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Abruzzo

Pineto, presentato il Geoparco del vulcanello di fango ”Cenerone”

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PINETO – L’offerta ambientale di Pineto si arricchisce di un nuovo sito, dal 7 febbraio visitabile e fruibile da cittadini, turisti, studiosi e studenti. Si tratta del Geoparco nato dalla riqualificazione del vulcanello di fango “Cenerone” nell’area antistante al piazzale Cimarosa a Borgo Santa Maria di Pineto. Un progetto ambizioso e lungimirante portato avanti dall’Amministrazione Comunale di Pineto e che questa mattina è stato presentato anche alla presenza degli esperti che hanno lavorato alla sua riqualificazione. L’area è ora dotata di passerelle in legno, oltre che di bacheche con informazioni botaniche e geologiche. Un risultato importante frutto di un lavoro lungo e complesso, partito dalle prime interlocuzioni con i proprietari del terreno nel quale si trova il vulcanello, le famiglie Caccianini, per ottenere il comodato d’uso dell’area, passando per la richiesta di collaborazione all’Università D’Annunzio per poi procedere con la fase di progettazione attraverso l’architetto Fernando Cipriani. I lavori sono stati portati avanti con la supervisione del geochimico e vulcanologo dell’Università D’Annunzio di Chieti, Francesco Stoppa e inizialmente del biologo e naturalista Adriano De Ascentiis e grazie anche al supporto economico della Regione Abruzzo. Presenti, durante la presentazione, anche i ragazzi dell’Istituto Tecnologie del Legno di Pineto, il consigliere regionale Luciano Monticelli, il consigliere provinciale Giuseppe Cantoro, il direttore dell’AMP Torre del Cerrano, Fabio Vallarola, le Guide del Cerrano, cittadini, autorità e referenti di varie associazioni.

“Con la presentazione di oggi – commenta l’Assessora all’Ambiente del Comune di Pineto, Laura Traini – chiudiamo un primo cerchio, ma apriamo un’altra importante fase. Questa mattina abbiamo presentato il risultato di un lavoro importante teso a valorizzare un’area nota per le sue peculiarità, ma abbandonata a se stessa. In questi mesi siamo stati a visitare i vulcanelli di fango di Monteleone e abbiamo potuto farci un’idea di quello che si potrebbe fare anche a Pineto. Abbiamo fatto molto, ma ancora tanto resta da fare. Intanto abbiamo una convenzione gratuita con la D’Annunzio di Chieti che prevede che l’Università continui a monitorare il vulcanello, noi cercheremo anche attraverso bandi europei di intercettare finanziamenti per poter creare una rete di vulcanelli. Perché a Pineto Cenerone è il più grande e conosciuto, ma esistono altri tre vulcanelli a Borgo Santa Maria e altri sono in contrada Foggetta. Il nostro intento è di renderli tutti visitabili. L’università sarà disponibile ad avviare percorsi con le nostre scuole coinvolgendo i bambini nel fare laboratori e nel seguire la trasformazione del vulcanello che pian piano assumerà la sua forma naturale che non è quella di oggi. Il vulcanello, infatti, era recintato e per evitare che crescesse avevano realizzato un canale di drenaggio che spingeva verso il Calvano quel che fuoriusciva, oggi invece il canale è stato chiuso e lentamente il vulcanello sta crescendo e acquisendo la sua forma naturale. La vegetazione che si vede, costituita da piante autoctone, sarà ricoperta dal fango prodotto dal vulcanello che è salato e ha un’alta percentuale di zolfo”.

“Siamo molto orgogliosi di questo progetto – aggiunge il Sindaco di Pineto, Robert Verrocchio – la nostra città ha ora un altro importante sito naturalistico fruibile da appassionati e curiosi, una peculiarità che andava valorizzata e ringrazio sentitamente le famiglie Caccianini per aver colto il valore della nostra proposta, l’Università di Chieti per il prezioso supporto scientifico, i professionisti Adriano De Ascentiis e Francesco Stoppa per la loro collaborazione, il progettista Fernando Cipriani, la Regione Abruzzo per il contributo e quanti hanno creduto in questo progetto. La presentazione chiude un percorso importante, ma dà l’avvio a una fase altrettanto significativa, quella di creare una rete di tutti i vulcanelli presenti sul nostro territorio”.

