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M'Art

Le Marche celebrate dalla stampa internazionale: il Times si occupa della bellezza rinascimentale di Urbino

Valentina Fagnani

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PESARO URBINO – Non è affatto la prima volta che la stampa internazionale racconta il bellissimo territorio delle Marche, ma ogni volta che accade le sensazioni sono sempre di orgoglio misto a stupore. Questa volta il Times, quotidiano britannico con sede a Londra che non ha certo bisogno di presentazioni, si è occupato della città di Urbino, comune italiano di 14 400 abitanti, ex co-capoluogo assieme a Pesaro della provincia di Pesaro e Urbino nelle Marche.

Senza dubbio uno dei centri più importanti del Rinascimento italiano, di cui conserva appieno l’eredità architettonica, il suo centro storico è patrimonio dell’umanità UNESCO dal 1998. La città è ricordata nella serie di sculture del Vittoriano, dedicate alle quattordici città nobili dell’Italia unita.

Il nome Urbino è d’incerta origine, secondo alcuni deriverebbe dal nome latino Urvinum Mataurense. Urvinum (o Urbinum) deriverebbe dal sostantivo Urvum (o Urbum), che designava il manico dell’aratro, alla cui forma assomigliava la collina del Poggio (sulla quale vi era il primitivo nucleo della città); mentre il termine Mataurense (o Metaurense) deriva dalla vicinanza geografica al fiume Mataurus (o Metaurus).

Abruzzo

Necropoli di Campovalano aperta. Quando visitare uno dei siti archeologici più importanti della provincia di Teramo

Campovalano farà parte delle due Giornate europee del patrimonio, evento che si terrà sabato 27 e domenica 28 settembre 2020 in moltissimi suggestivi luoghi d’Abruzzo

Valentina Fagnani

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Ai piedi della montagna di Campli, a poco più di 500 metri sul livello del mare, circondata da suggestive colline e selvatici fossi, la pianura di Campovalano ha ospitato per circa mille anni, dal XII secolo a.C. al II d.C, un cimitero di italici. Le prime testimonianze di vita risalgono all’età del Bronzo.

Scoperta accidentalmente nel 1964 durante l’esecuzione di lavori agricoli, è stata oggetto di scavi condotti da Valerio Cianfarani a partire dal 1967 e successivamente da Vincenzo D’Ercole negli anni 80 e 90. Sono state riportate alla luce circa 600 tombe che coprono un arco temporale che va dell’età del Bronzo all’epoca romana.

Scatto di Valentina Fagnani, Necropoli di Campovalano

Nel corso del XIV e del XIII secolo a. C., nella zona di Coccioli, si insedia una comunità di allevatori e agricoltori. Le testimonianze archeologiche di questo insediamento del secondo millennio avanti Cristo scoperte nel 1971 dimostrano, oltre alla fabbricazione di strumenti di bronzo, una cospicua presenza di animali d’allevamento. Pecore e capre in particolare, ma anche buoi e maiali; la caccia doveva avere scarsa incidenza nell’economia generale dell’insediamento. La presenza di vasi particolari chiamati bollitori e colini testimoniano la lavorazione del latte per fabbricare ricotta e formaggi.

Non sempre la Necropoli è stata aperta il pubblico, che potrà ora visitarla dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 15, e il sabato dalle ore 9 alle ore 13. Ingresso gratuito così come la visita guidata. sotto gli occhi attenti di Marcella Celani, Maria Di Gennaro e Giampaolo Di Virgilio; i quali accompagnano tutti i visitatori, con straordinaria gentilezza e tanta competenza, in ogni passo e segreto del sito archeologico. A loro un ringraziamento speciale.

Scatto di Valentina Fagnani – Necropoli di Campovalano –

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Abruzzo

Antonello Venditti a L’Aquila, musica e magia alla Perdonanza

Valentina Fagnani

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”Città meravigliosa. L’Aquila ha bisogno di un nuovo racconto.” Sono queste le parole del cantante romano in scena ieri sera nel capoluogo abruzzese per la 726esima edizione della Perdonanza Celestiniana.

