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Ascoli Piceno

Ascoli capofila tra sei comuni del Piceno per un progetto europeo da 6 milioni

Carlo Di Natale

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ASCOLI PICENO – Si sbarca direttamente in Europa con un progetto innovativo e di area vasta.

Il Comune di Ascoli Piceno in qualità di autorità urbana capofila ha sottoscritto un protocollo d’intesa insieme ai comuni di Castel di Lama, Colli del Tronto, Folignano, Maltignano e Spinetoli per rispondere alla 5^ Call del bando europeo ‘Urban Innovative Actions’ (UIA), un’iniziativa dell’Unione Europea che fornisce alle aree urbane di tutta Europa risorse per testare soluzioni nuove e non provate per affrontare le sfide urbane sulla base dell’articolo 8 del FESR.

L’iniziativa ha un bilancio totale del FESR di 372 milioni di EUR per il periodo 2014-2020.

Urban Innovative Actions per questa 5^ call aveva scelto quattro pilastri sui quali progettare: Qualità dell’aria, Economia circolare, Cultura e patrimonio culturale e Cambiamento demografico.
Le autorità urbane potevano scegliere solo uno dei quattro pilastri, ma comunque nell’ambito del progetto da presentare potevano fare riferimento agli altri tre.

Ascoli Piceno ha puntato sul Cambiamento demografico. Il tema è quello di recuperare residenti sia per il capoluogo che dagli oltre 50 mila abitanti oggi è sceso a 48 mila. E i Comuni che hanno sottoscritto il protocollo d’intesa hanno problematiche simili.

L’Unione Europea con UIA chiedeva un progetto Innovativo, proponendo un progetto mai realizzato altrove in Europa; Partecipativo, coinvolgendo le principali parti interessate potatrici di competenza e conoscenza al progetto, sia nella progettazione che nell’attuazione; di buona qualità, cioè avere ambizioni realistiche, attività coerenti e una gestione efficace, un budget coerente e proporzionato e accordi di gestione efficaci per la riuscita del progetto; Misurabile, definendo risultati chiari che possono essere misurati e quantificati; Trasferibile: affrontando una sfida urbana che può essere rilevante per le altre autorità urbane in Europa.

Urban Innovative Actions permette di chiedere un contributo massimo di 5 milioni di euro come cofinanziamento dell’80% della somma prevista per la realizzazione del progetto. Il comune di Ascoli Piceno e i suoi partner Bim Tronto, UniCam e Hub21, che costituiscono la delivery partner che cofinanzieranno con il restante 20%, cioè 1 milione di euro, il progetto complessivo da 6 milioni di euro.

Il Comune è partito dal concetto di Smart City e ha posto come valore l’ex Convento di San Domenico (ex Istituto Trebbiani nel quartiere Piazzarola) conferendo l’immobile come valore di cofinanziamento per la sua parte. Così hanno fatto gli altri partner: Il Bim Tronto nel potenziare azioni turistiche tramite il patrimonio culturale per attrarre turisti che siano invogliati a diventare residenti in questi territori, l’UniCam per la progettualità, Hub21 nel formulare proposte di servizi innovativi per aumentare l’attrazione di nuovi residenti nei Comuni dell’intesa.

Si è puntato infatti per combattere il decremento demografico sull’housing sociale coniugato all’hub sociale: abitazioni con massimo risparmio energetico e quindi green, ma con affitti calmierati per premettere a giovani coppie o famiglie che non possono affrontare gli affitti di mercato di tornare a vivere nel centro storico della città.

Ma si è pensato che una semplice abitazione anche se di massima qualità non fosse da sola l’attrazione per vincere la fuga da questi territori. Occorreva porre nello stesso contenitore servizi innovativi che dessero prospettive occupazionali con nuove attività e rendessero la vita di chi vuol venire ad abitare nel centro storico di Ascoli Piceno o negli altri Comuni davvero funzionale. In questa prima fase dunque ai Comuni della rete, Ascoli Piceno nell’ambito del progetto, così come per i suoi abitanti, permetterà senza alcun costo di potere fare direttamente da casa i certificati che fino ad ora di norma si fanno presso l’ufficio anagrafe, o per l’iscrizione dei figli a scuola.

