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Ancona

Coldiretti, over 70 al timone di 8mila imprese agricole marchigiane

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ANCONA – Vecchio a chi? Tre agricoltori su 10, nelle Marche, hanno superato i 70 anni ma sono ancora al timone delle proprie aziende. In tutto nella nostra regione ci sono oltre 8mila imprese agricole guidate da un over 70 e proprio l’agricoltura, con circa il 67% del campione rappresenta il settore che maggiormente continua a occupare questa fascia di popolazione.

È quanto afferma Coldiretti Marche rielaborando dati della Camera di Commercio di Milano relativi al secondo trimestre 2019.

La provincia dove maggiormente sono presenti queste realtà è quella di Macerata che, per altro, figura nella Top20 nazionale: ben 2.532. Seguono Ancona (1917), Pesaro Urbino (1558), Ascoli (1174) e Fermo (1073).

Maria Letizia Gardoni (Il Martino - ilmartino.it -)

Maria Letizia Gardoni

‘Nonostante la forte spinta di rinnovamento generazionale che caratterizza il comparto agricolo più di ogni altro – commenta nel comunicato stampa Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche – gli anziani agricoltori rappresentano per noi quel pilastro di conoscenza e storia indispensabile per capire il processo di evoluzione che ha caratterizzato il mondo rurale’.

A mantenere in forma la popolazione, nonostante l’età, è un fortunato mix tra alimentazione sana e attività fisica data dalla conformazione ancora fortemente rurale della regione.

Le Marche – secondo gli ultimi dati Istat sull’aspettativa di vita – possono vantare una media di 85,9 anni per le donne e di 81,6 anni per gli uomini. Il che porta le marchigiane a essere seconde in Italia solo dietro la Provincia di Bolzano e gli uomini terzi dietro Trentino e Umbria.

Ancona

Veniva da Fabriano la carta delle prime copie a stampa della Divina Commedia

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carta di Fabriano nelle prime copie a stampa della Divina Commedia

FABRIANO – Carta fabrianese nelle prime copie a stampa della Divina Commedia. L’impiego è confermato dalla corrispondenza di alcune filigrane fabrianesi della collezione Zonghi con quelle presenti negli esemplari della edizione di Foligno (1472). Lo studio condotto dalla Fondazione Fedrigoni nell’anniversario della morte di Dante non ha invece potuto accertare se egli stesso usasse carta di Fabriano, come invece certamente faceva Raffaello, perché a tutt’oggi non sono stati ritrovati suoi manoscritti originali.

La prima edizione a stampa della Divina Commedia vide la luce a Foligno (PG) l’11 aprile 1472 per opera del tipografo tedesco Johannes Numeister, che per procurarsi la carta necessaria a stampare le circa 300 copie previste ricorse anche alle cartiere della vicina Fabriano. Lo confermano gli studi condotti dalla Fondazione Fedrigoni Fabriano in occasione dell’anniversario della morte di Dante (1321), che hanno appurato la corrispondenza di alcune filigrane fabrianesi con quelle presenti negli esemplari dell’edizione di Foligno giunti fino a noi, come la “balestra”, la “fibbia”, la “lettera L” e, in particolare, il “cappello cardinalizio”, che nella copia conservata alla Biblioteca Medicea Laurenziana accompagna l’incipit più famoso nella storia della letteratura mondiale: “Nel mezzo del cammin di nostra vita…”.

La carta di Fabriano ha dunque avuto un ruolo di primo piano nella diffusione delle opere di Dante fin dalle origini. «Lo studioso Sandro Boccadoro è arrivato a ipotizzare che lo stesso Alighieri abbia usato carta di Fabriano per la stesura della Commedia, tanta era la sua notorietà nella prima metà del Trecento – commenta Giovanni Luzi della Fondazione Fedrigoni Fabriano – ma non è possibile al momento verificare questa tesi suggestiva perché non sono stati ritrovati manoscritti originali del poeta».

