Abruzzo nascosto, Eremo di Santo Spirito a Majella. 1130 metri di altitudine, la bellezza è disarmante

Attualmente dell'eremo risultano conservati la chiesa, la sagrestia ed i resti del monastero distribuiti su due piani, con la foresteria e delle celle

Fotografia di @paola_maja

ROCCAMORICE – Dispersa tra le pacate rocce abruzzesi, lontano dal caos e dalla modernità eccessiva della vita odierna, si erige maestoso e rassicurante l’Eremo di Santo Spirito. Sorge tra le rocce pescaresi di Roccamorice, un comune di 917 abitanti. Fa parte della Comunità montana della Maiella e del Morrone.

L’eremo di Santo Spirito è stato un monastero della Congregazione dei Celestini che si trova sulla Majella; è un monumento nazionale italiano.
La data dell’origine dell’eremo non è nota, anche se si crede sia anteriore all’XI secolo e fondato da Monaci benedettini provenienti dal Monastero di S. Benedetto di Montecassino. La prima fonte storica risale al 1055 e riporta la presenza del monaco Desiderio, il futuro papa Vittore III, che vi costruì una chiesa[. Nel 1246 vi dimorò Pietro da Morrone, il futuro Papa Celestino V, che ristrutturò l’eremo e vi costruì l’oratorio ed una prima cella, seguite da un secondo oratorio ed altre celle al crescere della comunità

La chiesa molto probabilmente aveva un portico composto da due archi. Sull’ingresso, restaurato alla fine del XVI secolo si nota la scritta “Ecclesia haec S. Spiritui ab Angelis consecrata, Aegris Medicina est, et Christi Fidelibus Dimittit Peccata Omnia” ed al centro “Porta Coeli”. Il portale in legno, insieme alla statua di San Michele Arcangelo ed al tabernacolo, risalgono al 1894 quando la chiesa fu riaperta al culto.

La parte più antica della chiesa è il presbiterio, che presenta archi a sesto acuto caratterizzati da costoloni e due porte a lato dell’altare che conducono al coro. Con la riapertura al culto della chiesa furono riportate all’eremo le opere che erano state trasferite nella chiesa di Roccamorice, come i dipinti della Madonna, la Discesa dello Spirito Santo nel Cenacolo, una statua di Cristo in legno ed un busto di papa Celestino V. A queste si aggiungono due tele dell’Ottocento con San Giuseppe e Sant’Elena.