Marche, respinta dal Consiglio Regionale la mozione di sfiducia a Ceriscioli

Presentata dal M5S e sostenuta dagli esponenti dell'opposizione, dopo inchiesta sui vertici Asur

mozione di sfiducia a ceriscioli

La maggioranza del Consiglio Regionale delle Marche ha detto no alla sfiducia a Ceriscioli. La mozione è stata presentata dagli esponenti del Movimento 5 Stelle e sostenuta dall’opposizione. Avevano chiesto al Consiglio di sfiduciare il Presidente della Regione, dopo l’inchiesta per corruzione che ha coinvolto i vertici dell’Asur.

ANCONA – Bocciata la mozione di sfiducia a Ceriscioli presentata dai pentastellati Gianni Maggi, Piergiorgio Fabbri, Romina Pergolesi e Peppino Giorgini. Tra i firmatari anche gli espinenti dell’opposizone Zura Puntaroni, Zaffiri, Leonardi, Marcozzi, Malaigia. Tuttavia la maggioranza ha respinto la mozione.

La richiesta di sfiducia a Ceriscioli è arrivata in seguito all’inchiesta che ha coinvolto i dirigenti dell’Asur Marche (Azienda sanitaria unica regionale). 10 gli indagati, tra i quali il direttore generale Alessandro Marini. L’indagine della Guardia di Finanza coordinata dal pm Andrea Laurino, riguarda una serie di appalti. Il 16 luglio scorso sono scattate le perquisizioni e sono stati sequestrati diversi documenti. Sebbene il filone d’inchiesta sia solo all’inizio, le accuse sono pesanti e spaziano da turbata libertà degli incanti, al concorso in corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, fino a turbata libertà di scelta del contraente e abuso d’ufficio. In particolare, le fiamme gialle indagano su un presunto tentativo di favorire un’azienda, in una gara d’appalto da 200 milioni ancora in corso e relativa alle pulizie nei locali Asur e ospedalieri.

Ceriscioli, che detiene anche l’assessorato alla Sanità, non è direttamente collegato all’inchiesta, tuttavia le opposizioni gli imputano responsabilità politiche. Innanzitutto, la decisione di non riferire in aula in merito alla vicenda, affermando di non saper nulla in proposito. In secondo luogo, il fatto di essere stato proprio lui a nominare Marini. <<Ceriscioli dovrebbe esercitare funzioni di indirizzo e vigilanza sulla gestione degli enti, agenzie e aziende dipendenti dalla Regione, quale è l’Asur Marche. E non ci sembra, considerando quanto emerso, che lo abbia fatto adeguatamente>> commenta il capogruppo M5S Gianni Maggi. <<È il presidente della giunta che nomina il direttore generale, quindi ha delle responsabilità politiche non indifferenti sia in merito all’etica che alla morale su questa nomina  – incalza Peppino Giorgini – il fatto che sia stato nominato a capo di un importante ente come l’Asur un maestro venerabile, membro di un’associazione segreta con ben 23 mila iscritti (fratelli), non è assolutamente opportuno, a nostro parere, dal punto di vista politico, oltre a non essere consentito dalle norme>>.

Parole altrettanto dure sono arrivate nei giorni scorsi anche dalla Lega. <<Ceriscioli si prenda la responsabilità politica di aver nominato uomini di sua fiducia come Alessandro Marini e valuti l’azzeramento delle alte cariche della sanità regionale>> avevano dichiarato il senatore Paolo Arrigoni, responsabile della Lega Marche, e il capogruppo del Carroccio in Consiglio Regionale Sandro Zaffiri. <<Se le ipotesi di reato fin qui formulate fossero però confermate ci troveremmo di fronte ad un quadro inquietante: un sistema di diffusa corruzione, volto a favorire il legame tra politici del PD, ruoli apicali della sanità e un colosso del mondo delle cooperative emiliane come Coopservice allo scopo di garantire l’aggiudicazione di gare e appalti dietro la promessa di denaro o altri favori>>.

Si era invece detto del tutto ignaro il Presidente Luca Ceriscioli che aveva dichiarato: <<abbiamo piena fiducia nell’operato della Magistratura e chiediamo che si faccia subito piena luce sull’intera vicenda. Contiamo che le persone coinvolte possano dimostrare la totale estraneità a quanto viene loro contestato e che il tutto si chiarisca in tempi molto brevi>>.