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Teramo

Tortoreto, il carabiniere accusato di favoreggiamento denuncia irregolarità ed alterazioni nelle indagini

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TORTORETO – Si infittisce la coltre di dubbi gettata sopra l’operato della caserma dei carabinieri. Un paio d’anni fa un’indagine interna ha coinvolto un ex militare, accusato di favoreggiamento in un presunto traffico di droga in Val Vibrata. L’ex appuntato scelto tuttavia si difende, affiancato dalla moglie risucchiata anch’essa dal vortice delle indagini. La loro versione è che siano finiti al centro di un complotto, ordito dai colleghi del militare ora in pensione. Daniel De Ninis, ha reagito denunciando 15 carabinieri e 2 magistrati. Il processo non è ancora cominciato, a causa di alcuni ritardi e slittamenti, ma l’indagine si è incrinata. Sebbene il procedimento penale sia appena agli inizi, l’ex appuntato scelto è già stato raggiunto da una sanzione disciplinare di Stato. Ha perduto i gradi, venendo in pratica destituito.

De Ninis, sottoposto all’obbligo di dimora e descritto come tossicodipendente e colluso, è affiancato dall’Unac, il sindacato dell’Arma. Insieme hanno diffuso un video nel giorno di capodanno, con il quale ribadiscono la posizione dell’ex militare e diffondono nuovi dettagli relativi alla vicenda. L’indagato racconta della perquisizione effettuata presso la sua abitazione, il 6 febbraio 2017. Fu in quel momento che scoprì di essere sotto investigazione. All’epoca non lo sapeva, ma già da 6 mesi il suo telefono era controllato ed un Gps era stato montato sulla sua automobile.

I coniugi dicono che durante le operazioni, sarebbero state compiute diverse irregolarità. Intorno alle 20:30, una ventina di carabinieri del reparto operativo di Teramo, con l’ausilio dell’unità cinofila e sotto la guida del Comandante della Compagnia e del Comandante Provinciale, si è presentata presso la loro abitazione. Era presente anche il magistrato che ha seguito le indagini, il pm Davide Rosati.

In casa c’era anche la figlia minorenne della coppia. Sempre in base alla ricostruzione degli indagati, nessuna precauzione sarebbe stata presa nei suoi confronti. Non c’era né un assistente sociale, né una militare donna. Durante la perquisizione, madre e figlia sarebbero state bloccate al piano terra. De Ninis invece non avrebbe avuto modo di seguire le diverse operazioni, che si sono svolte contemporaneamente in una casa su tre livelli. Secondo il Presidente dell’Unac, il dottor Antonio Savino, <<a livello di procedura penale, già questo rappresenta un’anomalia. Al momento della perquisizione, i titolari dell’abitazione devono essere presenti e devono collaborare alle indagini, non rimanere isolati>>. La perquisizione si è conclusa senza alcun sequestro di stupefacenti. È stato segnalato solo un sacchetto di plastica, all’interno del quale un cane avrebbe fiutato delle tracce. Per le analisi, è stato inviato al Ris di Roma ed hanno dato esito negativo.

Altri aspetti poco chiari riguardano il verbale della perquisizione. Non è stato redatto immediatamente, bensì durante la notte, dopo che De Ninis è stato condotto in caserma. Questi, essendo cacciatore e collezionista d’armi da fuoco, ne possedeva diverse in casa. Erano regolarmente denunciate e custodite secondo tutti i criteri. Ovviamente De Ninis era in possesso del porto d’armi. Queste milizie sono state sequestrate dai carabinieri e portate a loro volta in caserma. E qui sono state catalogate e contrassegnate, non in loco. De Ninis quindi avrebbe firmato il verbale di perquisizione soltanto il giorno successivo. Questo fatto, dice ancora il dottor Savino, rappresenta un’ulteriore anomalia procedurale. Ma non sarebbe finita qui. De Ninis afferma addirittura che diversi carabinieri che hanno preso parte alla perquisizione, non figurerebbero nel verbale. Queste irregolarità a detta del dottor Savino, sarebbero sufficienti all’annullamento del procedimento penale.

