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Fermo

La 1000 Miglia attraverserà anche Fermo

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FERMO – La trentottesima edizione della 1000 Miglia transiterà a Fermo il 14 maggio 2020.

La prestigiosa corsa automobilistica con 400 ‘gioielli d’epoca’ tutti da ammirare si terrà infatti dal 13 al 16 maggio 2020 con partenza da Brescia. Per Fermo si tratta di un ritorno, dopo il bellissimo e particolarmente partecipato passaggio del maggio 2016.

Paolo Calcinaro (Il Martino - ilmartino.it -)

Paolo Calcinaro

Nel 2016 fu un grande successo non solo per i fermani, ma di grande visibilità per la città – afferma il Sindaco Paolo Calcinarocon gli equipaggi che entravano in Piazza del Popolo e che oltre ad essere fotografati erano loro stessi a fotografare il salotto buono della città. Dunque una bella conquista, grazie all’ACI locale che si è prodigata per riportare questo evento a Fermo e che sarà sicuramente un momento di promozione molto bello e apprezzato’.

Un evento di risonanza mondiale, che porta sulle strade del centro-nord centinaia di splendide vetture per ricordare la gara automobilistica che coinvolse l’Italia in 24 edizioni dal 1927 al 1957.

Sarà quindi possibile ammirare splendidi esemplari d’auto da corsa e di auto utilitarie che hanno scritto le pagine più entusiasmanti dello sport automobilistico a cavallo della seconda guerra mondiale. Spesso sono gli stessi musei delle case più prestigiose a far uscire i loro modelli appositamente per quest’evento, che rappresenta una delle poche opportunità per vedere in movimento le auto da corsa che hanno fatto la storia.

Il territorio fermano – racconta e si legge nel comunicato del Comune – era stato attraversato dalla corsa nelle sue ultime nove edizioni dal 1949 al 1957 sulla litoranea adriatica, la prima volta verso nord nel tratto di ritorno da Roma a Brescia, nelle otto edizioni successive verso sud, quando la manifestazione da Brescia raggiungeva Roma percorrendo l’Adriatica fino a Pescara per internarsi in Abruzzo verso la capitale.

Fermo

Fermo: doppio furto, denunciate due persone

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FERMO – Anche nel corso di questa estate si è rilevato un sensibile aumento dei reati predatori commessi sia nelle abitazioni ma soprattutto su beni lasciati incustoditi dai proprietari per pochi minuti o in evidenza all’interno di autovetture parcheggiate.

Soggetti spesso provenienti da altre zone del territorio nazionale, itineranti nelle località affollate dai turisti, ma anche domiciliati nella nostra provincia, approfittando della disattenzione dei legittimi possessori riescono in pochi attimi ad appropriarsi di borse, zaini, portafogli e capi di abbigliamento; quelli con una maggiore indole ed esperienza delinquenziale, dopo aver studiato i movimenti dei padroni di casa, forzano gli accessi delle abitazioni e le depredano di valori di facile smercio, utilizzando arnesi da scasso e smerigliatrici a batteria, o riescono ad accedere nell’abitacolo dei veicoli per impossessarsi di oggetti individuati in precedenti giri di perlustrazione.

Nell’ampia casistica dei reati predatori, tutti assolutamente gravi perché incidono negativamente oltre che sul diritto di proprietà della vittima anche sulla percezione della sicurezza, e che in ogni situazione sono determinati dalla mancanza di rispetto della patrimonio altrui e di senso civico, vi sono tuttavia differenze che l’Autorità Giudiziaria può valutare in occasione del procedimento penale e per la quantificazione della condanna.

Tra gli eventi recenti rilevati dalla Polizia di Stato fermana, due casi antitetici che, pur nella oggettivamente rilevante gravità del reato di furto, rappresentano gli estremi del “motivo” che ha determinato la commissione del reato. Nel mezzo, i furti commessi da criminali seriali “di professione”, quelli episodici per procurarsi le somme necessarie per acquistare dosi di stupefacenti e quelli di biciclette, da ridipingere e utilizzare nella zona, se si poco valore, o da rivendere su mercati illegali, qualora di pregio.

Un giovane cittadino esteuropeo è stato denunciato pochi giorni fa per il furto aggravato di generi alimentari, nello specifico frutta e verdura, perpetrato ai danni di un’attività commerciale della costa.

Il ladro aveva scoperto che nelle prime ore della mattina il titolare era solito esporre all’esterno del negozio le casse contenenti ortaggi e frutta e successivamente far rientro nell’esercizio per il rifornimento degli scaffali. Approfittando di quei momenti è riuscito, per alcuni giorni, ad impossessarsi di alcuni di quei generi alimentari fuggendo in sella ad una bicicletta.

Il titolare, che si era accorto dell’ammanco, ha visionato le immagini dell’impianto di videosorveglianza riuscendo ad individuare il responsabile delle sottrazioni che, dopo alcuni giorni, ha visto passare nella zona. Dopo essere riuscito a fermarlo ha chiesto l’intervento della Volante il personale della quale ha accompagnato il giovane, sprovvisto di documenti, in Questura dove è stato fotosegnalato, compiutamente identificato e denunciato all’Autorità Giudiziaria per il reato di furto aggravato continuato, come dimostrato dalle immagini dei suoi precedenti furti consegnate dal titolare del negozio in occasione della denuncia formalizzata in Questura.

