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Spettacolo

Martinsicuro, il B-Side Quintet ha chiuso il festival “Improvvise Azioni”

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B-Side Quintet

MARTINSICURO – Si è concluso lunedì 20 Agosto la prima edizione del Festival “Improvvise Azioni” con il concerto del B-Side Quintet. La rassegna è stata organizzata dall’Associazione Culturale Sinestesia, nata per la promozione e lo sviluppo dell’arte sul territorio, e dalla Scuola di Musica L.A.M. Gli eventi nell’ambito di tutta la manifestazione si sono potuti realizzare grazie anche all’aiuto dell’Amministrazione Comunale e al contributo della Fondazione Tercas.

Ho chiesto all’ideatore del Festival, il maestro Giacinto Cistola, il significato del nome “Improvvise Azioni” e mi ha spiegato che non è altro che un gioco di parole. Quando s’improvvisa si tende a pensare alla creazione di qualcosa mentre la si esegue in modo spontaneo e casuale. In realtà, sempre secondo l’ideatore, s’improvvisa continuamente sulle basi di quello che si sa e soprattutto di quello che si è. I musicisti improvvisano, è vero ma devono aver studiato prima per presentare e improvvisare un’arte che devono conoscere bene. Per questo il festival si è svolto in maniera tale da poter entrare più in profondità nei meandri della musica per goderla dall’interno.

Questa prima edizione si è aperta con due concerti: Il Barben Quartet, un gruppo di Gipsy Jazz composto da Nunzio Barbieri che è il chitarrista di Paolo Conte, Francesco Barbieri al clarinetto, Giammarco Polini alla chitarra, Claudio Mangialardi alla chitarra. Il 3 agosto è stata fatta una conferenza, dal maestro Alberto Albanesi, nella sala consiliare   dal titolo “La banda e la Musica” del 900.

Il 10 agosto invece c’è stato il primo dei tre workshop tenuto dal maestro Giacinto Cistola, dal titolo “Meno e Più” incentrato sul minimalismo musicale come risorsa espressiva. Poi c’è stato il bellissimo seminario del maestro Alessandro Olori su Bill Evans, dove mostra i meccanismi della splendida composizione dell’artista che porta il titolo di “Time Remembered”. Il 17 agosto il maestro Giammarco Polini ha fatto rivivere la bellezza e il virtuosismo della musica di Django Reinhardt. Tutti i seminari erano gratuiti.

Infine il 20 agosto, il festival si è appunto concluso con il concerto del gruppo “B-Side Quintet” la cui formazione ha presentato una serie di composizioni del chitarrista martinsicurese Giuseppe Cistola. Il quintetto è composto da Marco Postacchini, sax, tenore e soprano che è l’attuale insegnante al Conservatorio Pergolesi in arrangiamento e composizione Jazz. Ha suonato ovunque, anche nella seconda edizione fino alla quattordicesima edizione nell’orchestra di Paolo Belli per “Ballando sotto le stelle”. L’altro musicista che si è esibito è Simone Maggio che oltre ad aver suonato con Javier Girotto si è esibito anche con Lee Koniz che è uno delle colonne portanti del Jazz. Poi c’era Lorenzo Scipioni, musicista che ha suonato in numerosi festival e con il maestro Franco Cerri. Ha vinto, lo scorso anno, il premio come miglior contrabbassista dei corsi Barkley e ha suonato all’apertura di Orvieto Jazz nel 20018.  C’è stato poi Michele Sperandio, batterista fermano ed ideatore artistico del jazz al Castello che si svolge a Porto San Giorgio. Ha anche vinto una borsa di studio ad Arcevia. Ha suonato ad Umbria Jazz con Gabriele Milozzi. Infine si è esibito Giuseppe Cistola, affermato giovane chitarrista che inizia giovanissimo a coltivare la passione per la musica giocando con le chitarre che aveva in casa. Le sue prime fonti d’ispirazione sono state: Wes Montgomery e Bill Evans fino al punto che l’incontro con questi due giganti lo fa appassionare al Jazz. Nel 2010 vince una borsa di studio ai seminari di Arcevia jazz. Nel 2017 fa anche una serie di concerti a Buenos Aires con musicisti argentini e tanto altro ancora. Inoltre, nel 2019, aprirà l’Orvieto Jazz Winter, la versione invernale di Umbria Jazz.

