TORTORETO – Partirà il prossimo 6 giugno il processo sull’indagine di spaccio in Val Vibrata, che ha coinvolto anche un carabiniere ed un poliziotto. Nei mesi scorsi l’ex appuntato scelto dell’Arma, Daniel De Ninis, accusato di favoreggiamento, ha dichiarato a più riprese che si tratta di una montatura nei suoi confronti ed ha reagito denunciando 15 carabinieri e 2 magistrati. Nei giorni scorsi, anche Elvis Szulk, il principale indagato, considerato il vertice del giro, ha voluto rilasciare alcune dichiarazioni.

Elvis Szulk è un cittadino albanese che il 6 febbraio del 2017 è stato trovato in possesso di qualche grammo di cocaina ed hashish. Arrestato con l’accusa di spaccio, ha trascorso 10 mesi di custodia cautelare in carcere, 10 mesi ai domiciliari e per altri 10 mesi è stato sottoposto all’obbligo di firma e dimora. L’indagine nei suoi confronti ha risucchiato anche Daniel De Ninis, accusato di avergli passato informazioni riservate. Entrambi sostengono che sia tutto una montatura.

L’inchiesta si regge soprattutto sulle intercettazioni, telefoniche ed ambientali, anche perché nel frattempo non sono avvenuti ulteriori sequestri di stupefacenti. Ma è proprio la “prova regina” ad essere contestata da Szulk: <<ho insistito molto per aver le trascrizioni delle intercettazioni. Dopo tanti sforzi sono riuscito ad averle e quando le ho lette sono rimasto scioccato. Erano state modificate in maniera allucinante. Allora le ho contestate ed il giorno dopo sono stato scarcerato>>. L’uomo accusato di essere a capo di un ramificato traffico sulla costa teramana continua: <<io facevo uso di stupefacenti ma non ho mai spacciato. Conosco De Ninis, così come conosco molti carabinieri della zona. A Tortoreto avevo un locale e spesso era frequentato da membri delle forze dell’ordine>>.

<<È una storia molto complicata, che nemmeno io riesco a spiegarmi. Parte da molto lontano, dal divorzio con la mia ex moglie Monica. Lei, che era molto gelosa, per farmela pagare ha convinto molte persone ad incastrarmi, con delle accuse inventate. Ed anche per questo ha tirato in mezzo i De Ninis>>. Quando gli chiediamo spiegazioni prosegue:<<io avevo instaurato un rapporto di cordialità con i coniugi De Ninis. Dal momento che la mia ex moglie metteva in giro delle falsità su di me, sostenendo che io la picchiassi, quando invece era lei a procurarsi delle ferite, ho consegnato a Daniel De Ninis alcuni video che avevo ripreso di nascosto e che mi scagionavano. Ho commesso l’errore di rivelarlo alla mia ex e lei hai promesso vendetta anche contro i coniugi. Tutte le accuse sono una montatura. Lei ha intrattenuto rapporti anche con dei carabinieri e potrebbe avere convinto qualcuno a montare il caso>>.

Gli abbiamo chiesto allora, come si spiega il fatto che gli inquirenti abbiano ritenuto plausibili queste ricostruzioni ed ha affermato: <<io non lo so, o comunque preferisco dirlo al processo. Posso dire però che i carabinieri volevano incastrare De Ninis. Subito dopo l’arresto, mi hanno consigliato di confermare le accuse contro di lui, facendomi capire che avrei ottenuto un trattamento più favorevole. Io, che conosco come funzionano le caserme, all’inizio ho dato l’impressione di volerli assecondare e sono stato trattato con molta gentilezza. Ma dato che non sono il tipo che inventa falsità sulla gente, non ho detto quello che volevano sentirsi dire. Allora i consigli sono diventati pressioni e le pressioni sono diventate minacce. Alla fine mi sono fatto 10 mesi di galera per una canna e un paio di grammi di cocaina>>.

Il processo, già rimandato un primo tempo per motivi tecnici, sta per cominciare. Tanto Szulk, quanto i De Ninis promettono battaglia e sono convinti che ne usciranno riabilitati. Nel frattempo procedono parallelamente anche gli iter relativi alle denunce mosse dall’ex appuntato, mentre monta l’attesa per appurare cosa sia accaduto veramente, fuori e dentro la caserma di Tortoreto.