Alba Adriatica, l’infinita disputa tra chi vuol dormire e chi ama la night life

persone in discoteca night life

In ogni località turistica, d’estate si ripropone un’aspra diatriba, che nei centri delle grosse città invece prosegue tutto l’anno. Quella che vede contrapposte due fazioni: da una parte residenti e villeggianti che vorrebbero riposare, dall’altra turisti e cittadini che amano immergersi nella cosiddetta “night life”. In questo specifico caso, il pomo della discordia è rappresentato da”Il Gattopardo”, celebre locale notturno della costa teramana.

ALBA ADRIATICA – Nei giorni scorsi, l’associazione “Giusitizia e Sicurezza”, con sede a Torino ma con simpatizzanti su tutto il suolo nazionale, ha inviato una nota al sindaco albense, Antonietta Casciotti. Con questa, chiedevano alla prima cittadina di emanare un’ordinanza di chiusura nei confronti dell’attività turistica. Il motivo, i problemi legati alla “night life”. Il troppo rumore durante le ore notturne impedisce ai residenti, anche lontani qualche chilometro dalla discoteca, di riposare comodamente.

Nei comunicati diffusi dai responsabili dell’associazione, Paolo Biccari e Marco Paganelli, si legge che <<nessuno vuole la chiusura definitiva del famoso esercizio commerciale, ma la realizzazione dei lavori di insonorizzazione, al suo interno, per porre fine alla problematica attuale che è aggravata dall’impossibilità, in estate, di chiudere le porte dei balconi e delle finestre a causa del caldo>>. Ed ancora: <<la storica discoteca Il Gattopardo prosegue l’ attività di disturbo del sonno notturno oltre i limiti orari consentiti dal Comune. I disagi raggiungono, da anni, le case di decine di migliaia di residenti e di turisti che trascorrono le proprie ferie estive nella zona. Le autorità continuano a fidarsi ingenuamente infatti della volontà del rispetto delle norme, dimenticandosi puntualmente della presa in giro, da parte del locale, nei loro confronti>>.

Non si è fatta attendere la risposta dei gestori de “Il Gattopardo”, che si sono detti stupiti della richiesta avanzata da “Giustizia e Sicurezza”: << dovrebbero i Signori della sopra citata associazione astenersi dal riportare pedissequamente le immancabili lamentele che altrettanto immancabilmente si accompagnano ad un locale splendido e unico della costa abruzzese il quale così tanto contribuisce a far conoscere, turisticamente e non solo, la nostra località in Italia e all’estero. Parliamo di una struttura storica immersa in un parco secolare, straordinaria location selezionata da primarie agenzie nazionali per eventi di gusto e raffinatezza. Dotata di ogni tecnologia di controllo del suono e assistita, in occasione di ogni evento, da una squadra di polizia privata composta da almeno venti membri che garantiscono una sicurezza ed un controllo maggiori del territorio rispetto a quando la stessa non è operativa. Siamo ad Alba Adriatica, nota località turistica da sempre preferita da un turismo giovane e desideroso di svagarsi e divertirsi. come è giusto che sia durante le vacanze estive>>. La chiosa del comunicato è una stoccata pungente: <<dunque che facciano pure. Che i tristi e gli insofferenti si lamentino come da loro natura. Ma non pretendano di chiedere la “giustizia” poiché quel che da loro è agognato, null’altro sarebbe se non un autentico e triste sopruso in danno degli altri>>.

Il problema è spinoso e di difficile soluzione. Indubbiamente è sacrosanto che venga garantito il diritto al riposo. Tuttavia è altrettanto giusto che un’attività possa proseguire con il proprio lavoro. In una località turistica, è bene che ci siano locali in grado di richiamare visitatori, aumentando l’appeal di tutto il territorio. Anche dal punto di vista occupazionale è più conveniente mantenere posti di lavoro, piuttosto che perderne. Tocca quindi all’amministrazione comunale trovare una soluzione che, in qualunque caso, lascerà scontento qualcuno.