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Marche

Imolese-Samb: i rossoblu vogliono ballare di nuovo la Mazurka

Luigi Tommolini

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Saranno 250 i supporters rossoblù presenti quest’oggi nella trasferta al “Romeo Galli” di Imola sito all’interno dell’ Autodromo “Enzo e Dino Ferrari”.

A tre giornate dalla fine del girone d’andata la Samb vorrà dare seguito alla limpida vittoria di domenica scorsa contro la FeralpiSalò per poi affrontare il Gubbio nel “Monday Nigth” del 9 dicembre e il Carpi in Emilia la domenica successiva.

Venticinque giocatori convocati da mister Montero per raccogliere punti fuori dal “Riviera” dopo tre sconfitte consecutive (Padova, Reggio, Bolzano), sette gol subìti e uno segnato.

L’ultima vittoria in trasferta (e gli ultimi punti realizzati) risale al 13 ottobre a Cesena, 3-1, gara purtroppo macchiata dalla scellerata espulsione nel finale del portiere Santurro, inizio di un periodo negativo con quattro sconfitte consecutive.

Terza sfida in terra romagnola che nelle due precedenti gare ha portato ad altrettante vittorie con due gol di scarto: oltre al sopra citato successo dell'”Orogel-Manuzzi” c’è da menzionare quello di Ravenna del 29 settembre risolto dalla doppietta di Frediani, 2-0.

Si spera, dunque, di ballare di nuovo la “Mazurka” anche per “vendicare” l’ingiusta eliminazione di Coppa Italia maggiore quattro mesi fa al termine della “lotteria” dei calci di rigore.

FORZA SAMB !!!!!

Luigi Tommolini



LISTA CONVOCATI



VERSO IMOLESE-SAMB: MISTER MONTERO

Verso Imolese-Samb: l'allenatore Paolo Montero

Verso Imolese-Samb: l'allenatore Paolo Montero

Pubblicato da Sambenedettese Calcio su Sabato 30 novembre 2019



TUTTI I PRECEDENTI IN CASA IMOLESE

Sono sette le gare ufficiali della Samb in casa Imolese, sei in campionato e una, l’ultima, nella Coppa Italia maggiore.

Teatro di gioco lo Stadio cittadino intitolato a Romeo Galli, bibliotecario e amministratore pubblico.

In Campionato il bilancio complessivo è di quattro vittorie della Samb, una dell’Imolese e un pareggio, 0-0, nell’ultima sfida.

Il primo scontro in calendario, il 25 maggio 1941, non viene disputato per l’ abbandono della Samb al torneo di Serie C.

Una trentina di anni dopo le due compagini si ritrovano in terza serie.

Qui si scontrano per tre stagioni consecutive con tre vittorie della Samb che non subisce reti.

Nella prima gara del 1970, il 4 gennaio, i rossoblù dell’ “uomo in nero”-Natale Faccenda, reduci dalla vittoria corsara di Ravenna, battono di misura gli emiliani, 1-0 con la rete dell’offidano Nicola Traini dopo cinque minuti di gioco.

Il 28 febbraio dell’anno seguente la Samb di Faccenda vince all’inglese, 2-0. Di nuovo repentino il vantaggio rossoblu, al sesto minuto, con Fabio Antonioli. L’Imola alla mezzora del primo tempo sostituisce il portiere Franco Ciccarelli con quello di riserva, Idio Cassani. Alla mezzora della ripresa è Lucio Mongardi, su calcio di rigore, a chiudere di fatto la contesa.

Nove mesi dopo, il 21 novembre 1971, è ancora 2-0 per i ragazzi di Faccenda, questa volta assegnato dal Giudice Sportivo. Sul campo, invece, la gara termina 2-2: doppio vantaggio sambenedettese nel primo tempo con Giovanni Carnevali al 26°, su rigore, e Daniele Agostini al 44°. Gli emiliani segnano nella ripresa con Vincenzo Bologna al 32° e Angelo Amadori, cinque minuti dopo.

L’11 ottobre 1998, nel C.N.D., arriva l’unico successo casalingo dell’ Imolese sulla Samb, 2-1. Massimo Mercuri al quarto d’ora del primo tempo, con un delizioso pallonetto, porta in vantaggio i rossoblù di Massimo Silva. Gli emiliani di Valdifiori ribaltano il risultato negli ultimi venti minuti grazie alle reti di Fusari e Actis Dato. Massiccia contestazione dei tifosi sambenedettesi presenti ad Imola. La Società esonera Silva, al suo posto arriva Domenico Izzotti.

