Samb, Volpicelli a cuore aperto

L'attaccante rossoblu attraversa un buon momento di forma

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Emilio Volpicelli, attaccante classe 1992, è tornato a parlare ai nostri microfoni soffermandosi sulla vittoria di domenica scorsa con il Rimini e sul suo buon momento di forma.

“Volevamo questa vittoria a tutti i costi e siamo contenti per aver ritrovato i tre punti.

L’assist per Di Massimo?

E’ una situazione che proviamo in allenamento, il mister ci fa provare parecchie soluzioni durante la settimana e quello che mi chiede cerco poi di metterlo in campo nel migliore dei modi.

Ora però è già tempo di pensare alla trasfera di Bolzano”.

L’attaccante poi ha parlato del suo buon momento di forma, iniziato dalla gara di Ravenna.

“All’inizio ho trovato poco spazio, ero ancora della ricerca della migliore condizione fisica, poi dopo la vittoria di Ravenna è andato tutto in discesa, ma questo deve essere un punto di partenza: dobbiamo continuare tutti a dare sempre il massimo e a migliorarci partita dopo partita.

Sono comunque contento per queste prestazioni, avevo voglia di riscatto dopo le pene che ho sofferto la scorsa stagione quando a seguito del fallimento della Pro Piacenza sono rimasto fermo una stagione intera in pratica (la presenza in coppa Italia con la Salernitana non gli permise di cambiare squadra a gennaio ndr).

Avevo voglia di riscatto e di dare il meglio di me in una piazza importante come quella di San Benedetto ma, ripeto, piedi per terra e lavorare sempre”.

Volpicelli ha iniziato a tirare i primi calci al pallone con la scuola calcio di Scampia.
“Ho iniziato a 5 anni, un anno prima rispetto agli altri.

Ho un fratello che gioca anche lui a calcio e da bambini non perdevamo occasione per giocare a pallone, anche in casa.

Poi dopo una parentesi nel settore giovanile del Napoli, a 14 anni ho lasciato la famiglia e mi sono trasferito ad Ascoli Piceno dove ho fatto tutta la trafila giovanile prima di iniziare la carriera tra i grandi. 2 anni in D poi in Eccellenza, poi di nuovo in D dove ho vinto due campionati a Venezia e Andria poi la prima parentesi nei professionisti, sempre con l’Andria, dove ho subito però due infortuni alle caviglie che mi hanno condizionato nel rendimento.

Sono ripartito di nuovo in D con il Francavilla e ho realizzato 29 gol da attaccante esterno ed è arrivato poi il contratto con la Salernitana.

Lo scorso anno voglio, invece, dimenticarlo in fretta: ora sono felicissimo di essere qui e darò il massimo fino alla fine”.

L’attaccante ha un bimbo di 1 anno e mezzo che sembra già essere molto preso dal calcio: “Sì, è vero. Quando torno a casa giochiamo di continuo con il pallone e in pratica faccio doppia seduta tutti i giorni (ride ndr).

E’ anche venuto al Riviera a vedermi, insieme alla mia compagna, e devo dire che hanno portato bene!

Loro sono la mia vita e mi stanno sempre vicini soprattutto nei momenti difficili. Li amo immensamente.

Cosa posso dire ai ragazzi che come me lasciano gli affetti per inseguire il sogno del calciatore?

Dico che, anche se è dura, di non mollare mai, di allenarsi sempre al meglio e di ascoltare i consigli del proprio allenatore, il calcio alla fine ripaga sempre”.