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Teramo

Spaccio sulla costa teramana, è finalmente partito il processo

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tribunale di Teramo

Infine, il processo è partito. Finalmente incardinato presso il Tribunale di Teramo il procedimento sull’ “Operazione Renegade”: un presunto e ramificato giro di spaccio sulla costa teramana. L’inchiesta è partita nel 2017. 31 capi di imputazione e 10 imputati, tra i quali due appartenenti alle forze dell’ordine. Dopo diversi rinvii, lo scorso giugno si è tenuta la prima udienza. Tuttavia si era subito interrotta ed era slittata nuovamente per motivi tecnici: il giudice Conciatori ha ritenuto di non essere compatibile, dal momento che aveva già giudicato un imputato.

Ieri, mercoledì 25 settembre, il processo sul giro di spaccio sulla costa teramana è cominciato. Non c’è incompatibilità tra i membri del collegio. È stata rigettata la richiesta del pm Rosati di accorpare a questo un altro procedimento. Sono stati accolti testimoni e prove. La prossima sentenza è fissata per il prossimo 11 dicembre, la successiva per il 15 gennaio. <<Se si seguisse questo calendario, ovvero  un’udienza al mese, il processo potrebbe chiudersi entro il 2020 – commenta l’avvocato Serena Gasperini, penalista che tra gli altri ha assistito il supertestimone Casamassima nel processo sulla morte di Stefano Cucchi e che segue la difesa di diversi imputati in questa vicenda – siamo fiduciosi che questo accada>>.

Le accuse

In base alle indagini degli inquirenti, il principale indagato, Elvis Szulc di origine albanese, sarebbe il vertice di un sodalizio criminale. Avrebbe allestito e gestito un ramificato traffico di stupefacenti, esteso su tutto il litorale teramano. Per far questo, avrebbe ottenuto l’aiuto di Daniel De Ninis, ex appuntato scelto in servizio a Tortoreto, accusato di favoreggiamento. Avrebbe passato a Szulc informazioni riservate, al fine di proteggerlo dalle indagini.

La difesa

<<Questo processo è incredibile- commenta ancora la Gasperini che difende i due accusati – si parla di spaccio sulla costa teramana, ma vi sono stati solo due sequestri. Il quantitativo complessivo di stupefacenti sequestrati a Szulc, supera di pochissimo i 3 grammi, tra cocaina ed hashish. Siamo ancora nei limiti dell’uso personale. Le indagini oltretutto, si poggiano soprattutto su alcune intercettazioni telefoniche già ritenute errate in fase di trascrizione>>.

Elvis Szulc, indicato come il fulcro del traffico di droga, ha scontato 10 mesi di reclusione, prima di essere scarcerato. Ha contestato le trascrizioni delle intercettazioni, indicando diversi punti nei quali le traduzioni delle sue parole erano errate e denunciando le alterazioni. <<In un punto ad esempio – afferma ancora l’avvocato – è stato scritto “droga” al posto di “vestiti”>>. Questa vicenda è stata archiviata: per il pm e per il giudice, l’errore in fase di trascrizione non è stato fatto con dolo. La richiesta è stata avanzata da Rosati ed è stata accolta dal giudice Veneziano. <<Anche in questo caso sono rimasta perplessa – afferma ancora l’avvocato Gasperini – Mi chiedo come sia possibile che un pm possa valutare l’operato degli stessi agenti di pg al quale ha affidato le indagini. Ed anche sulle modalità con cui queste traduzioni sono state effettuate ci sarebbe da ridire. Se non c’è dolo cosa si dovrebbe pensare? Che c’è incompetenza?>>

L’altro processo

Sia Rosati che Veneziano sono indagati in un procedimento parallelo a quello sullo spaccio sulla costa teramana. L’ex appuntato risucchiato dalle indagini infatti, ha reagito alle accuse denunciando 2 magistrati e 15 carabinieri. Sostiene che le accuse contro di lui siano insensate e che l’intera operazione sia una montatura. Ha denunciato irregolarità nelle indagini ed adesso questo processo prosegue presso la Procura di Campobasso, che è di competenza nei casi in cui si debba giudicare l’operato del Tribunale di Teramo. La Procura ha avanzato richiesta di arichiviaziane, ma i denuncianti hanno presentato opposizione.

Abruzzo

CoViD19, Martinsicuro: dodici nuovi casi positivi

Luigi Tommolini

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MARTINSICURO – Con un post su facebook delle 17:29 di oggi il Sindaco della cittadina truentina ha annunciato altri nuovi casi di positività al Covid19 nel territorio comunale:

Emergenza COVID 19

Ho ricevuto comunicazione di 12 nuovi casi positivi nel nostro Comune tra ieri e oggi, diversi dei quali rappresentano contatti familiari stretti di altri casi già accertati in precedenza .
Il Sindaco
Massimo Vagnoni


Per info su Il Martinohttps://ilmartino.it/ e la pagina Facebook:  https://www.https://www.facebook.com/ilMartino.it/

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Abruzzo

No all’aumento dei compensi di dirigenti e direttori in Abruzzo

Lo richiede MERITOCRAZIA ITALIA ABRUZZO in un comunicato

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No all’aumento dei compensi di dirigenti e direttori in Abruzzo. Riceviamo e pubblichiamo.

