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Ancona

Strage di Corinaldo: 7 arresti

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I Carabinieri del Reparto Operativo di Ancona hanno eseguito sette ordinanze di custodia cautelare in carcere per associazione per delinquere finalizzata a furti e rapine e concorso in omicidio preterintenzionale, arrestando i componenti di una banda della provincia di Modena, formata da ragazzi tra i 19 e i 22 anni, specializzata nei furti in discoteca con gli “spray al peperoncino”.

La notte tra il 7 e l’8 dicembre scorso nella discoteca dell’anconetano “Lanterna Azzurra” di Corinaldo, località famosa per aver dato i Natali a Santa Maria Goretti, la famigerata “banda” agì durante il concerto di “Sfera Ebbasta”.

Al sollevarsi del “peperoncino” la gente (molti ragazzini accompagnati dai genitori) incominciò a fuggire verso l’Uscita d’Emergenza, una piccola porta che dava ad uno scivolo protetto da esili ringhiere che, in un attimo, si spezzarono facendo precipitare diverse persone nel vuoto e con altre già rimaste schiacciate dalla folla terrorizzata.

A morire furono sei persone, una mamma e cinque ragazzi.

Sei sono stati accusati di omicidio preterintenzionale, lesioni personali e singoli episodi di rapine e furti con strappo, uno è accusato di ricettazione; tutti sono ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti con strappo e rapine.

Certamente già si era a conoscenza dell’eccessiva folla durante quella serata e i malviventi presero come obiettivo proprio quel locale dell’entroterra dorico.

Ancona

Montemarciano, colpo nell’azienda: auto di traverso e chiodi per fermare gli inseguitori

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Furto questa notte in un’azienda di Montemarciano, dove gli autori del colpo hanno posizionato auto rubate di traverso e disseminato la strada di chiodi per sfuggire ad eventuali inseguitori. La ditta aveva già subito un furto analogo. Indagano i carabinieri.

ANCONA – Ancora un colpo nell’azienda Eurocom di Marina di Montemarciano, presa d’assalto la scorsa notte. Carabinieri al lavoro fin dalle prime ore di questa mattina per risalire agli autori. L’azienda, che commercia elettrodomestici e dispositivi elettronici, aveva già subito un furto, lo scorso maggio, con modalità molto simili.

Anche ieri notte i malviventi hanno sbarrato la strada con auto rubate apposta e piazzate di traverso sotto il ponte della Gabella. Per bloccare eventuali inseguitori hanno anche disseminato la strada di chiodi. Nella zona in cui è stato compiuto il furto, via Maestri del Lavoro, sono state ritrovate abbandonate anche alcune lavatrici. Non è chiaro se anche queste servissero come ostacolo, o se qualcosa sia andata storta durante il colpo nell’azienda di Marina di Montemarciano.

I banditi hanno agito in pochi minuti e si sono dileguati. Il furto è stato studiato nei minimi dettagli e sarebbe stato compiuto da una banda di rapinatori esperti. I carabinieri hanno avviato le indagini, mentre non è ancora stato quantificato il bottino.

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Ancona

Fabriano, truffa del pellet: denunciate tre persone residenti in Campania

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Tre persone residenti a Fabriano hanno denunciato ai carabinieri di aver subito una truffa durante l’acquisto di alcuni bancali di pellet, proposti a prezzi vantaggiosissimi, ma mai consegnati.

ANCONA – Un annuncio su Facebook pubblicizzava la vendita di bancali di alcuni pellet di ottima qualità a prezzi davvero vantaggiosi, ma si trattava di una truffa della quale sono rimasti vittima tre persone residenti a Fabriano di 29, 37 e 59 anni.

L’annuncio al quale hanno risposto prometteva pellet di abete rosso e bianco di origine austriaca ad un ottimo prezzo e vantava tantissime recensioni positive, rivelatesi a loro volta fasulle.

Il modus operandi ricostruito dagli inquirenti era sempre lo stesso: dopo il primo contatto, l’acquirente e il venditore definivano i dettagli della vendita su WhatsApp. Dopo aver fornito il proprio codice iban, il venditore prometteva di spedire la merce appena ricevuta copia del bonifico. Poi spariva.

Quando i compratori, dopo qualche giorno nel quale attendevano invano la consegna dei bancali di pellet, provavano a ricontattare il numero con cui avevano definito la transizione, non ricevevano risposta. Spesso, l’annuncio al quale avevano risposto o la pagina web che avevano consultato veniva cancellata dopo la trattativa.

I poliziotti di Fabriano hanno seguito i flussi di denaro e sono stati così n grado di risalire agli autori della truffa del pellet, tre cittadini italiani residenti tra Napoli e Caserta, tra i 29 e i 49 anni. Restano tuttavia ignoti i complici intestatari delle utenze telefoniche, in quanto cittadini stranieri di origine asiatica non censiti.

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Ancona

Ambulanza schiacciata dal tir, autista indagato per omicidio stradale

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Attesa per oggi un’ispezione delle salme delle vittime. Mentre l’autista del camion viene iscritto nel registro degli indagati per omicidio stradale, gli accertamenti sulla dinamica della tragedia dell’ambulanza schiacciata si concentrano sul carico trasportato: forse le balle di fieno “ballavano” ed hanno provocato lo sbilanciamento del tir che ha schiacciato l’ambulanza.

ANCONA – Per l’ambulanza schiacciata da un tir a Chiaravalle, sulla rampa di accesso del raccordo autostradale, tra il casello di Ancona nord e la superstrada, contestato l’omicidio stradale aggravato all’autista del camion.

Oggi all’ospedale regionale di Torrette dovrebbero tenersi un’ispezione esterna delle salme delle due vittime, l’autista, Simone Sartini di Senigallia di 28 anni, e un paziente, Cosimo Maddalo, 81 anni originario di Brindisi. Non è in pericolo di vita invece la terza persona estratta dall’interno del mezzo di soccorso, sebbene abbia riportato diverse ferite.

Mentre l’autista del camion, un trentenne originario della Romani, è indagato per omicidio stradale, gli inquirenti si concentrano sulle cause dell’incidente. Il tir stava trasportando 250 tonnellate di balle di fieno all’interporto, ma non viaggiava a carico pieno. L’ipotesi è che il carico possa essersi mosso in curva ed aver provocato lo sbilanciamento del tir, che si è quindi ribaltato schiacciando l’ambulanza che viaggiava sulla corsia opposta.

Al vaglio degli inquirenti ora gli ancoraggi del carico, per valutare se qualcosa non ha funzionato, oppure se non erano corrispondenti alle normative vigenti. Parrebbe esclusa al momento l’ipotesi di una rottura improvvisa o di un qualche malfunzionamento.

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