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Teramo

Donna ritrovata senza vita in casa a Nereto, si sospetta femminicidio

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carabinieri arresto tentato omicidio femminicidio arresti domiciliari

NERETO – Oggi pomeriggio una donna, R. M. di 32 anni di origine romena, è stata ritrovata senza vita nel suo appartamento di viale Europa, di fronte alla caserma della Guardia di Finanza. Sul suo corpo, diverse ferite da taglio lasciano pensare che possa trattarsi dell’ennesimo caso di femminicidio.

Secondo le prime indiscrezioni trapelate, si starebbero formulando sospetti sul marito. L’uomo, che alcuni testimoni avrebbero visto mentre si allontanava a bordo della sua auto, risulta irrintracciabile. Secondo una fonte, che preferisce restare anonima, <<i rapporti tra i due erano molto tesi già da diverso tempo. Litigavano spesso, anche violentemente>>. Pure oggi la coppia avrebbe discusso in modo molto acceso ed alcuni vicini avrebbero sentito la donna gridare.

L’allarme sarebbe stato lanciato dalla madre della giovane vittima, dalla Romania. Non riuscendo a mettersi in contatto con la figlia e preoccupata dallo stato di tensione famigliare, avrebbe allertato i carabinieri di Nereto.

Una volta sul posto, i militi hanno dovuto sfondare la porta per entrare. Hanno ritrovato la donna in cucina, riversa in una pozza di sangue. Sebbene non sia stata confermata l’ipotesi del femminicidio, le ferite che mostrava hanno portato a pensare che possa essere stata accoltellata. Tuttavia ancora non è chiara la dinamica dell’accaduto. Gli inquirenti sono ancora sul posto ed hanno avviato le indagini.

Teramo

Teramo: assembramenti e rissa in piazza, denunciati due minorenni

Maria Giulia Mecozzi

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carabinieri arresto tentato omicidio femminicidio arresti domiciliari

TERAMO – Il fatto è avvenuto in piazza Sant’Anna a Teramo nella notte tra sabato e domenica 5 luglio. A seguito di un blitz per il rispetto delle norme anti-Covid e divieto di assembramenti, i carabinieri sono riusciti a sedare una rissa scoppiata nella piazza tra ragazzi. Due di essi sono risultati essere minorenni e uno dei due brandiva anche un coltello.

I due sono stati identificati e dalla perquisizione è risultato che uno di essi fosse in possesso anche di un tirapugni. Immediatamente informata di quanto accaduto la procura della repubblica per i minorenni dell’Aquila.

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Teramo

Alba Adriatica: locale chiude 5 giorni per assembramento

Maria Giulia Mecozzi

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ALBA ADRIATICA – A seguito dei controlli anti-Covid nei locali della movida, il questore di Teramo ha disposto la chiusura di una nota discoteca per 5 giorni.

I controlli sono stati effettuati nella notte tra sabato e domenica e sono stati impegnanti polizia scientifica, la polstrada, pattuglie della guardia di finanza, unità cinofile antidroga delle fiamme gialle, Nas e dei carabinieri.

Oltre alla violazione del divieto di assembramento, due persone fuori dal locale sarebbero state trovate in possesso di sostanze stupefacenti. Immediata la chiusura per cinque giorni. I controlli stanno proseguendo per tutta la provincia di Teramo.

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Abruzzo

ANCI Abruzzo su situazione post-terremoto

L’intervento del Presidente ANCI Abruzzo Gianguido D’Alberto

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ricostruzione terremoto l'aquila

Pubblichiamo l’intervento del Sindaco di Teramo e Presidente ANCI ABRUZZO, Gianguido D’Alberto, sulla situazione attuale post-terremoto.

“Come sindaci abruzzesi del cratere siamo pronti anche a restituire le fasce tricolori al Presidente del Consiglio se il pacchetto di misure per le zone terremotate non verrà inserito nel DL ‘Rilancio” ovvero nel prossimo DL Semplificazioni”.

E’ inaccettabile il fatto che non siano stati discussi gli emendamenti, la cui gran parte sono ad invarianza finanziaria, a costo zero, e non si capisce come il Governo non si sia reso conto della delicatezza della tematica legata alla ricostruzione post sisma 2016, a distanza di quattro anni dai primi eventi sismici.

Il momento per poter adottare misure tese alla sburocratizzazione delle procedure non può che essere adesso e, non essendoci motivi finanziari ostativi, gridiamo a gran voce di poter inserire il “pacchetto sisma” nel prossimo decreto oggetto di conversione. In questi mesi, tutti noi Sindaci del Cratere abbiamo lavorato al fianco del Commissario Legnini per un pacchetto di norme tese ad affiencientare il percorso della ricostruzione Sisma Centro Italia e, a distanza di anni, non tolleriamo più questa situazione di mancate risposte.
Siamo disposti a riconsegnare le nostre fasce se non otteniamo una vera risposta per la tematica sisma centro Italia. L’azione intrapresa dal Commissario, come è evidente, è tesa ad un percorso che veda la ricostruzione come elemento fondamentale per le Regioni colpite. Noi Sindaci del cratere, combattiamo quotidianamente affinchè vi possano essere delle risposte alle migliaia di sflollati che ancora non hanno minima consapevolezza del loro rientro negli alloggi, ma se il Governo pensa di ignorare i nostri territori a distanza di tutti questi anni, evidentemente dimostra di non avere consapevolezza della portata della problematica.

Con la non considerazione del pacchetto ricostruzione rischiamo di assistere ad un ulteriore schiaffo ai territori del cratere. Vedere i nostri territori costretti ancora all’ elemosina legislativa è un insulto agli ancora 45.000 sfollati del sisma del centro Italia, oltre che a a tutti i sindaci conivolti.

Ricordo che gli emendamenti presentati sono riconducibili a temi essenziali per i nostri territori, come: stabilizzazione del personale tecnico ed amministrativo, rafforzamento degli organici e proroga dei contratti in scadenza, con allineamento alla scadenza dello stato d’emergenza al 31.12.2021, insieme ad ulteriori misure per i Comuni (Tari e mutui); l’Istituzione di un fondo stabile per lo sviluppo dell’economia del cratere mediante la destinazione di una quota delle risorse disponibili e future destinate alla ricostruzione; superincentivi sisma ed ecobonus con un contributo per la ricostruzione delle case; semplificazione della ricostruzione pubblica e poteri straordinari per le opere più complesse, con rifinanziamento per gli anni futuri del fondo per gli interventi pubblici; revisione delle tariffe professionali dopo l’introduzione della modalità certificata dei progetti che abbiamo attuato con l’Ordinanza 100.
Si tratta di temi noti e a tempo condivisi con i Sindaci e i Ministeri competenti e che trovano corrispondenza negli emendamenti che sono stati depositati dai parlamentari appartenenti a diversi gruppi nel corso della conversione del decreto “Rilancio”.
Condivido la posizione che hanno espresso le altre Anci regionali . Non è importante il veicolo normativo dove queste norme troveranno collocazione . È decisivo invece che esse siano varate al più presto perché solo così sarà possibile completare il quadro delle misure indispensabili per far finalmente decollare la ricostruzione, alla vigilia del quarto anno dal sisma.
Il tempo è già scaduto, noi sindaci non staremo a guardare.

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