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Ancona

Incentivi per l’adozione di cane e gatti, approvata la mozione

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ANCONA – Incentivare l’adozione di cani e gatti anziani e valorizzare i canili e gattili pubblici, prevedendo attività collaterali di promozione sociale al servizio della comunità (corsi di comportamento, di cura, di toelettatura, agility dog, etc.). Sono due delle proposte contenute nella risoluzione approvata ieri, 14 novembre, in Assemblea Legislativa Marche su impulso della consigliera regionale Romina Pergolesi, che ha integrato la mozione presentata dal consigliere Sandro Bisonni.

A larga maggioranza, l’aula ha accolto l’atto dell’esponente pentastellata, in cui si impegna la giunta Ceriscioli ‘a definire celermente lo specifico protocollo regionale per favorire e facilitare l’adozione degli animali; a pubblicare su apposita pagina dedicata del sito della Regione Marche il censimento di tutte le strutture pubbliche e private dettagliato, in formato aperto e per ciascuna struttura, con il dato degli animali ospitati, il tempo di permanenza ed il numero di adozioni, nonché la classificazione della motivazione di carico/scarico (ad esempio morte del proprietario, trasferimento in altre strutture della regione o fuori regione, ecc.); a pubblicare sul suddetto censimento, dettagliato per ciascuna struttura, i sopralluoghi trimestrali effettuati dal Servizio veterinario dell’Asur competente per territorio, la relazione semestrale e quella annuale attestante l’attività svolta delle strutture; a prevedere un percorso di riconversione dei canili e gattili pubblici con attività di promozione sociale al servizio della comunità (esempio: corsi di comportamento, di cura, di toelettatura, agility dog, ecc…) all’interno dei canili o gattili stessi; a promuovere maggiori incentivi all’adozione di cani e gatti anziani (tali incentivi non possono, comunque, consistere nella concessione di contributi in denaro all’adottante)’.

Romina Pergolesi

Tutelare gli animali d’affezione e prevenire il randagismo sono le due finalità prioritarie di questa risoluzione – spiega la consigliera Pergolesi, tramite comunicato –. Sono molto soddisfatta del voto in consiglio regionale e ringrazio i colleghi con i quali ho condiviso l’istanza. Solo un pizzico di rammarico per la scelta del consigliere Busilacchi, sempre attento e vicino ai temi animalisti, di uscire dall’aula in occasione del voto’.

L’atto è passato con 18 voti favorevoli (nessun contrario).

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Al via il Premio internazionale della Fisarmonica di Castelfidardo

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CASTELFIDARDO – Cinque giorni di concerti, seminari, audizioni, incontri e mostre. Con la fisarmonica protagonista indiscussa. Il Premio Internazionale della Fisarmonica di Castelfidardo è ai nastri di partenza. Da domani, martedì 28 settembre, fino a sabato 2 ottobre, la cittadina marchigiana, patria dello straordinario strumento, accoglierà grandi interpreti e nuovi talenti pronti a sprigionare energia, gioia e vitalità. 

Il Pif 2021 aprirà ufficialmente domani (martedì 28 settembre) con il grande concerto di Eugenio Bennato (ore 21.30, Parco delle Rimembranze), ma un assaggio si avrà già questa sera (Auditorium San Francesco, ore 21.30) con l’esibizione del maestro d’organetto Filippo Gambetta. Spettacolo, quest’ultimo, inserito nell’ambito del cartellone collaterale di spettacoli, Pif Off.  

Tra i grandi volti della rassegna, quest’anno sotto la direzione artistica del Maestro calabrese Antonio Spaccarotella, c’è anche quello di Filippo Arlia che a 32 anni è il più giovane direttore d’Italia di un Conservatorio, oltre che fondatore e direttore dell’Orchestra Filarmonica della Calabria, la resident della manifestazione. Brillante e versatile musicista della scena internazionale, Arlia è protagonista fin da subito accompagnando Eugenio Bennato nel concerto di apertura. La Filarmonica calabrese sarà anche accanto agli oltre 200 concorrenti del Premio ed in particolare ai finalisti della categoria premio, il riconoscimento più importante, assegnato venerdì 1° ottobre ore 15 al Cinema Teatro Astra, da una giuria internazionale di qualità presieduta dal fisarmonicista e compositore Corrado Rojac.

