Nobile Capuani: “io dipinto come un criminale, sono innocente e lo dimostrerò”

Nobile Capuani
Il dirigente di società calcistiche Nobile Capuani

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nobile Capuani, sanbenedettese, è un dirigente di società calcistiche. Ha lavorato spesso nei settori giovanili, ma ha avuto ruoli anche nelle prime squadre. Diverse le esperienze che ha accumulato: L’Aquila, Giulianova, Poggibonsese. Poi un paio d’anni in Spagna, dove ha ottenuto celebrità, sebbene non di un tipo particolarmente apprezzato. Il suo nome infatti, un paio d’anni fa ha fatto il giro del mondo ed è apparso su alcune delle testate più famose, come El Pais e Marca. Ma non si è trattato di articoli nei quali qualcuno vorrebbe leggere il proprio nome. È stato infatti oggetto di numerose e pesantissime accuse, per le quali è stato trattenuto per un fermo di 20 ore: corruzione e calcio scommesse. Tuttavia, sebbene sia indagato, nessun procedimento è aperto nei suoi confronti. Lui si è sempre dichiarato innocente e vuole raccontare la sua versione dei fatti.

<<Hanno distrutto la mia immagine e la mia reputazione. Io non ho fatto nulla di quello di cui mi accusano, anzi sono stato tra coloro che hanno denunciato. Nessuno mi ha concesso fiducia e sono stato trattato come l’ultimo dei delinquenti. Ovviamente tutto ciò ha avuto fortissime ripercussioni su tutta la mia famiglia. Sono stato investito da un’ondata di fango. Adesso lotto per ristabilire la mia immagine>> commenta Capuani.

La notizia del suo arresto ha fatto in brevissimo tempo il giro del mondo. Descritto come una sorta di padrino delle partite truccate, è stato accusato anche di avere ottenuto denaro da alcuni giovani calciatori italiani, in cambio di una maglia da titolare.

<<Io non ho mai fatto nulla del genere. I settori giovanili in Italia sono retti dai genitori. Questo lo sanno tutti. Le giovanili sono a pezzi, non hanno risorse, ma soltanto spese altissime. Tutto quello che entra finisce in prima squadra. In Spagna è un po’ diverso, perché sono semiprofessionisti. Solo 8 devono avere un contratto depositato in Lega. Gli altri hanno contratto amatoriale. Io quindi facevo un discorso diverso alle famiglie. Dicevo ai genitori: se pensate che vostro figlio possa giocare a calcio, io posso trovargli una sistemazione ed un campo. Fate da voi i conti di quanto potreste spendere ed affidatemi il budget. Ma non chiedermi di farlo giocare.>>

I primi problemi per lui sono cominciati in Spagna nel 2016. All’epoca era il presidente dello Jumilla, club di serie C. Questa società l’anno successivo è passata nelle mani di qualcun altro. A detta di Capuani, si sarebbe trattato di una cessione fraudolenta, avvenuta tramite firme fasulle e in contesti non consoni. Il procedimento è attualmente in corso, ma Capuani è sicuro di avere ragione e di riottenere la squadra. <<Ero diventato presidente dello Jumilla nel gennaio. L’avevo acquisita per elezione, facendo fronte a tutti i debiti che aveva contratto. Due giorni dopo mi si presentano l’allenatore ed il preparatore, chiedendomi dello stipendio. Non erano nella lista dei tesserati e mi risultava che fossero sponsorizzati. Loro non erano di questo avviso e sostenevano di avere un contratto, che ho chiesto mi mostrassero. Me lo portarono due giorni dopo: un contratto biennale da 120 mila euro all’anno, ciascuno. Praticamente il budget totale della squadra>>. Tuttavia qualcosa non convince Capuani, che fa delle verifiche: <<la data era stata modificata. Risultava essere stata apposta in un periodo in cui non era consentito farlo, cioè durante la finestra temporale riservata ad eventuali opposizioni alla mia elezione. Le firme non erano quelle dei precedenti presidente e segretario e questo è stato dimostrato anche da una perizia calligrafica. Mi sono allora recato in federazione per vedere l’originale, ma non mi è mai stato concesso>>. Per ottenere aiuto si è rivolto ad un avvocato, Paco Serrano. Secondo Nobile Capuani, il legale gli ha fatto firmare una serie di documenti. Tra questi, a sua insaputa, avrebbe firmato anche il contratto di cessione della società. <<In un colpo solo avevo perduto tutto, la squadra e l’investimento. Alcuni membri della dirigenza, insieme all’attuale presidente, hanno steso un documento, che non potrebbe avere valenza, al tavolo di una bar. Ebbene questo documento è stato accettato e depositato in federazione. Anche in questo caso ho chiesto di vedere l’originale ed ho fatto effettuare le perizie calligrafiche>>.  Non ottenendo risposte, nel marzo procede denunciando per truffa l’avvocato Serrano, la dirigenza dello Jumilla e la Federazione.

Nel frattempo aveva intrapreso un nuovo progetto. Nel gennaio 2017, diventa direttore sportivo dell’ Eldense. <<Ero sicuro che avrei dimostrato le mie ragioni e che avrei riottenuto lo Jumilla. Nel frattempo decido di mettermi in gioco nell’Eldense, una società della stessa serie, ma ormai già spacciata: aveva solo 9 punti>>.

In breve, inizia a serpeggiare il sospetto che le partite dell’Eldense fossero truccate. Qualcuno dei giocatori si sarebbe accordato sul risultato finale di alcuni match. <<Avevo sentito alcune voci sui risultati combinati e sui calciatori coinvolti. Allora ho messo fuori squadra questi giocatori. Ma non è così semplice, perché in un’occasione non solo si era scommesso sul risultato, ma ci dovevano essere anche due rigori, puntualmente assegnati. Questo significa che anche la Federazione era coinvolta. D’altronde un paio di mesi dopo sono stati tutti arrestati. Mi hanno messo in mezzo perché avevano bisogno di un capro espiatorio>>

La partita che fa scoppiare il caso è Barcellona B – Eldense, terminata 12 a 0. Partono le accuse di calcio scommesse.  Vengono arrestati Nobile Capuani e l’allenatore Filippo Vito di Pierro. <<Io sono stato trattenuto per 20 ore ed al momento sono l’unico indagato.>> Pesantissime le accuse contro il gruppo “dei dirigenti italiani” tra cui anche  quella di far giocare tre conterranei, in cambio di denaro. <<Mi sono recato in Caserma per denunciare i responsabili, avendo messo insieme una serie di documenti che dimostravano la mia estraneità e sono stato sottoposto al fermo. Per tre giorni ho girato diverse caserme ed anche la federazione per presentare denuncia, ma non me l’hanno permesso. Quando sono stato portato di fronte al Giudice, ammanettato, questi mi ha liberato subito dopo avermi ascoltato. Al momento nessun procedimento è aperto nei miei confronti>>.

Capuani adesso sta attendendo che venga concluso il processo relativo alla cessione dello Jumilla ed è convinto che il verdetto sarà positivo. Ha anche querelato alcuni giornali, che l’hanno definito perfino mafioso.<<Sono stato dipinto come il più grande criminale di questa terra, ma sono soltanto uno che è stato messo in mezzo. Col tempo dimostrerò le mie ragioni e ristabilirò la mia immagine>> conclude Nobile Capuani.

Per raccontare la sua storia ha anche aperto un canale YouTube (che potete consultare qui) nel quale ha caricato alcuni video in cui espone le sue ragioni.