Storia d’Abruzzo, atmosfera austera e sensuale nella pittura di Riccardo Celommi

Incontro ravvicinato con uno dei nomi più intensi della pittura abruzzese. La dinastia Celommi ha segnato la storia dell'arte non solo in Abruzzo

Riccardo Celommi. ''Volto di donna'', olio su tela (Il Martino - ilmartino.it -, M'Art - Arte e Cultura)
Riccardo Celommi. ''Volto di donna'', olio su tela

Espressione individuale, consapevolezza del territorio, pennellate che attingono da innumerevoli stili creandone uno proprio. Sono alcuni dei requisiti più spiccati di uno dei panorami artistici più vividi della storia pittorica d’Abruzzo: i Celommi. Hanno segnato una delle pagine più profonde e incarnate della storia dell’arte, col loro pennello inimitabile, colori soavi e decisi, le figure classiche, il gusto esotico, i soggetti maschili e femminili raffigurati al lavoro nei campi, addentrati nel mare, nelle campagne, alle prese con la tipica forza terrestre abruzzese che fa da padrone in qualsiasi sguardo. Il primo Celommi ad incantare gli occhi degli osservatori è Pasquale, originario di Montepagano, la più antica frazione di Roseto degli Abruzzi; sorge sulla collina che fronteggia la città. Ben presto la famiglia si trasferisce sul litorale ed il mare diviene certamente l’anima del luogo e di Pasquale, che inizia ad impugnare i primi carboni per disegnare. I quadri marini rimarranno per sempre scolpiti nella psiche di tutti gli occhi che ne hanno goduto. ”Lo stile, o maniera, del Celommi è suo proprio, imitatore di nessuno: puro nel disegno, semplice nelle linee, vero attraente e grandioso nell’effetto che produce il colorito dal pennello facile scorrevole e geniale”, queste le parole preziose di Raffaello Pagliaccetti, stimato scultore fiorentino, che così definì il suo lavoro. 

Pasquale Celommi, ”L’odalisca”. 1880, olio su tela. Roseto degli Abruzzi, Pinacoteca Civica

Raffaello nasce a Firenze nel 1881, ed è il secondogenito di Pasquale. Nel nuovo secolo nasce il figlio di Raffaello, Luigi; nel 1933 vede la luce a Roseto degli Abruzzi, in quel luogo profondamente iniziatico per il nonno. Sin da piccolo evidenzia le sue qualità pittoriche e molto spesso si reca nella studio paterno per disegnare con grafite e pastelli. I suoi tratti saranno variegati, dipingerà volti femminili, paesaggi, nature morte, nudi, nonché le sue numerose “Maternità”. 

Giungiamo lenti ma decisi ai giorni odierni. L’ultimo della dinastia dei Celommi è Riccardo. Classe 1967, fin da piccolo, entrando nello studio del padre Luigi, cercava di captare i segreti della pittura. Finita la scuola media inferiore, si iscrive al liceo classico; ma non riesce a concepire altri studi se non quelli artistici, tanto che lascia il liceo classico e si iscrive a quello artistico. Frequenta il liceo artistico sotto la guida del professor Sandro Melarangelo. Conseguita la maturità inizia la sua avventura artistica e i suoi viaggi a Parigi, Atene, Madrid e Barcellona. Attratto dall’arte classica greca prima e dalla pittura metafisica di Dalì poi, queste correnti trovano nei suoi segni uno straordinario moto di liberazione espressiva. I suoi dipinti raccolgono alcuni semi dalla pittura realista, con paesaggi ed immancabili marine, altri che certamente si ispirano all’arte classica greca (ricordiamo Bacco, il Principe), ed altri il mondo dei nudi femminili.  Il suo pennello è ricchissimo, improvvisamente si popola di personaggi con un’umanità alla ricerca del proprio Io: tra mondo incantato e scenari orridi, i dipinti aprono ad una visione onirica della vita. Ora i colori si rincorrono e si superano; le pennellate sono precisissime e inquiete. L’attuale periodo pittorico è condito da un’atmosfera diversa. I colori assumono prima l’aspetto del bianco e del nero e poi, del bleu e dell’arancio. Il pennello si tinge di erotico e inquieto, le sue opere si rivestono di un’aria sensuale: restano popolate dai medesimi personaggi, quasi pirandelliani.

Riccardo Celommi, ”la paura genera mostri”. Tecnica mista.

Durante il cammino artistico partecipa a numerose rassegne e mostre. Le più significative si svolgono a Roseto degli Abruzzi (Personale nei saloni della villa comunale, Concorso Arti figurative Sport per la vita, Settimana Culturale Palladiana), Atri (Centro Servizi Culturali), Trevi (Trevi flash Art), Teramo (Percorsi tra presente e passato), Giulianova (Kursal – artisti della fascia costiera), Ascoli Piceno (Artefici Sodali), Civitella del Tronto (Fortezza Borbonica), Napoli (notte Bianca Piazza San Pasquale a Chiara). Milano (in corso Como, nello spazio ypsilon), Pineto (Villa Filone – Luigi e Riccardo Celommi espongonoVilla Filone – Luigi e Riccardo Celommi espongono). 
Di lui hanno scritto alcune firme imponenti del panorama italiano: Braccili, Cianciotta, Cimini, Musini, Politi, Tentarelli.

Riccardo Celommi, ”Opressione”

Crediti da www.riccardocelommi.it