Abruzzo che vai zeppola che trovi, dolcezze locali per ogni papà del mondo

La versione aquilana è fritta senza crema, a forma di ciambella. La teramana è un gustoso bignè pieno zeppo di crema

La festa del papà arriva puntale col bussare della primavera. Oggi si festeggia la figura del papà in ricorrenza del papà per eccellenza, San Giuseppe, che padre putativo di Gesù è stato.

San Giuseppe è lo sposo di Maria e il padre di Gesù; è definito come uomo giusto. È venerato come santo dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa. Fu dichiarato patrono della Chiesa cattolica dal beato Pio IX l’8 dicembre 1870. La dottrina cristiana afferma che il vero padre di Gesù è Dio: Maria lo concepì miracolosamente per intervento dello Spirito Santo. Giuseppe, inizialmente intento a ripudiarla in segreto, fu messo al corrente di quanto era accaduto da un angelo apparsogli in sogno e accettò di sposarla e di riconoscere legalmente Gesù come proprio figlio.

Come molte occasioni annuali religiose e non, anche questa è associata ad un prodotto che fa addolcire gli animi di tutta italia. Ogni regione ne possiede il segreto, le ricette alchemiche introvabili, ogni luogo ne custodisce la tradizione. Gelosamente. Parliamo ovviamente della zeppola, dolce mistico e pieno di grazia. In Abruzzo ci sono sono molte correnti di pensiero: c’è la zeppola aquilana fritta e ricoperta di zucchero, lievitata e senza crema, da abbinare a miele o vino cotto. Sulla costa e nel teramano la zeppola è invece in versione bignè: al forno o fritta, con una leggera nevicata di zucchero a velo o no, sicuramente piena zeppa di crema pasticcera e con un’amarena di guarnizione. Certamente non poteva esserci dolce migliore per questa ”dolce” ricorrenza.

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