Che però già ai tempi di Dante la carta di Fabriano fosse ampiamente utilizzata è dimostrato dall’analisi di un codice miniato della Divina Commedia realizzato circa trent’anni dopo la morte di Alighieri, nel 1355, e conservato a Firenze nella Biblioteca Medicea Laurenziana. Il manoscritto (Plut. 40.22.) proviene da Sassoferrato, a pochi chilometri da Fabriano, e tra le sei filigrane ricorrenti quella con “due lune addossate con doppia croce” (1352) coincide perfettamente. Il confronto tra le caratteristiche del segno e la prossimità delle date confermano l’utilizzo di carta fabrianese.

Per permettere la comparazione tra le filigrane (segni) è stato utilizzato uno strumento fondamentale e innovativo: il Corpus Chartarum Fabriano, e nello specifico la collezione di antiche carte fabrianesi realizzata da Augusto Zonghi, oggi interamente consultabile online con i suoi 3.465 records.

Fondamentale è stata la collaborazione di prestigiose biblioteche italiane, come la Trivulziana di Milano, la Medicea Laurenziana e la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, il Centro Dantesco dei Frati Minori Conventuali di Ravenna, che hanno messo a disposizione i documenti originali.

Ma l’opera di Dante e la produzione cartaria di Fabriano si sono intrecciate anche nei secoli successivi: nel corso di tutto il Novecento le Cartiere Miliani contribuirono con forniture di carte pregiate al successo editoriale e artistico di alcune pubblicazioni dantesche. Tra queste, la Divina Commedia dell’editore umanista Leo Samuele Olschki (1911) per il cinquantenario dell’unità d’Italia. L’opera, dedicata a Vittorio Emanuele III e conosciuta soprattutto per il proemio scritto da Gabriele D’Annunzio, venne stampata in 300 copie numerate su carta a mano di Fabriano appositamente filigranata con l’effigie di Dante e la dicitura ANNO DOMINI MDCCCCXI.

Nel 1921, sesto centenario della morte del poeta, fu data alle stampe un’edizione di lusso della Vita Nova su iniziativa dell’Istituto d’Arti grafiche di Bergamo. Per l’occasione, le Cartiere Miliani realizzarono una carta speciale tipo pergamena, con la filigrana MDCCCCXXI DANTIS AMOR. L’opera fu tirata in 1.321 copie numerate, per ricordare la data della morte del Poeta. Oggi è considerata tra i capolavori dell’editoria italiana del Novecento.

Le stesse Cartiere Miliani di Fabriano hanno in più occasioni omaggiato Dante dedicando al suo nome e alle sue opere alcuni prodotti di particolare pregio, che ancora oggi si possono ammirare nei campionari dell’archivio storico. Tra questi, la serie degli anni ’30 denominata “Vita Nova”, una carta vergata a mano, filigranata e intonsa, con buste decorate con alcuni passi dell’opera omonima illustrati dall’artista Ezio Anichini.

Daniele Gattucci

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Ancona

Classifica delle migliori imprese marchigiane: Ariston Thermo davanti a tutti, sale Conad

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classifica delle migliori imprese marchigiane

La Classifica delle migliori imprese marchigiane è guidata dalla ARISTON THERMO, seguita da CONAD ADRIATICO che per il primo anno supera il miliardo di Euro di vendite. Nel 2020 la ARISTON THERMO è riuscita a contenere l’impatto della crisi con una contrazione delle vendite inferiore a quella media (-2,7%). In termini assoluti la crescita maggiore è stata realizzata da CONAD ADRIATICO che sale per questo di una posizione. Perde tre posizioni la TOD’S che nel 2020 ha registrato un significativo calo delle vendite (-30,4%).

