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Pescara

Teramo, deposito di farmaci abusivo sulla costa scoperto dai Nas

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TERAMO – I Nas di Pescara stavano tenendo d’occhio l’anonimo furgoncino già da un po’. Monitoravano i suoi movimenti fuori e dentro un locale privo di insegne, sulla costa teramana. Dopo pochi appostamenti, i carabinieri che vigilano sulla salute hanno capito la natura di quegli strani movimenti ed hanno deciso di effettuare un controllo. Hanno così scoperto un deposito di farmaci abusivo.

1.074 confezioni di medicinali, ad uso umano, sono state sequestrate. Erano ammucchiate su bancali di legno, accanto a batterie, copertoni ed altro materiale vario. Erano sprovviste delle specifiche autorizzazioni regionali. Pure il furgone adoperato per il trasporto dei medicinali non disponeva dei requisiti necessari, ovvero il regolare registro del mezzo e la coibentazione termica.

I titolari del deposito sono stati denunciati, mentre la merce è stata presa in consegna dai militi.

Pescara

Pescara: chiusi due locali per assembramenti, uno sanzionato

Maria Giulia Mecozzi

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carabinieri arresto

PESCARA – A seguito dei controlli anti Covid, eseguiti negli stabilimenti balneari del litorale pescarese, due locali sono stati chiusi e uno sanzionato. Nella notte tra sabato e domenica, sono entrati in azione più di quaranta uomini tra poliziotti e vigili urbani di Pescara e Montesilvano.

Due locali sono stati chiusi proprio per non aver rispettato la normativa vigente nel protocollo anti-Covid. Ad uno è stata completamente sospesa l’attività, l’altro, che rimarrà chiuso per cinque giorni, potrà comunque garantire il servizio di ristorazione, bar e spiaggia.

Il titolare del terzo invece ed ultimo locale invece, è stato sanzionato perché non avrebbe rispettato le norme sulla somministrazione delle bevande alcoliche ai minorenni, sopra ai 16 anni.

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Abruzzo

Coronavirus: ingressi in Abruzzo

Lo comunica la Regione Abruzzo

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Coronavirus: ingressi in Abruzzo per chi viene da fuori Italia. Segnaliamo un importante passaggio per chi ritorna dall’estero e arriva in Abruzzo.

Dal 1 luglio, è consentito l’ingresso nel territorio nazionale di cittadini di stati terzi residenti nei seguenti stati e territori: Algeria, Australia, Canada, Georgia, Giappone, Montenegro, Marocco, Nuova Zelanda, Ruanda, Serbia, Repubblica di Corea, Thailandia, Tunisia Uruguay.

Il rientro da Stati e territori diversi da quelli sopra elencati è consentito solo per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza, per motivi di salute, per comprovate ragioni di studio o in caso di rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

Tutte le persone che tornano in Italia da tali Stati e territori, compresi, dal 1 luglio, i cittadini di stati terzi residenti negli stati e territori elencati, anche se asintomatiche, sono obbligate a sottoporsi a sorveglianza sanitaria e all’isolamento fiduciario per un periodo di 14 giorni.

Chi entra in Abruzzo dall’estero deve comunicare il proprio ingresso compilando il modulo online e/o utilizzando il numero verde regionale 800 595 459. Coronavirus: ingressi in Abruzzo.

Il link è il seguente: http://www.regione.abruzzo.it/content/come-segnalare-il-proprio-ingresso-abruzzo?fbclid=IwAR1T8JvFj_1BjTFbl67SPxHI-2V3r47vfeGXgJLvP4fNQ2hb-PvKt9gb2t8

Per gli ultimi dati: https://www.ilmartino.it/2020/07/coronavirus-in-abruzzo-3309-casi-positivi-in-totale-nessun-nuovo-caso-rispetto-a-ieri/

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Abruzzo

ANCI Abruzzo su situazione post-terremoto

L’intervento del Presidente ANCI Abruzzo Gianguido D’Alberto

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ricostruzione terremoto l'aquila

Pubblichiamo l’intervento del Sindaco di Teramo e Presidente ANCI ABRUZZO, Gianguido D’Alberto, sulla situazione attuale post-terremoto.