Il 3 marzo 2002, in C2, la Samb è reduce dall’esonero di Enrico Nicolini. Comincia proprio al “Romeo Galli” la fantastica cavalcata dei rossoblu del duo Colantuono&Schiavi e patron Gaucci. Le reti di Michelone Sergi, alla mezzora del primo tempo, e di Teodorani, ad inizio ripresa, sono sufficienti a superare, 2-1, l’Imolese di Bianchetti, in gol con Villa al quarto minuto di recupero. E’ il primo dei nove successi consecutivi per i rossoblù che conquisteranno la C1 nell’atto conclusivo della finale di ritorno dei PlayOff contro il Brescello al Tardini di Parma, pulsante di oltre settemila cuori rossoblù.

Il 12 febbraio di quest’anno, nell’infrasettimanale di campionato, arriva il primo pari in casa Imolese.

La Samb reduce dalla sconfitta del sabato precedente contro il Ravenna al “Riviera” strappa un sofferto, quanto utile, punto in casa della terza in classifica.

Quattro mesi fa, il 4 agosto, centoventi minuti non bastano per decretare la vincitrice del “match-secco” nel primo turno di Coppa Italia maggiore. Poco prima della mezzora c’è il meritato vantaggio della Samb: Cernigoi di testa insacca alle spalle del portiere romagnolo, 1-0. Al secondo minuto di recupero del primo tempo i padroni di casa hanno l’occasione per portarsi in parità: il calcio di rigore calciato da Padovan viene parato dal neo portiere Santurro. La ripresa si apre con l’uno-due dei romagnoli che ribaltano il risultato: Tentoni prima (6st) e Padovan poi (15st) sorpassano la Samb. Gara finita? Nient’ affatto! E’ il 22° quando capitan Rapisarda segna il gol del 2-2. Nulla cambia fino al 90°, si va ai supplementari. Al 12pts sono di nuovo i padroni di casa ad andare in vantaggio con Latte Lath, 3-2. La Samb non molla; con ardore agonistico si rialza e al secondo minuto del secondo tempo supplementare fa 3-3 con la doppietta (su rigore) di Cernigoi. Si va ai rigori. Inizia la Samb e non sbaglia, come anche l’Imolese nel successivo tiro. Poi ci sono i tre errori (altrettante parate dei portieri avversari) consecutivi (due della Samb con Brunetti e Miceli, uno dell’Imolese con Marcucci) che, in pratica, consegnano la qualificazione ai rossoblù romagnoli. La Samb esce tra i meritati applausi degli oltre cento supporters sambenedettesi.

Luigi Tommolini



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Il Sindaco di Monteprandone sull’ospedale del Piceno

L’intervento del Primo Cittadino della località marchigiana

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L’apertura del sindaco di Colli del Tronto Andrea Cardilli, espressa oggi a mezzo stampa, è l’ennesima conferma che c’è massima convergenza di intenti affinché si realizzi, in tempi brevi, un nuovo ospedale nel Piceno.

            Se si parla di un nuovo nosocomio però è necessario colmare gli errori di comunicazione, predisponendo un documento che analizzi costi e benefici.

            E’ necessario sapere quali sono le caratteristiche di questo ospedale, quanti posti letto, quali specialistiche verranno attivate, quale il personale da impiegare, quali costi avrà?

             Va redatta una analisi costi-benefici, mai realizzata fino ad oggi, in cui si spieghi ai cittadini, in maniera chiara, anche quale ruolo svolgeranno i due ospedali di Ascoli e San Benedetto e come verrà riorganizzata la medicina di prossimità.

            Se c’è una questione che l’emergenza Covid ha messo prepotentemente in evidenza, è che oltre a migliorare l’offerta ospedaliera, è necessario rafforzare e riorganizzare i servizi socio-sanitari. Penso ad esempio ai servizi di prossimità come l’assistenza domiciliare.

            Ripartiamo dunque dall’ascolto dei bisogni del territorio e dei cittadini, perseguendo un obiettivo comune: la tutela del diritto alla salute dei cittadini.

            Certo è che il territorio di Monteprandone è pronto da tempo ad accogliere il nuovo ospedale: c’è il progetto e c’è la volontà politica. 

