla campagna “I luoghi del Cuore”. Pianella (Pianòllë in dialetto locale) è un comune italiano di otto mila abitanti circa della provincia di Pescara, in Abruzzo. È il quinto comune più grande dell’intera provincia per estensione territoriale.

La chiesa ha un valore simbolico molto importante: il culto della Madonna delle Grazie, molto sentito dalla popolazione, è stato rinvigorito nel tempo dall’opera dei Padri Carmelitani dell’annesso convento. Attualmente è tra i primi 800 luoghi del cuore in Italia, la strada è ancora lunga ed il censimento terminerà il 15 dicembre 2020. La classifica definitiva verrà pubblicata nel 2021.

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Teramo

Martinsicuro: esplode bombola di gas in via Pescara

Maria Giulia Mecozzi

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MARTINSICURO – Momenti di paura in via Pescara intorno alle ore 11. Un forte boato che, secondo la ricostruzione, è stato generato dall’esplosione di una bombola di gas, ha fatto tremare le abitazioni della traversa di via Roma.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Nereto e i carabinieri. La bombola si trovava sul balcone di un appartamento al primo piano di una palazzina nella quale risiede una famiglia di origine nigeriana. Fortunatamente all’intero non c’era nessuno e con ci sono stati feriti. I carabinieri avrebbero rinvenuto nell’appartamento, altre bombole di gas.

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