“Come sindaci abruzzesi del cratere siamo pronti anche a restituire le fasce tricolori al Presidente del Consiglio se il pacchetto di misure per le zone terremotate non verrà inserito nel DL ‘Rilancio” ovvero nel prossimo DL Semplificazioni”.

E’ inaccettabile il fatto che non siano stati discussi gli emendamenti, la cui gran parte sono ad invarianza finanziaria, a costo zero, e non si capisce come il Governo non si sia reso conto della delicatezza della tematica legata alla ricostruzione post sisma 2016, a distanza di quattro anni dai primi eventi sismici.

Il momento per poter adottare misure tese alla sburocratizzazione delle procedure non può che essere adesso e, non essendoci motivi finanziari ostativi, gridiamo a gran voce di poter inserire il “pacchetto sisma” nel prossimo decreto oggetto di conversione. In questi mesi, tutti noi Sindaci del Cratere abbiamo lavorato al fianco del Commissario Legnini per un pacchetto di norme tese ad affiencientare il percorso della ricostruzione Sisma Centro Italia e, a distanza di anni, non tolleriamo più questa situazione di mancate risposte.
Siamo disposti a riconsegnare le nostre fasce se non otteniamo una vera risposta per la tematica sisma centro Italia. L’azione intrapresa dal Commissario, come è evidente, è tesa ad un percorso che veda la ricostruzione come elemento fondamentale per le Regioni colpite. Noi Sindaci del cratere, combattiamo quotidianamente affinchè vi possano essere delle risposte alle migliaia di sflollati che ancora non hanno minima consapevolezza del loro rientro negli alloggi, ma se il Governo pensa di ignorare i nostri territori a distanza di tutti questi anni, evidentemente dimostra di non avere consapevolezza della portata della problematica.

Con la non considerazione del pacchetto ricostruzione rischiamo di assistere ad un ulteriore schiaffo ai territori del cratere. Vedere i nostri territori costretti ancora all’ elemosina legislativa è un insulto agli ancora 45.000 sfollati del sisma del centro Italia, oltre che a a tutti i sindaci conivolti.

Ricordo che gli emendamenti presentati sono riconducibili a temi essenziali per i nostri territori, come: stabilizzazione del personale tecnico ed amministrativo, rafforzamento degli organici e proroga dei contratti in scadenza, con allineamento alla scadenza dello stato d’emergenza al 31.12.2021, insieme ad ulteriori misure per i Comuni (Tari e mutui); l’Istituzione di un fondo stabile per lo sviluppo dell’economia del cratere mediante la destinazione di una quota delle risorse disponibili e future destinate alla ricostruzione; superincentivi sisma ed ecobonus con un contributo per la ricostruzione delle case; semplificazione della ricostruzione pubblica e poteri straordinari per le opere più complesse, con rifinanziamento per gli anni futuri del fondo per gli interventi pubblici; revisione delle tariffe professionali dopo l’introduzione della modalità certificata dei progetti che abbiamo attuato con l’Ordinanza 100.
Si tratta di temi noti e a tempo condivisi con i Sindaci e i Ministeri competenti e che trovano corrispondenza negli emendamenti che sono stati depositati dai parlamentari appartenenti a diversi gruppi nel corso della conversione del decreto “Rilancio”.
Condivido la posizione che hanno espresso le altre Anci regionali . Non è importante il veicolo normativo dove queste norme troveranno collocazione . È decisivo invece che esse siano varate al più presto perché solo così sarà possibile completare il quadro delle misure indispensabili per far finalmente decollare la ricostruzione, alla vigilia del quarto anno dal sisma.
Il tempo è già scaduto, noi sindaci non staremo a guardare.

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