Significa sburocratizzare la vita dei cittadini, rendere disponibili dipendenti per altre mansioni. All’interno dell’ex Convento di San Domenico è prevista oltre la ristrutturazione per realizzare appartamenti di housing sociale, anche la realizzazione di un ambulatorio gestito da medici in pensione, un laboratorio nel riuso di materiale informatico e tecnologico in genere, una Scuola per la realizzazione di Gioielli del Popolo dei Piceni sotto il tutoraggio di archeologi sperimentali.

Nell’ambito del progetto prevista anche la digitalizzazione della biblioteca comunale presso il Polo di Sant’Agostino: dal Fondo antico, che comprende opere di grande qualità, alle copie dei giornali dell’emeroteca come fonte di storia contemporanea. Un servizio che verrà fornito in seguito agli altri Comuni. Queste attività saranno tutte fonte di nuova occupazione. Così pure la creazione di un nuovo brand moda nel tessile recuperando abiti dismessi eliminando una fase della loro vita, cioè lo smaltimento, rendendoli invece ancora fonte di sostenibilità e nuova occupazione con l’utilizzo di commercianti del settore abbigliamento che sono stati colpiti dalla crisi e competenze professionali espulse dall’importante settore del tessile nel Piceno e nel Santegidiese.

In una prima fase previsti circa 10 appartamenti di diverse superfici e almeno 6 locali per attività. Sarà ristrutturato un primo corpo di fabbrica per la partenza del progetto. Ma una volta che il progetto fosse approvato sono già state individuate forme d’investimento per ristrutturare l’intero edificio storico creando altre abitazioni.

Ci sono poi partner a sostegno non oneroso in questo momento che sono Bottega del Terzo Settore, Confindustria Centro Adriatico, Fondazione Carisap, Cgil, Cisl e Uil.

La scadenza – conclude il comunicato del comune di Ascoli Piceno – per questa 5^ e ultima Call di ‘Urban Innovative Actions’ era fissata alle ore 14 dello scorso 12 dicembre. Il progetto è stato inserito nella piattaforma online dell’Unione Europea l’11 dicembre.
Ora occorre attendere circa tre mesi per verificare l’esito che naturalmente si spera favorevole.

Intorno ai primi del 2020 si conosceranno quante autorità urbane in Europa hanno risposto al bando e quanto è il budget che l’Unione Europea ha previsto per i finanziamenti dei progetti approvati.

Ascoli Piceno

Il Sindaco di Monteprandone sull’ospedale del Piceno

L’intervento del Primo Cittadino della località marchigiana

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L’apertura del sindaco di Colli del Tronto Andrea Cardilli, espressa oggi a mezzo stampa, è l’ennesima conferma che c’è massima convergenza di intenti affinché si realizzi, in tempi brevi, un nuovo ospedale nel Piceno.

            Se si parla di un nuovo nosocomio però è necessario colmare gli errori di comunicazione, predisponendo un documento che analizzi costi e benefici.

            E’ necessario sapere quali sono le caratteristiche di questo ospedale, quanti posti letto, quali specialistiche verranno attivate, quale il personale da impiegare, quali costi avrà?

             Va redatta una analisi costi-benefici, mai realizzata fino ad oggi, in cui si spieghi ai cittadini, in maniera chiara, anche quale ruolo svolgeranno i due ospedali di Ascoli e San Benedetto e come verrà riorganizzata la medicina di prossimità.

            Se c’è una questione che l’emergenza Covid ha messo prepotentemente in evidenza, è che oltre a migliorare l’offerta ospedaliera, è necessario rafforzare e riorganizzare i servizi socio-sanitari. Penso ad esempio ai servizi di prossimità come l’assistenza domiciliare.

            Ripartiamo dunque dall’ascolto dei bisogni del territorio e dei cittadini, perseguendo un obiettivo comune: la tutela del diritto alla salute dei cittadini.

            Certo è che il territorio di Monteprandone è pronto da tempo ad accogliere il nuovo ospedale: c’è il progetto e c’è la volontà politica. 

            Ricordo infatti che già un anno fa, il Consiglio comunale si è espresso all’unanimità con una mozione in cui si ribadiva che il territorio di Centobuchi è l’ideale ubicazione in quanto si andrebbe a creare un presidio di eccellenza laddove vi è un bacino di utenza più ampio, come previsto dal Decreto Balduzzi.

