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Ancona

Va a fuoco una sedia in una scuola, edificio evacuato

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ANCONA – Una sedia da ufficio ha preso fuoco in un bagno del “Podesti-Calzecchi Onesti”, istituto superiore della città di Ancona. Allarme scattato attorno le 14 della giornata di ieri. Sulla sedia erano stati posizionati dei fazzolettini di carta; l’incendio, probabilmente di origine dolosa, ha provocato disagio e parecchio fumo.

L’anti incendio si è messo a suonare, la scuola è stata dunque immediatamente evacuata. Le fiamme sono stata domate e spente con l’estintore dalla vicepreside; la sedia, poi sequestrata dagli agenti, portata al di fuori dell’edificio. Intervenuti sul loco i Vigili del Fuoco e gli agenti della Squadra Volanti della Questura di Ancona, le indagini sono tuttora in corso.

Ancona

Trasformazione digitale e didattica orientativa nelle scuole: la regione Marche avvia il progetto pilota

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ANCONA – Avviare e sostenere un processo strategico di sviluppo del sistema formativo regionale, attraverso la realizzazione di concreti interventi di didattica orientativa basati sulla trasformazione digitale di istituti scolastici. Sono queste le finalità di un bando destinato alle scuole secondarie di primo grado e scaduto a luglio scorso con cui la Regione ha impegnato risorse per 750 mila euro per la realizzazione di un progetto pilota. In questi giorni è stata approvata la graduatoria che mette a disposizione di 5 istituti scolastici che hanno presentato la candidatura, 150 mila euro ciascuno. 

Ecco i progetti: #Podesti for Future Istituto Comprensivo Statale “Posatora-Piano-Archi” Ancona; GAMING TOUR – AN  Istituto Comprensivo Statale “Carlo Urbani” Jesi (AN); Progetto sperimentale per la didattica orientativa e digitale Ascoli Piceno  Istituto Comprensivo Statale Monticelli  “Don Luigi Giussani” Ascoli Piceno; Didattica orientativa e digitale provincia di Fermo Istituto Comprensivo Statale “Falerone” Falerone (FM); GAMING TOUR – MC Istituto Comprensivo Statale “Enrico Mestica” Macerata. Per l’ambito provinciale di Pesaro-Urbino il progetto è stato presentato da una scuola che non possedeva i requisiti richiesti dall’avviso e non è stato possibile finanziarlo.

“Si tratta di un salto di qualità del sistema formativo della Regione – spiega l’assessore all’Istruzione, Giorgia Latini – nel segno dell’innovazione e dell’innalzamento dei livelli di apprendimento. Vogliamo sostenere un processo che preveda il passaggio da una scuola che propone soltanto percorsi standard a una scuola con una didattica individualizzata, flessibile e perciò basata sulla personalizzazione dei piani di studio e sulla valorizzazione delle attitudini e delle potenzialità di ogni studente, avvalendosi delle scoperte delle scienze cognitive e delle neuroscienze. Purtroppo non è stato possibile finanziare tutti i progetti ma vedremo in futuro di programmare un nuovo intervento.”

Ma cos’è la didattica orientativa? E’ il principale strumento per favorire l’acquisizione di competenze orientative generali e l’auto-orientamento, che conducono al benessere dello studente e al successo formativo. Ogni docente riveste una funzione tutoriale verso i suoi allievi e deve utilizzare la disciplina in un’ottica orientante al fine di sostenere ciascuno nello sviluppo della coscienza di sé, della consapevolezza, delle risorse relazionali, cognitive e metacognitive e delle competenze decisionali e di scelta.

