Senigallia, strangolò la madre, assolto perché non in grado di intendere e di volere

L'omicidio avvenne nel novembre 2017. L'uomo, molto conosciuto in città, soffriva di depressione. Prima colpì la madre alla nuca, poi la finì con un guinzaglio. Non ha mai saputo spiegare il gesto.

SENIGALLIA – In preda ad un raptus, prima la colpì alla nuca con un phon, poi strangolò la madre con un guinzaglio per cani. Rimase a lungo a vegliare il corpo della donna, alla quale era molto legato. Non ha mai saputo motivare il suo gesto. Al Gip disse di ricordarsi solo di averla colpita.

Il macabro episodio avvenne nel novembre del 2017. Oggi il Gup di Ancona Francesca De Palma ha emesso la sentenza al termine dell’udienza preliminare, celebrata con rito abbreviato. Gianluca Barruca, di 46 anni, è stato assolto perché non era in grado di intendere e di volere.

Uccise la madre Graziella Pasquinelli di 73 anni, in un momento di follia. Soffriva di depressione distruttiva con delirio di rovina verso gli altri e verso sé stesso. Dopo il divorzio, avvenuto un paio di anni prima, era tornato a vivere con la madre. Era molto noto in città, dove gestiva un negozio di calzature.

Proprio il fatto che l’esercizio fosse rimasto chiuso tutto il giorno, spinse i famigliari a lanciare l’allarme. Il corpo della donna venne ritrovato solo a sera. L’uomo non era in casa, ma gli inquirenti avevano già formulato l’ipotesi poi confermata dall’autopsia.

Gianluca Barruca adesso dovrà affrontare un percorso di cura, della durata di 3 anni, presso una struttura che sarà individuata dal dipartimento di Salute Mentale. Al termine di questo periodo, una nuova perizia stabilirà se potrà tornare in libertà o se invece il ricovero dovrà prolungarsi.