Un ritorno a Castelfidardo per Arlia ad oltre 10 anni da una delle prime esibizione di Duettango, il progetto musicale che lo vede al piano al fianco del fisarmonicista e bandoneonista Cesare Chiacchieretta.  

“Sono molto emozionato – ammette il Maestro Arlia – perché torno al Pif dopo così tanto tempo ed è un’emozione. Siamo, senza retorica, al Festival fisarmonicistico più importante e da quest’anno con i nomi che ci sono abbiamo un arricchimento del cartellone. I miei migliori auguri anche al direttore artistico Antonio Spaccarotella per la riuscita di questa edizione. Sarà anche molto interessante vedere come un Festival così blasonato nell’ambito della fisarmonica si apra a personaggi vicini a questo strumento ma non propriamente fisarmonicisti. Questo è un valore aggiunto perché significa che il Pif si prepara a respirare un’aria ancora più coinvolgente e internazionale”. 

Proprio Duettango, con l’ex Matia Bazar Silvia Mezzanotte, sarà di scena il 1° ottobre alle 21.30 al Cinema Teatro Astra. Per l’occasione tornerà a suonare dopo oltre 80 anni il bandoneon appartenuto ad Astor Piazzolla bambino e usato per le sue prime composizioni, restaurato dalle mani sapienti degli artigiani fidardensi.

Tutto è pronto, dunque, per la 46° edizione del Pif, promosso da Comune e Pro loco di Castelfidardo, con il patrocinio di Regione Marche, Camera di Commercio di Ancona e Siae.

Una kermesse, fitta di iniziative, che promette di trascinare il pubblico in un vortice di emozioni, grazie a una proposta musicale di qualità, originalità e valore. Nell’occasione, i luoghi più significativi e suggestivi di Castelfidardo si animeranno da mattina a sera. Tra questi il Parco delle Rimembranze con il suo Monumento Nazionale delle Marche, dedicato all’Unità d’Italia, di cui si celebra il 160° anniversario, che proprio dalla famosa battaglia fidardense ebbe inizio. 

Qui, come detto, si aprirà il Pif con lo spettacolo di Bennato e qui si concluderà, sabato 2 ottobre ore 21.30, con lo show di Stefano Bollani accompagnato dalla fisarmonica di Antonello Salis. Un gran finale per la rassegna, preceduto dal live del duo Antonello Salis e Simone Zanchini. In caso di pioggia i due concerti si terranno al Cinema Teatro Astra.

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Trasformazione digitale e didattica orientativa nelle scuole: la regione Marche avvia il progetto pilota

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ANCONA – Avviare e sostenere un processo strategico di sviluppo del sistema formativo regionale, attraverso la realizzazione di concreti interventi di didattica orientativa basati sulla trasformazione digitale di istituti scolastici. Sono queste le finalità di un bando destinato alle scuole secondarie di primo grado e scaduto a luglio scorso con cui la Regione ha impegnato risorse per 750 mila euro per la realizzazione di un progetto pilota. In questi giorni è stata approvata la graduatoria che mette a disposizione di 5 istituti scolastici che hanno presentato la candidatura, 150 mila euro ciascuno. 

Ecco i progetti: #Podesti for Future Istituto Comprensivo Statale “Posatora-Piano-Archi” Ancona; GAMING TOUR – AN  Istituto Comprensivo Statale “Carlo Urbani” Jesi (AN); Progetto sperimentale per la didattica orientativa e digitale Ascoli Piceno  Istituto Comprensivo Statale Monticelli  “Don Luigi Giussani” Ascoli Piceno; Didattica orientativa e digitale provincia di Fermo Istituto Comprensivo Statale “Falerone” Falerone (FM); GAMING TOUR – MC Istituto Comprensivo Statale “Enrico Mestica” Macerata. Per l’ambito provinciale di Pesaro-Urbino il progetto è stato presentato da una scuola che non possedeva i requisiti richiesti dall’avviso e non è stato possibile finanziarlo.

“Si tratta di un salto di qualità del sistema formativo della Regione – spiega l’assessore all’Istruzione, Giorgia Latini – nel segno dell’innovazione e dell’innalzamento dei livelli di apprendimento. Vogliamo sostenere un processo che preveda il passaggio da una scuola che propone soltanto percorsi standard a una scuola con una didattica individualizzata, flessibile e perciò basata sulla personalizzazione dei piani di studio e sulla valorizzazione delle attitudini e delle potenzialità di ogni studente, avvalendosi delle scoperte delle scienze cognitive e delle neuroscienze. Purtroppo non è stato possibile finanziare tutti i progetti ma vedremo in futuro di programmare un nuovo intervento.”