La finalità più specifica di questo intervento innovativo a carattere sperimentale è di attivare un circolo virtuoso partendo da un numero contenuto, ma significativo, di istituti scolastici del territorio, in grado di assumere successivamente il ruolo di scuole polo per la formazione e l’innovazione.  L’intervento prevede l’affiancamento ad istituzioni scolastiche che vogliano dotarsi di infrastrutture e tecnologia adeguate e desiderino introdurre un’efficace didattica digitale nella propria offerta formativa, per portarle a diventare un centro di eccellenza e di attrazione sul proprio territorio, con benefici duraturi per l’intera comunità scolastica. Ciascun Progetto Pilota doveva prevedere la definizione di un progetto innovativo di carattere sperimentale strategico per la scuola proponente, l’acquisizione della corrispondente dotazione tecnologica, la formazione dei formatori e l’implementazione delle metodologie e dei dispositivi sperimentali con i propri studenti, oltre che adeguate attività di comunicazione.

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Ancona

Coldiretti Marche, sempre meno latte nelle Marche: “Meno allevamenti uguale abbandono del territorio”

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ANCONA – Meno consumi interni, più importazioni di prodotto estero e ora anche i rincari delle materie prime. In vista della convocazione per il 30 settembre del tavolo nazionale sulla filiera lattiero casearie nelle Marche si contano le macerie di un settore che negli anni ha segnato il passo nei confronti della concorrenza con la produzione di latte e di formaggi a registrare una diminuzione lenta e, finora, inesorabile. Vero che, a differenza di altre regioni, la propensione di molte aziende a trasformare il latte in laboratori propri e provvedere successivamente alla vendita diretta nel proprio punto aziendale o nei mercati contadini (come quelli di Campagna Amica, ad esempio) ha protetto gli allevatori dai ribassi economici per i conferimenti ma è altrettanto chiaro che l’assenza di un’adeguata remunerazione ha frenato gli investimenti in questo settore. Ad oggi nelle Marche si contano oltre 3.200 allevamenti con circa 48mila bovini ma di appena il 13% è orientato verso il latte. Nel corso del 2021, tra gennaio e luglio, le Marche hanno conferito 14mila tonnellate di latte vaccino, il 7% in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno ma il trend è negativo da anni: in 20 anni la produzione di latte si è dimezzata. Idem per il latte di pecora la cui produzione si aggira sulle 3600 tonnellate, scesa del 35% negli ultimi 20 anni. “La chiusura delle stalle – fa notare Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche – porta con sé l’addio a un’intera filiera fatta di animali, prati, formaggi e presidio del territorio. Dietro ogni azienda ci sono persone ed economia in aree disagiate che altrimenti sarebbero abbandonate. Una adeguata remunerazione del lavoro degli allevatori è condizione imprescindibile per mettere al sicuro tutta la filiera e continuare a garantire ai consumatori prodotti sicuri e di qualità che sostengono l’economia, il lavoro e i territori italiani”. Un settore che vale 28 milioni di valore della produzione, dato altalenante ma stabile e sorretto dall’export. Già perché i consumi interni, secondo i dati Istat, sono diminuiti. Gli italiani che consumano latte almeno una volta al giorno passano dal 60% di 10 anni fa al 48% odierno (marchigiani dal 59% al 44%) mentre scendono dal 23% al 20% quelli che mangiano formaggi almeno una volta al giorno (Marche dal 16% al 13%). Le esportazioni invece sono triplicate dal 2000 e sono, ad oggi, a quota 15 milioni di euro. Nel primo semestre 2021 siamo già a 8,1 milioni di euro di scambi con l’estero.

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Ancona

Covid-19, Regione Marche: in campo 84 medici per le cure domiciliari

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ANCONA – In campo 84 medici specialisti provenienti dalle aziende ospedaliere e aree vaste marchigiane per le cure domiciliari ai malati Covid in tutta la regione. Il provvedimento, uno dei primi del genere in Italia, è stato approvato oggi dalla giunta su proposta dell’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini che lo ha poi illustrato alla stampa insieme al presidente della Regione Francesco Acquaroli.