“L’idea della promozione del vulcanello cenerone di Pineto è nata nel 1998 quando – spiega Stoppa – con Silvano Agostini del Servizio Geologico Sovrintendenza Archeologica dell’Abruzzo e con il museologo Mauro Candeloro, concepimmo il gruppo “geomundia” con lo scopo di formulare le linee guida e una proposta di un Sistema Museale a Parchi Geologici per la valorizzazione e lo sviluppo del territorio, individuando un elenco di geositi nella provincia di Chieti che fu poi allargato all’intera regione. Con il termine geositi si indicano i beni geologici-geomorfologici di un territorio intesi quali elementi di pregio scientifico e ambientale del patrimonio paesaggistico. Si tratta in genere di architetture naturali, o singolarità del paesaggio, che testimoniano i processi che hanno formato e modellato il nostro pianeta. Forniscono un contributo indispensabile alla comprensione della storia geologica di una regione e rappresentano valenze di eccezionale importanza per gli aspetti paesaggistici e di richiamo culturale, didattico e ricreativo. La cultura dei geositi è ancora poco diffusa in Abruzzo e quindi ogni geosito in più è una grossa conquista verso una maggiore consapevolezza ambientale e un uso migliore delle risorse del territorio anche ai fini del turismo sostenibile. Le comunità che riescono a raggiungere questa consapevolezza sono sicuramente più progredite di altre, ma la sfida è di consegnare questi beni ai cittadini, instillare il rispetto ambientale ai giovani e mantenere il buono stato di manutenzione dei siti. Il cenerone è un esperimento istruttivo in cui si può assistere non solo alla creazione di una forma geologica, ma in questo caso anche alla sua rinaturalizzazione, al ripristino della flora circostante e a un museo all’aria aperta”.

“Il Cenerone – commenta uno dei proprietari del terreno, Gaetano Caccianini – passa da piccola leggenda poco conosciuta a luogo fruibile e da visitare. E siccome è uno dei pochi luoghi in Italia con queste caratteristiche si spera che vengano in tanti. Sono contento di aver contribuito alla realizzazione di questo progetto”.

Musica&Retroscena

Sold out il concerto di Gazzelle allo Shock Wave Festival di Francavilla al Mare

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concerto gazzelle francavilla al mare

Sabato 20 luglio sul lungomare Paolo Tosti di Francavilla al Mare Gazzelle si esibirà dopo l’apertura affidata a Giuse The Lizia. Al termine, Lacrima Party, «lo show indie più brutto d’Italia».

PESCARA – L’attesa per il concerto di Gazzelle a Francavilla al Mare era tanta ed i biglietti sono andati presto esauriti. Sold out per la tappa del cantante romano allo Shock Wave Festival. Dopo un tour nei palasport e un concerto in un’Arena di Verona totalmente sold out, Gazzelle questa estate è tornato in tour sui palchi dei principali festival d’Italia.

I suoi concerti sono la testimonianza tangibile di un amore incondizionato, vero rituale collettivo che ha stregato in questi anni mezzo milione di persone. Oltre agli appuntamenti estivi, Gazzelle ultimamente ha svelato anche due importanti e speciali eventi per l’estate del 2025: il 7 giugno al Circo Massimo di Roma e il 22 giugno allo Stadio San Siro di Milano. Due prime volte, due nuove sfide, due città importanti per l’artista, che negli anni ha costruito la sua carriera, passo dopo passo, con un unico obiettivo: quello di essere sempre se stesso e far arrivare la sua musica ai cuori di tutta Italia.