Con Delibera n. 273 del 14 maggio 2020, “Procedura per la determinazione del valore economico della retribuzione di posizione delle funzioni dirigenziali”, la Giunta Regionale d’Abruzzo ha deciso di “procedere ad una complessiva graduazione di tutte le posizioni secondo una valutazione dei contenuti della funzione dirigenziale da operare oggettivamente secondo le indicazioni chiaramente fornite dall’ARAN e dalla giurisprudenza” che di fatto generano per dirigenti e direttori un sostanzioso aumento della retribuzione complessiva annua.

Il percorso che esita in tale provvedimento è costellato di propositi di adeguamento ai compensi previsti da altre regioni e di dietrofront dell’esecutivo regionale che dapprima ed in ragione della crisi portata dall’evento pandemico,stralcia gli aumenti previsti per i direttori con salvezza di quelli annunciati per i 53 dirigenti, e poi, innanzi alla protesta dei direttori, indignati e pronti alla ribalta per la paradossale sperequazione tra i propri ed i compensi in aumento dei dirigenti regionali, torna all’incipit e delibera di fatto in favore di un aumento trasversale.

Si apprende altresì in questi giorni dalla stampa e da talune parti politiche dell’esistenza di una ulteriore delibera, ad oggi non pubblicata,che accrescerebbe i compensi di posizione di tutti i direttori di dipartimento di regione Abruzzo, a prescindere dai risultati raggiunti e con effetto retroattivo al 29 maggio 2020.

Nel mentre, in attuazione del deliberato del 14 maggio, il Direttore Generale della Regione Abruzzo ha disposto con proprio atto gestionale, gli aumenti delle retribuzioni di posizione annuale in favore di dirigenti e direttori suscitando accese polemiche da parte delle forze politiche di opposizione in merito alla inopportunità di una decisione che seppur legittima sul piano giuridico non lo sarebbe anche su quello politico.

Meritocrazia Italia Abruzzo, senz’altro edotta della legittimità dell’operato del Direttore Generale e pur nel rispetto di una decisione politica che fonda sulla necessità di aumentare la differenziazione delle retribuzioni in relazione alle diverse responsabilità e ai maggiori carichi di lavoro, invita le Istituzioni ad un maggior senso di responsabilità: l’evidente precarietà economica e finanziaria in cui versano tante famiglie abruzzesi e l’affanno dei settori più direttamente interessati dai provvedimenti limitativi degli ultimi DPCM, rendono quanto mai inopportuna l’adozione di qualsivoglia atto diretto ad aumentare i costi dell’Ente Regione e più in generale della politica e del comparto pubblico.

Ed anzi, in risposta alla diffusa e fondata preoccupazione della cittadinanza di un imminente tracollo economico, Meritocrazia Italia Abruzzo, in linea con il Comunicato del 24 ottobre u.s. di Meritocrazia Italia, chiede:

  • L’annullamento dell’atto di gestione che recepisce la delibera di Giunta Regionale n. 273 del 14 maggio 2020
  • Di procedere alla riduzione del 30% di tutti gli stipendi pubblici superiori all’importo annuo di € 150.000,00 lordi
  • Di sospendere il pagamento degli stipendi dei politici per l’intero periodo di eventuale lockdown totale
  • Di destinare tutte le indennità di funzione della P.A. connesse all’espletamento di attività non eseguite per lo smart working al finanziamento di un fondo nazionale vincolato da destinare al comparto privato.

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Abruzzo

Abruzzo: D’Amario e Quaresimale nuovi assessori

Cambio nella Giunta Regionale

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Abruzzo: D’Amario e Quaresimale nuovi assessori. Il Presidente della Giunta Regionale Marco Marsilio ha nominato Daniele D’Amario assessore alle Attività Produttive in sostituzione di Mauro Febbo, attribuendogli le medesime deleghe. Di conseguenza, in virtù del limite statutario previsto per gli assessori ‘esterni’ al Consiglio regionale, ha provveduto a sostituire l’assessore Piero Fioretti, al quale va il personale ringraziamento del Presidente e della Giunta per la collaborazione prestata e il lavoro svolto sinora, con il consigliere Pietro Quaresimale. Ai nuovi assessori l’augurio di una proficua attività, nella certezza che sapranno essere all’altezza del compito loro affidato.

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