“Le cure domiciliari sono innanzitutto una richiesta che ci viene rivolta dal territorio e da tutti coloro che vivono con apprensione l’avvicinarsi dell’autunno e dell’inverno – ha detto Acquaroli -. In questo modo potremo evitare l’ospedalizzazione ed essere comunque vicini ai cittadini contagiati nelle loro case. Consolidare il legame di cura tra struttura sanitaria e territorio, finalizzato ad una gestione clinica a domicilio sempre più tempestiva, appropriata ed efficace dei pazienti COVID costituisce, inoltre, una strategia molto importante per far sì che i nostri ospedali possano tornare ad occuparsi di tutte le altre patologie”.

“Mettiamo a disposizione tutte le risorse a nostra disposizione per combattere questa pandemia – ha proseguito Saltamartini -. E’ possibile ridurre la pressione sulle strutture ospedaliere e residenziali territoriali gestendo efficacemente a casa i pazienti con forme di malattia da lievi a moderate . Si è imposta, pertanto, la necessità di elaborare, sulla base della letteratura scientifica e dell’esperienza clinica maturate nel corso dell’epidemia, le indicazioni operative più aggiornate sulla gestione del paziente a domicilio anche in termini di teleconsulto e telemedicina, ferma restando la centralità del medico di famiglia o pediatra di libera scelta che, conoscendo le patologie pregresse, i fattori di rischio e il contesto socioambientale del paziente, può intervenire prescrivendo i farmaci più appropriati con un timing corretto. La stretta collaborazione tra specialisti, medici delle cure primarie e il personale delle USCA (Unità speciali di continuità assistenziale) riveste importanza cruciale: il medico di medicina generale si occupa dell’anamnesi, l’Usca interviene a domicilio e, in base alle patologie, sintomi e fase della malattia, viene coinvolto uno specialista per la terapia da adottare”.

A questo scopo l’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini, ha anche dato mandato agli enti del SSR di definire entro il 1° ottobre prossimo un protocollo di intesa per regolamentare le forme di collaborazione tra medici ospedalieri e medici delle cure primarie, come espressamente stabilito in sede di “ Cabina di Regia “ regionale per il contrasto all’emergenza COVID in data 6 settembre 2021.
Il protocollo definirà quindi le modalità e i criteri per fornire ai medici delle cure primarie che agiscono a domicilio dei pazienti Covid, il supporto dei medici specialisti di varie branche messi a disposizione dalle Aziende Sanitarie e/o Ospedaliere della Regione Marche. Le modalità organizzative per garantire questo supporto possono includere sia il teleconsulto anche in modalità di videoconsulenza sia, qualora ritenuto necessario, una consulenza.
Il teleconsulto è un’indicazione di diagnosi e/o di scelta di una terapia senza la presenza fisica del paziente. Si tratta di un’attività di consulenza a distanza fra medici che permette ad un medico di chiedere una “second opinion” ad uno o più medici specialisti, in ragione della loro specifica competenza, sulla base di informazioni mediche legate alla presa in carico del paziente. I soggetti abilitati ad attivare il teleconsulto e la visita di consulenza a domicilio sono i MMG, i PLS e i medici delle USCA.

Medici specialisti a disposizione 84 :
AOU Ancona: 4 infettivologi, 2 pneumologi, 2 internisti, 2 neurologi, 2 pediatri 
AO Marche Nord: 2 internisti; 1 pneumologo, 1 infettivologo
INRCA: 1 internista, 1 cardiologo, 1 pneumologo, 1 geriatra, 1 fisiatra, 1 nefrologo
ASUR:
AV1: 3 internisti, 2 cardiologi
AV2: 9 internisti, 5 cardiologi, 4 neurologi,
AV3: 3 pneumologi, 5 cardiologi, 4 neurologi, 3 infettivologi, 3 internisti
AV4: 3 internisti, 2 cardiologi, 2 neurologi
AV5: 3 pneumologi, 4 cardiologi, 4 neurologi, 3 internisti

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