Ma cos’è la didattica orientativa? E’ il principale strumento per favorire l’acquisizione di competenze orientative generali e l’auto-orientamento, che conducono al benessere dello studente e al successo formativo. Ogni docente riveste una funzione tutoriale verso i suoi allievi e deve utilizzare la disciplina in un’ottica orientante al fine di sostenere ciascuno nello sviluppo della coscienza di sé, della consapevolezza, delle risorse relazionali, cognitive e metacognitive e delle competenze decisionali e di scelta.

La finalità più specifica di questo intervento innovativo a carattere sperimentale è di attivare un circolo virtuoso partendo da un numero contenuto, ma significativo, di istituti scolastici del territorio, in grado di assumere successivamente il ruolo di scuole polo per la formazione e l’innovazione.  L’intervento prevede l’affiancamento ad istituzioni scolastiche che vogliano dotarsi di infrastrutture e tecnologia adeguate e desiderino introdurre un’efficace didattica digitale nella propria offerta formativa, per portarle a diventare un centro di eccellenza e di attrazione sul proprio territorio, con benefici duraturi per l’intera comunità scolastica. Ciascun Progetto Pilota doveva prevedere la definizione di un progetto innovativo di carattere sperimentale strategico per la scuola proponente, l’acquisizione della corrispondente dotazione tecnologica, la formazione dei formatori e l’implementazione delle metodologie e dei dispositivi sperimentali con i propri studenti, oltre che adeguate attività di comunicazione.

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Coldiretti Marche, sempre meno latte nelle Marche: “Meno allevamenti uguale abbandono del territorio”

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ANCONA – Meno consumi interni, più importazioni di prodotto estero e ora anche i rincari delle materie prime. In vista della convocazione per il 30 settembre del tavolo nazionale sulla filiera lattiero casearie nelle Marche si contano le macerie di un settore che negli anni ha segnato il passo nei confronti della concorrenza con la produzione di latte e di formaggi a registrare una diminuzione lenta e, finora, inesorabile. Vero che, a differenza di altre regioni, la propensione di molte aziende a trasformare il latte in laboratori propri e provvedere successivamente alla vendita diretta nel proprio punto aziendale o nei mercati contadini (come quelli di Campagna Amica, ad esempio) ha protetto gli allevatori dai ribassi economici per i conferimenti ma è altrettanto chiaro che l’assenza di un’adeguata remunerazione ha frenato gli investimenti in questo settore. Ad oggi nelle Marche si contano oltre 3.200 allevamenti con circa 48mila bovini ma di appena il 13% è orientato verso il latte. Nel corso del 2021, tra gennaio e luglio, le Marche hanno conferito 14mila tonnellate di latte vaccino, il 7% in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno ma il trend è negativo da anni: in 20 anni la produzione di latte si è dimezzata. Idem per il latte di pecora la cui produzione si aggira sulle 3600 tonnellate, scesa del 35% negli ultimi 20 anni. “La chiusura delle stalle – fa notare Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche – porta con sé l’addio a un’intera filiera fatta di animali, prati, formaggi e presidio del territorio. Dietro ogni azienda ci sono persone ed economia in aree disagiate che altrimenti sarebbero abbandonate. Una adeguata remunerazione del lavoro degli allevatori è condizione imprescindibile per mettere al sicuro tutta la filiera e continuare a garantire ai consumatori prodotti sicuri e di qualità che sostengono l’economia, il lavoro e i territori italiani”. Un settore che vale 28 milioni di valore della produzione, dato altalenante ma stabile e sorretto dall’export. Già perché i consumi interni, secondo i dati Istat, sono diminuiti. Gli italiani che consumano latte almeno una volta al giorno passano dal 60% di 10 anni fa al 48% odierno (marchigiani dal 59% al 44%) mentre scendono dal 23% al 20% quelli che mangiano formaggi almeno una volta al giorno (Marche dal 16% al 13%). Le esportazioni invece sono triplicate dal 2000 e sono, ad oggi, a quota 15 milioni di euro. Nel primo semestre 2021 siamo già a 8,1 milioni di euro di scambi con l’estero.

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