Ai poliziotti, lo straniero, che è risultato essere residente in una strada vicina all’esercizio commerciale, ha ammesso i suoi atti delittuosi e dichiarato di aver agito per il suo stato di indigenza, che in nessun caso può costituire una giustificazione dei suoi comportamenti. 

All’estremo opposto, il furto perpetrato alcuni giorni fa a Porto Sant’Elpidio. In un negozio di abbigliamento sono entrati alcuni giovani turisti i quali hanno scelto ed acquistato alcuni capi. Durante il pagamento, il titolare si è accorto che uno dei clienti era ancora nel camerino di prova e che ne usciva solo mentre i suoi amici si stavano allontanando dal negozio. Insospettitosi, ha scoperto la presenza nello stanzino di alcune placche antitaccheggio staccate probabilmente con una piccola tronchese dagli abiti trafugati ed ha provato ad inseguire il gruppetto di cinque soggetti che nel frattempo aveva già raggiunto una vettura di gran lusso parcheggiata all’esterno con la quale si sono velocemente allontanati.

Probabilmente grazie all’impianto di videosorveglianza interno e quelli presenti nella zona sarà possibile individuare il particolare veicolo e i suoi occupanti.

Poteva terminare così questo comunicato, con le indagini in corso che avevano già portato ad individuare alcuni componenti, ancora senza nome, del gruppo di giovani che avevano perpetrato il furto se questi non fossero tornati questa mattina nei pressi del luogo del delitto, con la spavalderia propria dei delinquenti seriali.

Infatti tre di loro sono stati visti dal titolare di quel negozio che ha subito richiesto l’intervento della Polizia di Stato.

La Volante, in base alle indicazioni fornite dal segnalante li ha rintracciati nelle vicinanze ed identificati per cittadini esteuropei senza fissa dimora nel nostro Paese ma già denunciati ed arrestati nel nord Italia per analoghi reati contro il patrimonio.

I tre giovani, poco più che ventenni, sono stati accompagnati in Questura e grazie alle immagini dell’impianto di videosorveglianza ed alle dichiarazioni assunte dai poliziotti, sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per il furto aggravato perpetrato ed uno di loro anche per ricettazione poiché trovato in possesso di un documento di identità non suo e sulla provenienza del quale non ha voluto fornire alcuna informazione.

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Fermo

Fremo: tre auto senza copertura assicurativa, sequestrate

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FERMO – A fronte di alcuni controlli d aperte della Polizia Stradale, due vetture sono state trovate senza copertura assicurativa mentre erano parcheggiate sulla costa. Sul momento non è stato possibile rintracciare i proprietari ma ad essi verrà recapitato il verbale di sanzione, mentre i veicoli sono stati trasportati presso officine autorizzate dai carri attrezzi.

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Fermo

Fermo: non vuole esibire i documenti al fermo della polizia, multato 50enne

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FERMO – A fronte dei controlli su strada e di riscontrate violazioni alle norme del codice della strada o di altri illeciti amministrativi, capita che i conducenti dei veicoli facciano rilevare agli operatori in servizio di ricoprire funzioni e cariche importanti per cercare di evitare le sanzioni previste. 

La frase, “Lei non sa chi sono io” alla quale segue spesso, da parte di alcuni soggetti “… le farò passare i guai” o dichiarazioni simili che sono pronunciate per tentare, inutilmente, di condizionare l’attività degli operatori di polizia, sono da tempo trattate dai Tribunali del territorio nazionale e come confermato anche recentemente dalla Corte di Cassazione rientrano nella fattispecie del reato di minaccia.

Nella forma sintetica il “Lei non sa chi sono io” o “Ma io sono…” senza ulteriori aggiunte sono considerati modi di dire al quale i poliziotti della Questura in servizio di controllo del territorio non fanno più caso, ma rientranti nella frasistica mutuata dalla tradizione della commedia italiana e portata in auge, la prima, da Totò o da una canzone di Nino Manfredi.

Ma poiché non si finisce mai di imparare, la dichiarazione di un quasi 50enne residente sul litorale fermano ha più che altro stupito gli operatori della Volante impegnati quotidianamente nelle attività di prevenzione dei reati e per la sicurezza della circolazione stradale.

Fermata una utilitaria in transito a Fermo per un accertamento di routine, alla legittima richiesta dei documenti obbligatori per la circolazione il soggetto ha mostrato insofferenza al controllo, esibendo a distanza i documenti richiesti senza consegnarli agli operatori, ostacolando ed intralciando la loro attività.

Infastidito per i pochi minuti necessari per lo svolgimento delle verifiche di competenza, dopo essere stato invitato a scendere dal veicolo per riuscire a leggere i dati della patente di guida che teneva gelosamente in mano, il soggetto ha continuato a sollecitare gli operatori comunicando loro di avere impellenti impegni personali fino a dichiarare che “Uno Stato pignorato non ha diritto di chiedere i documenti alle persone”.

I poliziotti hanno in pochi minuti terminato gli accertamenti dai quali è risultato che la autovettura era scoperta della prevista assicurazione obbligatoria.

Nei confronti dell’impaziente utente della strada è stata elevata la consistente sanzione amministrativa oltre al ritiro della carta di circolazione, questa volta consegnata dal conducente, ed insieme allo stesso gli operatori della Polizia di Stato hanno atteso l’arrivo del carro attrezzi che ha provveduto a trasportarla in un luogo idoneo.

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