Un ricordo per Faber

Sono passati vent’anni dalla morte, avvenuta a Milano, di Fabrizio De Andrè.

Ricordo i telegiornali e le note delle sue canzoni trasmesse per tutto il giorno da radio e tv.

Ricordo i miei (suoi) concerti. Il primo a Milano nel 1991, poi pochi mesi prima di morire in primavera a Pescara e poi in estate a Giulianova. Grande era stata l’accoglienza dei suoi ammiratori abruzzesi.

Ricordo il mio professore di italiano al liceo, che tra una poesia del Pascoli e di Leopardi, ci metteva, insieme a una bella bottiglia di vino, la Guerra di Piero.

Molti i ricordi anche oggi, con omaggi nei social network, aforismi, frasi, canzoni e video.

Ma un ricordo originale è quello di Mina che ha fatto sul Secolo XIX di oggi: “Ancora insegni. E sorprendi. E affascini tutti, non soltanto chi ha il dono dell’intelletto. E lo farai per sempre. Troppo c’è da imparare, da godere, da ciucciare, da rubare. Quel sorriso involontario che affiora sulle labbra quando ti ascolto si presenta solamente in casi eccezionali. Tu rimani un caso eccezionale. Ti ascolto ed è sempre come se fosse la prima volta. Una scoperta continua. C’è sempre qualcosa in più, qualcosa che si precisa meglio, qualcosa che ti segue e non ti molla. Per fortuna. Chissà dove sei, a chi regali la tua intelligenza, chissà cosa ti passa per la testa. Avremmo proprio bisogno del tuo pensiero illuminato. Siamo rimasti qui, deserti di te, senza possibili sostituti. Rivoglio la tua voce. Torna, Fabrizio. Torna”. La cantante lombarda ed il cantautore genovese avevano duettato nel brano “La Canzone di Marinella” nel 1997.