FABRIANO – L’evento di presentazione della Classifica delle migliori imprese marchigiane 2020 è stato curato dalla Fondazione Aristide Merloni – Università Politecnica delle Marche. Sul palco i discorsi di introduzione sono stati tenuti da Francesco Merloni, Presidente della Fondazione, e Federica Capriotti, Presidente del comitato territoriale del comprensorio fabrianese di Confindustria, mentre il rapporto è stato illustrato da Donato Iacobucci, dell’Università Politecnica delle Marche, Martina Orci, della Fondazione Aristide Meloni, Enrico Loccioni, Presidente dell’azienda Loccioni in qualità di rappresentante delle “Eccellenze Marchigiane” e da Roberto Sollevanti, partner PwC.

La Classifica delle imprese marchigiane in pandemia. I risultati conseguiti dalle imprese nel 2020 sono stati pesantemente condizionati dalle misure di limitazione alla mobilità delle persone e di restrizione alle attività economiche indotte dalla necessità di contenere la pandemia da Covid19.

«La pandemia ha colpito duro – è stato spiegato – le restrizioni hanno determinato infatti una contrazione del prodotto interno lordo dell’8,9%, quasi doppia rispetto alla contrazione del 5% che si era avuta nel 2009 a seguito della crisi finanziaria internazionale.

Le stime della riduzione del PIL nelle Marche evidenziano una contrazione superiore alla media nazionale a causa del maggiore peso nella regione di comparti produttivi maggiormente soggetti alla sospensione delle attività; fra questi i diversi comparti della moda. La contrazione delle vendite ha interessato circa i due terzi delle imprese (68,2%), mentre poco meno di un terzo (31,8%) ha registrato una variazione positiva, in molti casi anche a due cifre.

Possiamo dire comunque – viene sottolineato – che siamo in un momento congiunturale particolarmente favorevole (la crescita del PIL a fine anno è prevista al +6%), che fa seguito ad una caduta del PIL nel 2020 (-9%) che è stata la più elevata dal secondo dopoguerra, superiore anche a quella verificatasi nel 2009 a seguito della crisi finanziaria. Le Marche sono state particolarmente penalizzate nella fase recessiva a causa della specializzazione settoriale. Vi sono però segnali incoraggianti riguardo alla capacità del sistema manifatturiero regionale di agganciare la ripresa e, soprattutto, di rimanere vitale e competitivo in una prospettiva di medio termine.

Per alcuni settori, come quello della ristorazione e della moda appunto, la riduzione dei volumi di attività è stata largamente superiore alla media; altri settori, come il farmaceutico o l’alimentare, hanno fatto registrare variazioni positive. Differenze considerevoli si riscontrano anche fra imprese appartenenti allo stesso settore in relazione alle tipologie di prodotto, ai mercati serviti e ai canali di vendita.

I criteri di inclusione delle imprese nella Classifica sono rimasti invariati rispetto agli anni precedenti e si basano su un duplice criterio: dimensionale e territoriale. Con riferimento al criterio dimensionale nella Classifica sono considerate le prime 500 imprese per valore delle vendite. Con riferimento al criterio territoriale sono incluse le imprese che hanno la principale sede operativa nelle Marche, indipendentemente dalla proprietà e dalla sede legale. Accanto alle imprese manifatturiere, tradizionalmente incluse nella Classifica, sono presenti imprese appartenenti al settore primario (agricoltura) e ai diversi comparti del terziario. Si tratta di società di capitali, società cooperative o consorzi per i quali sono pubblicamente disponibili i dati di bilancio».

Daniele Gattucci

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Muccia, incidente stradale, auto si schianta contro un albero

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incidente stradale a muccia auto contro albero

MUCCIA – I Vigili del fuoco sono intervenuti ieri sera a mezzanotte circa nel Comune di Muccia, lungo la S.P. 209, per un incidente stradale con un’autovettura coinvolta che uscendo di strada è andata ad impattare contro una grossa pianta.

Sul posto la squadra VVF ha estratto il conducente dall’abitacolo, affidandolo al personale del 118 per il trasporto all’ospedale di Camerino, e messo in sicurezza il mezzo coinvolto. Sul posto i Carabinieri.

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