Classe 1949, romano de’ Roma, Venditti è sicuramente una delle figure musicali più influenti da ormai svariati decenni: sulle sue note flotte di adolescenti, adulti e nonni hanno ballato qualche lento o pensato a qualche nuovo o vecchio amore.

Anche ieri sera, tra grandi classici e canzoni più recenti, il cantante ha dato prova della sua maestria non solo musicale ma densa di componente emozionale. Impossibile non seguire con anima e voce molte delle sue poesie.

Con lui sul palco, l’orchestra del Conservatorio Casella. Il Sindaco ha reso in dono il bellissimo rosone di Collemaggio al cantante, simbolo della tenacia degli aquilani.

Foto presa dalla pagina ufficiale facebook di Antonello Venditti.

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M'Art

La residenza artistica di Andrea Croce popola di tritoni e stelle marine Roccacaramanico

Anche questa estate Andrea Croce, curatore artistico di Chieti, ha organizzato una residenza artistica nel borgo di Roccacaramanico a tema mare

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ROCCACARAMANICO – Anche questa estate, dal 7 al 9 agosto, Andrea Croce, curatore artistico di Chieti, ha organizzato una residenza artistica nel borgo di Roccacaramanico. Nonostante il difficile periodo segnato dall’emergenza sanitaria dovuta al Covid19, l’arte non si è fermata.

Il progetto della realizzazione di una residenza artistica ha visto i suoi albori nel 2018. Inizialmente, tale progetto è nato come un lavoro di tesi per il conseguimento del diploma all’Accademia delle Belle Arti, ma poi è diventato una ricorrenza. Da ormai tre anni si uniscono a Roccacaramanico, in un clima creativo e conviviale, artisti da tutte le parti d’Italia e non solo.

Nell’edizione 2020 della fondazione Unpae, il tema della comunità artista è stato il mare. Il progetto è nato dal lavoro parallelo svolto da Andrea Croce e dal suo amico e collega Stefano Serusi, artista visivo sardo. La loro idea prevedeva la trasformazione di una delle case diroccate del paese in un acquario immaginario, arricchendola di simboli marini. Tale finzione narrativa che gioca sulla dicotomia tra la montagna e il mare stimola una fruizione dell’arte intesa come viaggio mentale nelle proprie intimità più profonde.

L’associazione Archecelerator APS di Pescara ha deciso di valorizzare il lavoro di Andrea Croce, il quale spiega:

<<La scelta artistica di portare il mare in montagna non crea una dissonanza assoluta, perchè la Majella è una montagna che era sommersa; prova ne è il fatto che girando per le sue pendici si possono trovare svariati fossili marini. Ripopolare Roccacaramanico delle magie dei fondali, come i tritoni e le stelle marine, è un ritorno alle origini della storia della Majella>>.

Per Andrea Croce Roccacaramanico <<non è solo un luogo di villeggiatura, è un’esperienza di contatto e di vita nata dall’amicizia che i miei genitori hanno stretto con diverse famiglie che hanno casa qui. Ognuno ha comprato una casa per trascorrere le vacanze insieme. Roccacaramanico è un modo per stare insieme in cui si condivide tutto, dal cibo, alle felicità e all’arte>>.

La comunità artistica che in questi 3 anni ha ospitato Roccacaramanico ha assorbito la vitalità del borgo e ha creato una dinamica sinergia tra molti artisti. Ma questo <<non ha mai escluso la libertà artistica di ognuno, ci si può ritirare per riflettere, creare, lavorare su se stessi, insomma, per produrre arte>>.

Infine, Andrea Croce ha chiarito che l’arte nella sua residenza doveva essere indossata sulla propria pelle, vissuta, proprio l’amicizia da cui è nata:

<<Si può pensare che quest’anno la residenza non abbia avuto le possibilità degli anni precedenti, ma posso dire che non è così, anzi è stato l’anno più interessante. Ad esempio, a causa del Covid il mio amico Stefano Serusi non è potuto essere qui, ma nonostante la lontananza è stato presente con la sua arte. Anche con un piccolo contributo come una spilla marina, l’arte unisce gli spiriti>>.

locandina della terza residenza artistica a roccacaramanico

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