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Abruzzo

Pescara, novità per il concerto di Ligabue: biglietti e posizione del palco

Simona Borghese

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PESCARA – Manca davvero poco alla terza data dello Start Tour che Venerdì 21 giugno porterà Luciano Ligabue allo stadio Adriatico. E non mancano le novità, a partire dai biglietti e dalla disposizione del palco che sarà orientato verso la curva nord. Pertanto, per consentire l’accesso sarà messo a disposizione dei possessori di biglietto un segnaposto.

Come annunciato recentemente dalla società organizzatrice del tour, Friends & Partners: «Gli Spettatori che hanno acquistato i biglietti nei Settori Tribuna Majella, Tribuna Adriatica, Ospiti Non Numerati e Curva Sud Non Numerata, potranno accedere con il loro biglietto al Settore Curva Nord. Il nuovo posto, che è stato riservato all’interno della Curva Nord, è di valore equivalente e/o superiore sia in termini economici sia in termini qualitativi di visione dello Spettacolo. Il posizionamento frontale del settore Curva Nord, rispetto al palco, costituisce un’evidente miglioria poiché garantisce una visione 100% dello Spettacolo».

Per consentire l’accesso ai nuovi settori sarà messo a disposizione dei possessori di biglietto un segnaposto. Lo stesso si potrà ritirare il giorno prima del concerto (giovedì 20 giugno) presso i botteghini dello stadio dalle 16 alle 20 o il giorno stesso del concerto dalle 11 alle 17 alla biglietteria dello stadio e dalle 18 alle 20.30 in questo caso però dentro lo stadio dopo aver superato i tornelli. Per I possessori della tribuna Adriatica cat. 2 (blocco A10) e cat. 3 il segnaposto ci sarà per il settore tribuna Majella. Infine i possessori del biglietto settore ospiti non numerato accederanno al settore nord senza segnaposto non avendo un posto prenotato.

Per tutti quelli che devono invece ritirare il biglietto troveranno il segnaposto nella busta assieme al tagliando (presso lo sportello TicketOne). Sono esclusi quelli che devono ritirare il biglietto per un settore non numerato. In tal caso nella busta ci sarà solo il biglietto.

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Abruzzo

Alto Sangro, Impianti Sci: con la chiusura, a rischio 1500 addetti

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Consorzio, minacciato il comprensorio più grande del centro-sud

“Non riusciamo a capire su quali dati scientifici si continuano a tenere fermi i comprensori sciistici, visto che dall’8 marzo dello scorso anno sono chiusi.

Non siamo noi la bomba dell’epidemia”.

Così il presidente del Consorzio Ski Pass Alto Sangro, Bonaventura Margadonna, sulla decisione del Governo di tenere chiusi, fino al 15 febbraio, gli impianti di risalita che avrebbero dovuto riaprire lunedì 18 gennaio.

E’ il più grande dell’Italia centro-meridionale il comprensorio di Roccaraso e Rivisondoli (L’Aquila), a 1250 metri sugli Altopiani Maggiori d’Abruzzo, tra il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e il Parco nazionale della Majella, un bacino sciistico (Aremogna-Pizzalto-Monte Pratello) con 28 impianti di vario tipo, due cabinovie per circa 100 chilometri di piste.

“In questo modo si sta decretando la morte dell’Abruzzo interno e dell’intero sistema economico che vive con l’economia della neve – prosegue Margadonna – I dati parlano chiaro: su una popolazione di 15 mila residenti nel centro Abruzzo sono 1500 le persone che lavorano grazie alle attività del comprensorio sciistico Roccaraso-Rivisondoli. Siamo a un passo dal tracollo e se non ci lasceranno riaprire al più presto per le popolazioni della montagna sarà la fine.

Se non si permetterà a tutti di tornare a sciare, questa zona diventerà rossa, non per la pandemia, ma per il disastro economico provocato dalle aziende costrette a chiudere”.

Il comprensorio di Roccaraso, con la Sifatt che gestisce gli impianti di risalita dell’Aremogna, è comunque uno dei pochi in Italia che tiene aperti buona parte degli impianti per consentire agli atleti di allenarsi. “Un ulteriore sforzo economico che sta facendo la Sifatt per garantire un servizio essenziale per far crescere il movimento sciistico agonistico abruzzese e italiano” conclude Margadonna.


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Abruzzo

Pescara: annuncia rapina al 112 per rivalsa d’amore, arrestato

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Vendetta contro il rivale, dovrà rispondere di procurato allarme

Ha allertato in forma anonima il 112 per annunciare una rapina ai danni di un ufficio postale – poi rivelatosi un falso allarme – per vendicarsi del rivale in amore: protagonista della vicenda un 36enne di Pescara arrestato dai carabinieri per procurato allarme, in esecuzione dell’ordinanza di aggravamento dell’attuale misura cautelare in atto con quella della custodia in carcere.

La vicenda risale all’8 gennaio scorso quando l’uomo, chiamando il 112, aveva annunciato che due persone – di una aveva fornito anche le generalità – armate di pistole, avrebbero di lì a poco fatto una rapina ai danni di un ufficio postale cittadino.

I carabinieri dopo aver adottato tutte le precauzioni del caso, capirono che si trattava di una notizia infondata concentrandosi sull’identificazione dell’autore della telefonata.

Le indagini condotte dalla Sezione Operativa del Nucleo Operativo Radiomobile hanno permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico dell’uomo, nonché di ricostruire il movente del procurato allarme: in base agli accertamenti effettuati l’uomo aveva inventato la rapina nel tentativo di mettere nei guai la persona segnalata quale rapinatore poiché i due si erano invaghiti della stessa donna.

L’uomo all’epoca dei fatti era sottoposto ad una misura con obblighi, è stato così denunciato all’autorità giudiziaria che ha richiesto l’aggravamento della misura cautelare in atto, provocandone l’arresto. (ANSA).


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Teramo

Abruzzo in zona arancione dal 17 gennaio: Marsilio chiede indennizzi

Maria Giulia Mecozzi

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TERAMO – Da domenica 17 gennaio, la Regione Abruzzo tornerà in zona arancione. A comunicarlo è stato lo stesso Presidente della Regione, Marco Marsilio, in una nota ufficiale emessa proprio oggi, 15 gennaio, dopo aver appreso la comunicazione dal Ministro della Salute Speranza. Dice Marsilio: “Torneranno quindi a chiudere bar e ristoranti, che potranno tornare a fare solo asporto. I bar con la nuova ulteriore limitazione fino alle ore 18. Per le scuole nessun cambiamento: continueranno a fare la didattica a distanza al 50% come avviene già da lunedì”. Ora, il Presidente ha fatto urgente richiesta al Governo per gli indennizzi, in quanto le attività del settore potrebbero subire crolli ulteriori, date le restrizioni.

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