Inquinamento, plastica nei fiumi: rimuoverla ora si ‘Po’. Arrivano le risorse

Il consigliere regionale pentastellato Piergiorgio Fabbri si è visto approvare una mozione per impegnare la giunta Ceriscioli a realizzare progetti e attività volti a ridurre l'inquinamento nei corsi d'acqua marchigiani, con particolare riferimento ai materiali plastici. La richiesta è stata fatta propria anche dalle altre forze politiche

ANCONA – ‘Stanziare adeguate risorse nel bilancio regionale per la realizzazione di progetti e attività volti a rimuovere i rifiuti presenti lungo i corsi d’acqua e a prevenirne l’eventuale nuovo apporto’.

È quanto farà la regione su impulso del consigliere regionale del Piergiorgio Fabbri, che ha impegnato la giunta Ceriscioli a stanziare fondi ad hoc al fine di ridurre l’inquinamento ambientale, con particolare riferimento ai materiali plastici. Un’istanza fatta propria anche dalle altre forze politiche, che l’hanno sottoscritta in maniera convinta.

Piergiorgio Fabbri

‘Una parte sostanziale dei detriti di plastica presenti in mare proviene dall’entroterra – osserva Fabbri –, in quanto i fiumi e i canali minori ne costituiscono le principali vie di trasporto, e quindi risulta di fondamentale importanza l’intercettazione di rifiuti presenti nei corsi d’acqua marchigiani. Seguiamo da tempo la questione e anche la regione si è mossa con due leggi, che però si concentrano principalmente su spiagge, mari e sulla pesca. Ho ritenuto opportuno, pertanto, intervenire ‘a monte’ del problema’.

L’esponente pentastellato propone – si legge nel suo comunicato – la costituzione di un tavolo tecnico di coordinamento finalizzato anche alla sottoscrizione di un protocollo d’intesa tra la Regione Marche, ARPA Marche, le ATA le associazioni operanti nel settore, le Autorità di Bacino, il consorzio di bonifica, e gli Enti che svolgono funzioni in materia di gestione dei corsi d’acqua, affinché si realizzino progetti a livello di bacino idrografico per adottare dispositivi che ‘blocchino’ i rifiuti presenti nelle acque fluviali prima che giungano al mare.

‘Si stanno sviluppando alcune tecniche per intercettare i rifiuti fluviali – evidenzia sempre Fabbri –, come ad esempio le barriere in polietilene che intercettano, selezionano, intrappolano e, infine, raccolgono la plastica galleggiante e altri rifiuti, utilizzate nel fiume Po nel progetto pilota ‘Un Po D’Amare’, o le reti posizionate sull’uscita dei tubi di drenaggio’.