I coniugi proseguono lanciando altri gravi accuse. Non solo quelle riguardanti una vera e propria persecuzione attuata nei loro confronti dai colleghi dell’ex carabiniere, nel periodo in cui era sottoposto all’obbligo di dimora. Ma anche di collusione degli stessi con il principale indagato dell’inchiesta, E. S. cittadino albanese. In un’occasione, a dire di De Ninis, lo avrebbero perfino interpellato per “tamponare” una situazione: dopo aver fermato un’auto guidata da una persona senza patente, lo avrebbero chiamato a casa e lo avrebbero fatto risultare alla guida dell’auto, modificando gli atti processuali, per risolvere la situazione.

Questi sarebbe poi finito al centro dell’indagine sul presunto traffico di droga in Val Vibrata. Arrestato ed indicato in un primo momento come il vertice di un giro ramificato ed articolato, è stato successivamente scarcerato e la sua posizione è stata ridimensionata e definita “quasi incensurata”. Non sono stati effettuati nei suoi confronti ingenti sequestri di stupefacenti. Soltanto in un’occasione è stato sorpreso in possesso di un paio di grammi di cocaina.

Ma soprattutto, i coniugi asseriscono che il principale elemento sopra al quale le indagini poggiano, pare sia stato alterato. Si tratta delle intercettazioni, telefoniche ed ambientali, eseguite sul sospettato. Quando questi ne ha richiesto le trascrizioni, sia quelle tradotte in albanese, sia quelle in italiano, ha denunciato palesi alterazioni delle sue parole. Il giorno successivo è stato scarcerato.

Oltretutto le indagini hanno coinvolto anche altri appartenenti alle forze dell’ordine, con accuse perfino più gravi.

La vicenda pare essere ancora lontana dall’epilogo, così come sembra non siano ancora emersi tutti i dettagli di una situazione che continueremo a raccontarvi.

Teramo

Teramo: fuori dalla zona rossa senza alcun motivo, multato e denunciato 52enne

Maria Giulia Mecozzi

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TERAMO – E’ stato multato e denunciato il 52enne che, lunedì 29 novembre, a seguito dei controlli per le limitazioni agli spostamenti nella zona rossa, avrebbe fornito ai Carabinieri generalità false e motivazioni inconsistenti. L’uomo infatti avrebbe mentito dicendo di non avere con se i documenti di guida. Oltre ad essere stato sanzionato ai sensi dell’attuale normativa anti-Coronavirus, su di lui grava anche l’accusa di per false dichiarazioni sull’identità personale.

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Teramo

Alba Adriatica: 52enne alla guida si schianta e si ribalta contro auto parcheggiate

Maria Giulia Mecozzi

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ALBA ADRIATICA – Il sinistro è avvenuto nel pomeriggio di ieri, 30 dicembre, in Viale della Vittoria ad Alba Adriatica. Una donna di 52 anni, alla guida della propria auto, si è schiantata contro altre due automobili parcheggiate, ribaltandosi. Le cause sono ancora in fase di accertamento. Sul posto è intervenuta la Polizia Locale di Alba Adriatica, assieme ai Carabinieri di Martinsicuro. La donna è stata estratta dall’auto dai Vigili del fuoco del distaccamento di Nereto e trasportata presso l’Ospedale di Sant’Omero da un’ambulanza del 118 ma pare non abbia riportato particolari conseguenze.

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Abruzzo

Martinsicuro: 30 nuovi positivi al COViD-19

Lo comunica il Sindaco

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Martinsicuro: 30 nuovi positivi al COViD-19. Lo comunica il Sindaco della cittadina abruzzese Massimo Vagnoni.

Emergenza COVID. Questi i dati di Venerdì (+2), di Sabato (+17) e di oggi (+ 11) .Sono in attesa di verifica dei guariti per avere il numero complessivo degli attualmente positivi . Il Sindaco Massimo Vagnoni

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