Il concerto sarà aperto alle 20:45 da Giuse The Lizia, cantautore di 22 anni nato e cresciuto a Bagheria, in provincia di Palermo, con un album e diverse produzioni alle spalle nelle quali infonde sfumature indie, rock e urban. Al termine dei live il palco dello Shock Wave Festival ospiterà il Lacrima Party, presentato provocatoriamente dagli organizzatori come la «festa indie più brutta d’Italia».

«Immagina una serata nella libertà più totale, dove ascoltare tutti i tuoi pezzi indie preferiti in compagnia dei tuoi migliori amici e poter lasciarti andare a qualsiasi emozione: gioia, tristezza, rabbia, delusione, entusiasmo, amore. Tutto questo è Lacrima». L’evento è nato a fine 2021 a Bologna dalla volontà di 3 ragazzi di creare una famiglia grande quanto l’Italia intera per piangere e ballare assieme la migliore musica Indie Pop italiana. Una festa in cui cantare, sfogarsi e lasciarsi andare come se fossi nella tua cameretta ed ascoltare tutti quegli artisti che non senti alle altre feste».

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Teramo

A Martinsicuro torna Segura Tempora, tutto pronto per la IV edizione

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segura tempora IV martinsicuro 2024

Torna la rievocazione nata quattro anni fa per valorizzare l’identità storica di Martinsicuro e rendere omaggio al nobile spagnolo al quale la cittadina truentina deve il suo nome.

TERAMO – Il 20 e il 21 luglio torna a Martinsicuro Segura Tempora – ai confini del regno di Carlo V – la rievocazione storica, giunta alla IV edizione, in onore di Martin de Segura, nobile spagnolo ed alto funzionario del Regno di Napoli al quale la città deve il suo nome. Saranno due giorni ricchi di storia, cultura e spettacoli: previsto anche un corteo in costumi rinascimentali e una imperdibile cena popolare cinquecentesca che si terrà nella suggestiva cornice della Torre Carlo V. La manifestazione è organizzata dal Comune di Martinsicuro – cultura e beni culturali – in collaborazione con il Gruppo Archeologico del Medio Adriatico (G.A.M.A.), e con l’Associazione Kronos-turismo collettivo. La direzione artistica è affidata all’arch. Pasquale Tucci, presidente del GAMA, all’iniziativa prenderanno parte anche i comitati di quartiere.

Segura Tempora è patrocinato dalla Regione Abruzzo, dalla Provincia di Teramo, dal Comune di Colonnella, che partecipa all’evento con il Barone Rosales e la sua corte, con il contributo della Presidenza del Consiglio Regione Abruzzo e della Fondazione Tercas.

Si inizia Sabato 20 luglio, alle ore 19, alla Torre Carlo V con lo spettacolo di Falconeria a cura di Alessandra Giampaoli, e l’esposizione di rapaci con esibizioni di voli e cenni storici sulla nobile e regale arte della caccia con rapaci, a cura della scrittrice Ornella Albanese autrice del romanzo “Il falconiere dei re”.

La serata continuerà con l’arrivo alla Torre di Martin de Segura accolto dal Barone Rosales e dal popolo. Il banchetto proposto, il cui menu è stato studiato ed elaborato dallo storico Matteo Di Natale, vuole essere un omaggio alla cucina popolare vibratiana del Cinquecento, pur senza avere alcuna velleità di assoluta certezza storica, immaginando il barone Benedetto Rosales che, all’arrivo di Martin de Segura, offre ai suoi cittadini una cena proponendo un pasto della tradizione contadina di quell’epoca. La serata sarà animata dal menestrello e le sue storie e da canti, musica e balli rinascimentali del gruppo Omnia Tempora e Danze Antiche Venus.

Domenica 21 luglio, invece, sarà la volta del Corteo in costume, con la partecipazione dei quartieri di Martinsicuro e del Comune di Colonnella che sarà presente con “Il Barone Benedetto Rosales” e la sua corte. Partecipano poi al corteo il “Gruppo dell’insediamento del Podestà“, il “Palio della Balestra di Castel di Lama”, gli Sbandieratori della “Cavalcata dell’Assunta di Fermo” e l’ ASD Pony Passion Club di Spinetoli.