Le presentazioni erano d’obbligo perché questa prima edizione del festival ha ospitato musicisti di qualità che si sono esibiti in importanti manifestazioni in Italia e nel mondo. Le dieci composizioni di Giuseppe Cistola hanno incontrato l’armonia, la tecnica e il cuore degli strumenti dei vari artisti presentati dando vita ad una forma di concerto veramente: “Fuori dalle regole”. Ho usato questo termine di proposito perché “Fuori dalle regole” è stato il titolo di una composizione che mi ha colpito molto. L’esibizione si è svolta in perfetta armonia con il tema cui il brano voleva rappresentare. Fuori dalle regole non vuol dire essere fuori da qualcosa ma dentro la musica rendendoci liberi. Il vero musicista, il vero maestro non trasmette mai specifici schemi ma si limita a dare degli spunti, ad improvvisare, ad essere se stessi. Un certo tipo di musica arriva perché nasce senza regole specifiche, senza imposizioni, libera da ogni stereotipo comune che la vuole incasellata dentro le righe.

Il festival ha avuto un ottimo riscontro tra il pubblico che è intervenuto numeroso ad ogni evento. Le persone hanno risposto con attenzione e si è divertito dando uno schiaffo morale alla noia che ci perseguita. La buona musica fa miracoli anche in questo senso e aiuta ad alleggerire il nostro stato d’ansia corrotto da una società che tende ad allontanarci dall’arte. L’arte invece aiuta e la buona musica ci rende migliori. Un grazie sentito quindi a tutte quelle persone che ho citato sopra e che hanno contribuito a rendere questo mese ricco di note, parole e voglia di amare.

Spettacolo

Televisione: torna Teche Teche Tè

Da questa sera fino al 13 settembre

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Televisione: torna Teche Teche Tè.Dalla giornata di oggi giovedì 2 luglio fino al 13 settembre, alle 20.35, subito dopo il TG1 delle 20.00, ritorna il consueto appuntamento estivo con “Techetechetè”.
Nata nel 2012, la fortunata trasmissione di Rai1 già nel titolo fa riferimento al suo esclusivo campo d’azione, che è l’immenso patrimonio dell’archivio audiovisivo della Rai.
In particolare sceglie e realizza il montaggio di “scenette” dell’intrattenimento baciate dal successo e non solo, e riporta alla ribalta anche quelle chicche sfuggite all’attenzione che meritano.
In generale “Techetechetè” ricerca e ripropone brani e spezzoni che hanno fatto la storia della televisione e che vengono opportunamente montati in sequenze autonome da undici autori coordinati da Elisabetta Barduagni, la veterana del gruppo.
Le puntate raccontano, insieme all’evoluzione di vari generi, i costumi e le abitudini, dal primo bianco e nero all’HD.
In questa stagione Techetechetè vuole dare spazio anche agli sceneggiati che hanno appassionato il grande pubblico, le commedie musicali e le operette.
Ogni giorno della settimana sarà scandito da un argomento diverso.Televisione: torna Teche Teche Tè.
Il lunedì si parlerà degli Sceneggiati: da Sandokan, al Segno del comando, dal Giornalino di Giamburrasca a la Famiglia Benvenuti e tanti altri che meritano di essere ricordati.
Il martedì Sanremo Graffiti, tutto ciò che ruota intorno alla storia del festival di Sanremo.
Il mercoledì Viaggio in Italia, un percorso tra comici, cantanti e curiosità di ogni regione.
Il giovedì I Numeri Uno, spazio dedicato a grandi personaggi dello spettacolo.
Il venerdì Jukebox, appuntamento musicale di gruppi, cantanti e canzoni intramontabili.
Il sabato Il Varietà, con puntate dedicate a grandi registi televisivi: Antonello Falqui, Vito Molinari ed Enzo Trapani, oltre alle varie sfaccettature dei programmi del sabato sera.
La domenica I Temi: puntate per argomento come il telefono, l’automobile, le mamme, baci e schiaffi… 

La trasmissione torna dopo le puntate del sabato sera del periodo di lockdown, dove RAI1 programmava il meglio di alcuni show del passato. Principalmente erano appuntamenti musicali, di evasione, utili in un periodo come quello trascorso.

Per info: https://www.raiplay.it/programmi/techetechete

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Ascoli Piceno

“La Milanesiana” in Ascoli: il programma

Tra gli ospiti il regista Pupi Avati e l’allenatore Arrigo Sacchi.

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Il regista Pupi Avati tra gli attori Micaela Ramazzotti e Cesare Cremonini (Il Cuore Grande delle Ragazze, 2011)

ASCOLI PICENO – Ripresa delle attività dopo due mesi di pandemia.

Nella città delle “cento torri” si comincia ad organizzare il programma per l’estate culturale 2020.

Cartellone estivo forzatamente ridimensionato ma sarà certa la presenza de “La Milanesiana”.

Il Festival diretto da Elisabetta Sgarbi (sorella di Vittorio) torna ad Ascoli Piceno per il quarto anno consecutivo dall’8 all’11 luglio.