Lo comunica l’ufficio stampa del Comune marchigiano.

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Ascoli Piceno

Fioravanti: Marche e Piceno poco interessati dal Decreto Semplificazioni

Intervento del Sindaco di Ascoli Piceno

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Marco Fioravanti (Il Martino - ilmartino.it -)

Riceviamo e pubblichiamo dal Sindaco di Ascoli Piceno. Chi vuole intervenire o replicare può contattare la nostra redazione, come per tutte le altre questioni politiche di altri articoli.

«Nella bozza del Decreto Semplificazioni, approvato “salvo intese” dal Governo e che prevede lo sblocco di alcune opere pubbliche ritenute strategiche per il rilancio infrastrutturale del nostro Paese, con grande dispiacere sono a constatare come il territorio Piceno – e più in generale la regione Marche – siano solo marginalmente interessati a tale misure di sostegno. Una decisione che reputo paradossale, considerando come il territorio marchigiano e il Piceno da anni stiano affrontando un grave isolamento infrastrutturale. Una mancanza di attenzione evidenziata non solo dagli amministratori locali, primi referenti dei disagi rilevati dai cittadini, ma anche da attività, esercenti commerciali e da quanti quotidianamente devono far fronte a conseguenti problemi di natura economica. Per tali ragioni, onde evitare che il Piceno e le Marche restino ancora una volta “infrastrutturalmente” ed economicamente penalizzate, ho voluto sollecitare l’attenzione del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, del Ministro delle infrastrutture Paola De Micheli e dei parlamentari del territorio sen. Giorgio Fede, on. Roberto Cataldi, on. Giorgia Latini e on. Rachele Silvestri, su tre emendamenti finalizzati a un concreto rilancio e sostegno di tali aree. 
In primis quello dell’arretramento dell’autostrada a 14: visti i tanti disagi e le lunghe code chilometriche nel tratto che insiste nei territori dell’Ascolano e del Fermano, l’arretramento dell’asse autostradale permetterebbe la realizzazione della terza corsia anche nel tratto Piceno, favorendo una mobilità su strada oggi fortemente penalizzata e consentendo una rivoluzione economica e di vivibilità di tali territori. 
In seconda istanza, la realizzazione dell’asse ferroviario Ascoli Piceno-Roma. La cosiddetta “Ferrovia dei Due Mari”, progetto da anni in cantiere, permetterebbe di far uscire dall’isolamento l’area sud delle Marche e le zone dell’entroterra. Poiché nel Decreto Semplificazioni la rete ferroviaria “Pescara-Roma” rientra all’interno delle opere strategiche, credo che anche la Ferrovia dei Due Mari debba essere presa in considerazione per mettere in collegamento la costa Adriatica a quella del Tirreno: un intervento che rappresenterebbe l’unica reale alternativa alla Strada Salaria come arteria di mobilità da e verso la Capitale. A tal proposito, credo sia necessario implementare una o più fermate ferroviarie ad alta velocità presso la stazione di San Benedetto del Tronto. 
Ultimo, ma non per importanza, il completamento infrastrutturale della Strada Statale 4 Salaria. I fondi previsti dal Decreto per la progettazione della variante del tratto tra Arquata del Tronto e Acquasanta Terme sono un sostegno necessario per dare il via alla lunga opera di rivitalizzazione di un’area dell’entroterra gravemente danneggiata dal sisma, ma tali misure non sono ancora sufficienti a risolvere i tanti problemi della strada che collega il Piceno, e i territori dell’entroterra danneggiati dal sisma, a Roma. 
Spero che queste proposte infrastrutturali, urgenti e fondamentali per favorire il rilancio di un territorio da anni in isolamento, possano avere l’attenzione che meritano da parte del Governo».

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Ancona

Nuovi casi nelle Marche di Covid-19

Aggiornamento odierno, nessun caso in provincia di Ascoli Piceno

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Nuovi casi nelle Marche di Covid-19.Il Gores ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 1179 tamponi: 660 nel percorso nuove diagnosi e 519 nel percorso guariti. Quattro casi positivi: uno registrato in provincia di Pesaro Urbino, uno in provincia di Ancona e due in provincia di Macerata.

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