Si partirà dal Lungomare Europa alle ore 21.15 e percorrendo via Aldo Moro si giungerà in Piazza Cavour alle ore 22.00. Il corteo sarà aperto dal nobile Martin de Segura, impersonato quest’anno dall’assessore Marcello Monti, seguito da una ricca e numerosa corte composta dagli amministratori della città di Martinsicuro. I Quartieri partecipanti saranno Santa Lucia, Sacro Cuore, Santa Rita. Anfiteatro, Nuova Rosa e Campo Casone. Giunti in piazza Cavour, spazio all’esibizione conclusiva degli sbandieratori e tamburini e a seguire “Luce”, un suggestivo spettacolo a cura della Compagnia dei Folli.

«L’obiettivo principale dell’amministrazione – dice la delegata alla cultura, Giuseppina Camaioni – è quello di valorizzazione la millenaria storia di Martinsicuro e dei suoi beni culturali come la Torre Carlo V e la Casa doganale costruite proprio sotto il dominio di Carlo V, e che attualmente ospitano il Museo Archeologico “Antiquarium di Castrum Truentinum” nostro fiore all’occhiello. C’è anche l’interesse e la volontà di approfondire, di studiare e di riscoprire gli usi, i costumi e le tradizioni di quel periodo storico della costruzione della Torre (1547) e, non per ultimo, c’è il desiderio di dare spazio alla socializzazione, all’incontro e alla collaborazione fra i vari quartieri della città».

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L'Aquila

Pecora sgozzata, cotta e mangiata nel parco in pieno giorno: due arresti

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pecora sgozzata nel parco a pizzoli

I Carabinieri hanno prima trovato tracce di sangue e resti della sfortunata pecora, poi si sono imbattuti in un video sui social nel quale alcune persone trascinavano l’ovino nel parco. Due sono state identificate e sono finite in carcere.

L’AQUILA – Appesa ad un’altalena, dissanguata, scuoiata, cotta e mangiata, di pomeriggio, tra le altalene ed i giochi per i bambini, a Pizzoli. Per il triste epilogo riservato alla pecora sgozzata nel parco in pieno giorno due uomini di origine tunisina sono finiti in carcere, mentre proseguono gli accertamenti per identificare le altre persone che hanno preso parte al banchetto.

La vicenda è stata resa nota dall’agenzia di stampa Agi. Due giudici delle indagini preliminari, Guendalina Buccella e Giovanni Spagnoli, hanno emesso una severa ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Ghaddum Waddah, di 30 anni, e Wadia Mchirgi di 19. Il primo era già sottoposto all’obbligo di dimora, per via di una rissa. Il secondo invece era stato raggiunto da un divieto di dimora, per minacce e lesioni.

Insieme a loro c’erano altre persone ed i Carabinieri sono al lavoro per identificarli. Dovranno rispondere di uccisione di animale in luoghi pubblico e macellazione clandestina. Ad insospettire i militari della stazione di Pizzoli, alcune tracce di sangue. Seguendole, sono arrivati ad un cassonetto che conteneva le interiora della pecora sgozzata nel parco ed i resti della brace. Poco dopo sui social hanno visto un video, che aveva ricevuto anche diverse condivisioni, che mostrava un gruppetto di persone mentre trascinavano l’animale sul luogo del delitto.

Arrivati nell’area giochi, l’ovino è stato appeso ad un’altalena, dissanguato e scuoiato. Poi è stato acceso un fuoco ed è stato cotto. I due arrestati si trovano ora nel carcere di Preturo a causa, scrivono i Gip, di un «rischio di recidiva con riferimento alla commissione di reati commessi con violenza alle persone, un difetto di resipiscenza». Che denota «l’irrefrenabile pulsione alla commissione di reati commessi in particolare platealmente e con violenza».

Gli inquirenti cercheranno anche di stabilire se la pecora fosse stata rubata da qualche allevamento.

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