Martinsicuro, grande successo per la presentazione del libro “Metamorfosi inverse”

Sala Consiliare gremita per la serata con la poetessa e scrittrice truentina Alessandra Bucci

presentazione metamorfosi inverse
Foto di Cristian Palmieri

MARTINSICURO – La gremita sala consiliare del Comune ha costituito una cornice perfetta per raccontare una storia di bullismo e di bulimia, un disturbo alimentare di cui soffrono molte persone, adulti e adolescenti. L’evento di presentazione del libro “Metamorfosi Inverse” è stato moderato dalla giornalista Azzurra Marcozzi. Sono intervenuti Arturo Bernava, editore del gruppo Il Viandante-Chiaredizioni, e la psicoterapeuta Ismaela Evangelista. Le letture sono state affidate alla commovente interpretazione di Sara Palladini, attrice di teatro, e allo studente Manuel Massacesi. Sono intervenuti l’artista Paola Celi che ha curato la copertina del libro e ha esposto nella sala i dipinti che esprimono la sua massima creatività e Cristian Palmieri, fotografo e figlio d’arte, che ha curato varie mostre e vari progetti come ad esempio “Donne fuori dall’ombra”.

Apre la serata la giornalista Azzurra Marcozzi che definisce l’autrice un’artista sensibile e popolare per il suo costante interfacciarsi con il pubblico. Il primo impatto con il libro, come spiega la giornalista, è molto forte. Ognuno di noi potrebbe ritrovarsi in quelle pagine. Il fatto di non piacersi, di non sentirsi all’altezza della situazione in un certo senso accende l’ira del bullo che colpisce proprio laddove l’insicurezza fa da padrona di casa per esaltare il proprio ego e sentirsi forte.

“Metamorfosi Inverse” è un libro impegnativo ma, nello stesso tempo, caratterizzato da una trama scorrevole e avvincente, piena di colpi di scena. Il bullismo ha radici profonde che partono da scelte sbagliate e dall’ignavia delle famiglie nutrito dalla distrazione generale e dell’eccessiva tolleranza che si respira nelle scuole. La bullopatia nasce proprio fra i banchi di scuola dove il bullo trova facilmente complici e spettatori pronti a sostenerlo e ad approvare i suoi comportamenti violenti. Ma ha anche un seguito perchè è un fenomeno così potente che, se non viene bloccato alle origini, può trasformarsi in mobbing e in altre forme di stalking. Il libro di Alessandra parla di una forma di prevaricazione che non va combattuta ma trasformato attraverso massicce dosi di fiducia e di speranza. Il bullismo, lo stalking e il mobbing sono di fatto l’espressione di una società in cui dominano i valori della sopraffazione del più forte sul più debole. Attraverso strumenti non solo psicologici ma anche fisici, questi possessori di un “io” autosopravvalutato, concepiscono se stessi al di sopra di tutto e di tutti infierendo sulle deboli personalità altrui. Il libro, come ci dice la giornalista, ci rende partecipi di una fragilità che si trasforma e alla fine approda anche a gesti di altruismo.

L’editore Arturo Bernava, alla seconda pubblicazione con Alessandra Bucci, parla di un libro coraggioso, vero e necessario. Coraggioso perché la protagonista agisce con il cuore raccontando episodi della propria adolescenza molto dolorosi, vero perché trae spunto dalla realtà, necessario perché tratta tematiche che non vorremmo mai sentire ma di cui è necessario parlare per smuovere le coscienze.

Importante e formativo è stato l’intervento della psicoterapeuta Ismaela Evangelista che si è soffermata sulle conseguenze che derivano da una violenza psicologica subita in età evolutiva. La bulimia è un disturbo del comportamento alimentare che è responsabile di grandi abbuffate di cibo, seguite da sensi di colpa comportamenti finalizzati alla neutralizzazione dell’apporto calorico di quanto ingerito, nel tentativo di colmare le proprie voragini interiori.

Si è parlato di bulimia ma anche di tricotillomania. Quest’ultima è disturbo caratterizzato da un irrefrenabile impulso che spinge chi ne soffre a tirare e a strappare i capelli dal cuoio capelluto. 

Problematiche entrambe molto gravi ma da cui si può uscire. In particolare un cambiamento in positivo può esserci se accanto a chi ne soffre c’è una figura forte di riferimento. Il tema della trasformazione è molto diffuso in letteratura. Si pensi, ad esempio, alla metamorfosi di Kafka. La metamorfosi più significativa, come spiega la dottoressa, è essenzialmente cognitiva. Nel romanzo il cambiamento di Elisabetta, la protagonista, è prima di tutto psicologico e solo in un secondo momento fisico. In genere per dare avvio al cambiamento è necessario affidarsi all’aiuto di qualcuno ma ci sono casi, come nel libro, in cui la persona che presenta tali disturbi ce la fa da sola.

Riguardo ai precedenti lavori di Alessandra, “Metamorfosi inverse” ha qualcosa di diverso, è quello fra tutti il più autobiografico. La cosa che però li accomuna è che in ognuno di essi, l’autrice ha voluto trasmettere un messaggio di positività e di speranza. Il libro è diviso in tre parti. La prima parte è quella più autobiografica ed attinge a ricordi dolorosi che la protagonista è riuscita alla fine a trasformare in coraggio e positività.

Volevo porre l’attenzione sulla performance di Sara Palladini, commovente e talmente dentro la parte che il libro stesso sembrava avere un’anima pulsante e viva che si irradiava in quella sala. La voce sembrava insinuarsi fra le vivaci pennellate dei dipinti di Paola Celi fino a creare personaggi e spettatori vivi che sembravano usciti dal romanzo. Ottima anche la performance di Manuel Massacesi, giovane promessa del teatro nonché alunno della stessa scrittrice.

La serata si è conclusa mettendo in risalto la simbologia dei nodi da cui Alessandra è molto attratta. Il nodo può assumere varie forme ma, per la scrittrice, è essenzialmente il simbolo che  stimola a tentare di sbrogliare la matassa e a mettere in ordine i fili, una sorta di rebus da risolvere che può dar vita a quella metamorfosi di cui noi tutti abbiamo bisogno per liberarci dalle nostre paure e debolezze.

Si ringraziano il Comune di Martinsicuro per il patrocinio concesso, il Sindaco Massimo Vagnoni, l’Associazione Martinbook, Cristian Palmieri, Arturo Bernava, Mimmo Iurlaro che ha curato la parte tecnica, gli attori Sara Palladini e Manuel Massacesi, Arianna Torrieri, Matteo Bianchini in qualità di presidente del Martinbook, la giornalista Azzurra Marcozzi e la nostra Alessandra Bucci che, con il suo coraggio, ha dato vita ad una serata degna della più alta forma di letteratura e poesia in un contesto che supera le aspettative di una possibile metamorfosi che raggiunge il traguardo per tutti noi. Un ringraziamento particolare al pubblico che è intervenuto numeroso mostrando un’intensa emotività e una massiccia dose di empatia verso tutte le forti tematiche del libro.

Giusy Valori