            Ricordo infatti che già un anno fa, il Consiglio comunale si è espresso all’unanimità con una mozione in cui si ribadiva che il territorio di Centobuchi è l’ideale ubicazione in quanto si andrebbe a creare un presidio di eccellenza laddove vi è un bacino di utenza più ampio, come previsto dal Decreto Balduzzi.

Lo comunica l’ufficio stampa del Comune marchigiano.

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Covid-19:divieto d’ingresso in Italia

Decisione del Ministro Roberto Speranza

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Divieto di ingresso e di transito alle persone che nei quattordici giorni antecedenti hanno soggiornato o sono transitati nei seguenti Paesi: Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana.

Lo ha deciso poco fa il Ministro della Salute Roberto Speranza.

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Fioravanti: Marche e Piceno poco interessati dal Decreto Semplificazioni

Intervento del Sindaco di Ascoli Piceno

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Marco Fioravanti (Il Martino - ilmartino.it -)

Riceviamo e pubblichiamo dal Sindaco di Ascoli Piceno. Chi vuole intervenire o replicare può contattare la nostra redazione, come per tutte le altre questioni politiche di altri articoli.

«Nella bozza del Decreto Semplificazioni, approvato “salvo intese” dal Governo e che prevede lo sblocco di alcune opere pubbliche ritenute strategiche per il rilancio infrastrutturale del nostro Paese, con grande dispiacere sono a constatare come il territorio Piceno – e più in generale la regione Marche – siano solo marginalmente interessati a tale misure di sostegno. Una decisione che reputo paradossale, considerando come il territorio marchigiano e il Piceno da anni stiano affrontando un grave isolamento infrastrutturale. Una mancanza di attenzione evidenziata non solo dagli amministratori locali, primi referenti dei disagi rilevati dai cittadini, ma anche da attività, esercenti commerciali e da quanti quotidianamente devono far fronte a conseguenti problemi di natura economica. Per tali ragioni, onde evitare che il Piceno e le Marche restino ancora una volta “infrastrutturalmente” ed economicamente penalizzate, ho voluto sollecitare l’attenzione del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, del Ministro delle infrastrutture Paola De Micheli e dei parlamentari del territorio sen. Giorgio Fede, on. Roberto Cataldi, on. Giorgia Latini e on. Rachele Silvestri, su tre emendamenti finalizzati a un concreto rilancio e sostegno di tali aree. 
In primis quello dell’arretramento dell’autostrada a 14: visti i tanti disagi e le lunghe code chilometriche nel tratto che insiste nei territori dell’Ascolano e del Fermano, l’arretramento dell’asse autostradale permetterebbe la realizzazione della terza corsia anche nel tratto Piceno, favorendo una mobilità su strada oggi fortemente penalizzata e consentendo una rivoluzione economica e di vivibilità di tali territori. 
In seconda istanza, la realizzazione dell’asse ferroviario Ascoli Piceno-Roma. La cosiddetta “Ferrovia dei Due Mari”, progetto da anni in cantiere, permetterebbe di far uscire dall’isolamento l’area sud delle Marche e le zone dell’entroterra. Poiché nel Decreto Semplificazioni la rete ferroviaria “Pescara-Roma” rientra all’interno delle opere strategiche, credo che anche la Ferrovia dei Due Mari debba essere presa in considerazione per mettere in collegamento la costa Adriatica a quella del Tirreno: un intervento che rappresenterebbe l’unica reale alternativa alla Strada Salaria come arteria di mobilità da e verso la Capitale. A tal proposito, credo sia necessario implementare una o più fermate ferroviarie ad alta velocità presso la stazione di San Benedetto del Tronto. 
Ultimo, ma non per importanza, il completamento infrastrutturale della Strada Statale 4 Salaria. I fondi previsti dal Decreto per la progettazione della variante del tratto tra Arquata del Tronto e Acquasanta Terme sono un sostegno necessario per dare il via alla lunga opera di rivitalizzazione di un’area dell’entroterra gravemente danneggiata dal sisma, ma tali misure non sono ancora sufficienti a risolvere i tanti problemi della strada che collega il Piceno, e i territori dell’entroterra danneggiati dal sisma, a Roma. 
Spero che queste proposte infrastrutturali, urgenti e fondamentali per favorire il rilancio di un territorio da anni in isolamento, possano avere l’attenzione che meritano da parte del Governo».

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