L’apertura (mercoledì 8 luglio) sarà in Piazza del Popolo con lo spettacolo presenziato da Vittorio Sgarbi dedicato a Raffaello di cui ricorre il cinquecentesimo anno dalla sua morte. Prologo affidato allo storico dell’arte Nuccio Ordine accompagnato al pianoforte dal maestro Michele Sganga.

Giovedì 9 luglio, al Teatro Romano, interverranno gli allenatori Arrigo Sacchi e Carletto Mazzone.

Venerdì 10 luglio la prestigiosa presenza del regista Pupi Avati (oltre 50 film realizzati dal 1968, anno del suo primo “ciak”, ad oggi) che dialogherà con lo scrittore Ranieri Polese; sabato 11 luglio l’attore e cantante Mario Incudine, insieme ad Antonio Vasta, ripercorrerà la tradizione romantica delle serenate.

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Abruzzo

“Fences”, il fashion film contro i pregiudizi diretto dal teramano Simone D’Angelo

Una riflessione sulla società contemporanea e un invito al cambiamento.
L’art director D’Angelo: “Mai fermarsi all’apparenza. È tempo di abbattere le barriere create dai facili giudizi”

Simona Borghese

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TERAMO – Parla di diversità e accettazione il fashion film “Fences”, ideato dal modello abruzzese Simone D’Angelo, direttore artistico del progetto.

Due minuti intensi e incisivi che propongono una riflessione sulla società contemporanea e sul fatto che spesso si tende a giudicare le persone solo dall’apparenza. Il video vuole lanciare un messaggio di rottura rispetto ai pregiudizi, invitando a riflettere e a cambiare atteggiamento.

«Fences – spiega Simone D’Angelo –  nasce dalla voglia di trasmettere un messaggio importante. Credo che non sia possibile che nel 2020 esistano ancora tanti luoghi comuni che determinano altrettanti pregiudizi». «Tutti devono avere le stesse possibilità di dimostrare chi sono e cosa sanno fare – aggiunge –  indipendentemente dall’aspetto esteriore».

Il fashion film racconta la storia di un ragazzo che soffre per la solitudine causata dall’emarginazione e che, ad un certo punto della sua vita, capisce di non essere solo, di non essere l’unico ad essere diverso, e fa della sua diversità una ricchezza. Questo gli permette di accettarsi ed essere accettato anche da chi, sbagliando, lo aveva emarginato.

Un invito ad essere se stessi e a non nascondere la propria identità, rompendo gli schemi dei facili giudizi: questo è l’intento di “Fences”, iniziativa che si ispira anche al percorso artistico e professionale del teramano D’Angelo impegnato nella moda dall’età di 16 anni, quando inizia a muovere i primi passi in concorsi e shooting a livello locale.  Oggi, ventisettenne, vive a Milano dove lavora come modello. Protagonista di prestigiose campagne di moda, Simone ha collaborato con noti personaggi del panorama artistico italiano, tra i quali Salmo, Francesca Monte ed Herbert Ballerina. Nel 2019 è stato uno dei protagonisti della campagna Ray-Ban, motivo per lui di grande soddisfazione.

«La moda è la mia passione più grande – commenta il modello – grazie alla quale ho avuto modo di visitate posti splendidi e trarre degli insegnamenti che oggi sono i punti di riferimento della mia vita. Uno dei  motivi per cui amo la moda è proprio perché in questo settore più sei diverso e più sei unico».

L’invito di Simone a non nascondere la propria identità, la propria diversità, è perfettamente visibile in “Fences”. Il videoclip, prodotto da Mad Light Creative, vede la collaborazione di Andrea Riva (videomaker), Leo Mel (voce narrante) Lee Hook (colonna sonora), Demba, Thiago Perri e Luca Maurino  (modelli protagonisti insieme a Simone D’Angelo), Stefano Guerrini ( visual consultancy).

«Sono una persona a cui piace prendere iniziativa – spiega ancora l’art director – non riesco a stare fermo, amo lanciarmi in nuovi progetti soprattutto quando rispecchiano il mio stile, proprio come questo. In ogni ambito bisogna avere voglia di fare altrimenti si rimane ancorati e non si va mai avanti. Il mio motto è ‘il carattere fa la differenza’ e spero che anche Fences faccia la sua differenza».

Il fashion film (visibile al link https://youtu.be/kBYjnwE59OQ ), che è stato diffuso dal magazine “Man in town” e su diversi canali web, ha già ricevuto diversi apprezzamenti positivi e si candida ad essere uno dei video dedicati all’abbattimento delle barriere create dal pregiudizio più cliccati del momento.

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