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Abruzzo

Piattaforma Wash Italia a Nereto, la posizione dei 5 Stelle

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Vi segnaliamo la presa di posizione del Consigliere Regionale del Consigliere Regionale del Movimento 5 Stelle Marco Cipolletti sulla questione Wash Italia a Nereto. Come sempre la nostra testata è aperta al dibattito e alle diverse opinioni.

A riguardo della vicenda relativa alla realizzazione di una piattaforma di rifiuti liquidi non pericolosi presso la sede Wash Italia Spa, sita nel Comune di Nereto, con l’odierna seduta della Conferenza dei Servizi tenutasi a L’aquila, si è deciso di rinviare all’apposita commissione VIA l’intero carteggio per un riesame complessivo delle problematiche nel frattempo emerse, anche in considerazione  delle tante osservazioni promosse dal Sindaco di Nereto, dal Presidente dell’Unione Comuni “Città Territorio Val Vibrata”, dal Genio Civile, dall’ ARTA Regionale, dalla ASL, oltre alle Associazioni locali ed alle Associazioni Ambientalistiche, nonché da ultimo quelle da me proposte riguardanti taluni aspetti di carattere ambientale.

In particolare, in data 18 dicembre c.a., provvedevo ad interessare l’ufficio preposto al rilascio della autorizzazione per una migliore verifica del modello legale di riferimento, con specifico riguardo ai contenuti della parte terza del Decreto Legislativo 42/04 che disciplina  l’individuazione dei beni paesaggistici includendo nel novero dei beni oggetto di tutela paesaggistica, oltre quelli individuati specificatamente secondo le modalità previste dalla L. 1497/39, anche ampie porzioni del territorio nazionale definite quali beni diffusi vincolati ex lege. (tale norma individua precisamente le aree sottoposte a tutela paesaggistica. Tra le aree vincolate rientrano i fiumi, i torrenti e le acque pubbliche iscritte nel Testo Unico 1775/33 per 150,00 metri lineari dalle sponde).

Ed ancora, proponevo all’attenzione degli organi investiti i contenuti normativi  di cui all’art. 96, lett. f), del Testo Unico 25 luglio 1904, n. 523 sulle acque pubbliche, posto che la giurisprudenza civile e amministrativa si attesta sul canone per il quale “in linea generale il divieto di costruzione di opere dagli argini dei corsi d’acqua, previsto dall’art. 96, lett. f), del Testo Unico 25 luglio 1904, n. 523, ha carattere legale, assoluto e inderogabile, ed è diretto al fine di assicurare non solo la possibilità di sfruttamento delle acque demaniali, ma anche e soprattutto il libero deflusso delle acque scorrenti nei fiumi, torrenti, canali e scolatoi pubblici.

Rilevo con soddisfazione che nel frattempo (in data 19 dicembre 2019, prot. N356595/19), sia intervenuta da parte della ditta interessata la richiesta di autorizzazione paesaggistica al Comune di Nereto, il quale, attraverso il SUAP, potrà esercitare al meglio i poteri conferitigli dalla Legge.

Ovviamente, il pericolo non è scongiurato, ma alla luce di questo primo risultato mi ritengo soddisfatto e moderatamente ottimista per un lieto fine di questa vicenda, nel senso che nutro la intima convinzione che gli uffici preposti, prima ancora di accedere alla fase decisoria sappiano ben valutare i motivi e le ragioni tecnico-amministrative rappresentate ed interpretare al meglio le tutele legali di tipo ambientale, anche al fine di dare concreta evidenza alla finalità di interrompere la pericolosa tendenza ad occupare gli spazi prossimi al reticolo idrico; e ciò, a tutela sia del regolare scorrimento delle acque e sia in funzione preventiva rispetto ai rischi per le persone e le cose che potrebbero derivare dalle esondazioni.

Infine, al netto di altre considerazioni, colgo l’occasione per esprimere il mio più vivo compiacimento a favore di tutti quei, numerosissimi, cittadini che hanno partecipato alle manifestazioni di contrasto alla piattaforma di rifiuti liquidi: in tutte le manifestazioni ho registrato passione, determinazione, educazione, maturità e senso civico, ed ho sentito il profumo della democrazia.

Abruzzo

Pacentro, ragazzo di 22 anni si perde da una casa famiglia: ritrovato

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PACENTRO – Sono durate molte ore le ricerche di un ragazzo di 22 anni, affetto da alcuni problemi, che vive in una casa famiglia di Pacentro (Aq). Non è la prima volta che il ragazzo usciva per fare una passeggiata, per poi perdere l’orientamento e non riuscire a ritrovare la strada per tornare alla casa famiglia. 

Quando gli educatori si sono accorti che il ragazzo non era rientrato hanno allertato i carabinieri, che hanno attivato il protocollo per le persone scomparse. Ieri sera è stato richiesto l’intervento del Soccorso Alpino e Speleologico d’Abruzzo, che ha impiegato per le ricerche anche le unità cinofile, un cane da superficie e uno molecolare per la ricerca delle persone scomparse.

Subito si sono attivare le squadre di terra del Soccorso Alpino della stazione di Sulmona-Alto Sangro, che hanno setacciato tutta l’area boschiva intorno a Pacentro, con l’ausilio anche delle unità cinofile dell’Associazione nazionale dei Carabinieri. Alle ricerche hanno lavorando le squadre di terra del Soccorso Alpino, con i cani da superficie e il cane molecolare, i Vigili del Fuoco e l’elicottero dei Vigili del Fuoco, le unità cinofile dell’Associazione nazionale dei Carabinieri.

Il ragazzo è stato poi ritrovato, fortunatamente, in buone condizioni.

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Abruzzo

Pepe: “Condotta litoranea adduttrice, intervento programmato dal centro sinistra”

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TERAMO – “La strategica e lungimirante programmazione dei fondi Masterplan e la certosina pianificazione sul territorio, operate dalla precedente giunta regionale di centro sinistra, portano oggi ad un altro importante intervento in provincia di Teramo: il potenziamento dell’acquedotto e la realizzazione della condotta litoranea adduttrice” spiega il Vicecapogruppo regionale del Partito Democratico, Dino Pepe.

“Si tratta di un intervento programmato grazie ad un dialogo costante dell’allora giunta di centro sinistra con le Comunità locali, in particolare con i Sindaci della costa teramana, che ben conoscono le problematiche legate alla carenza idrica soprattutto nel periodo estivo. L’investimento di 19 milioni di euro, per 20 Km di condotta idrica, toccherà i Comuni di Giulianova, Tortoreto, Alba Adriatica e Martinsicuro. L’impegno economico, sostenuto e condiviso dalla Ruzzo Reti con fondi propri (5 milioni), stanziamenti regionali e soprattutto con i fondi del Masterplan (14 milioni), porterà significativi benefici sulla costa teramana” prosegue Dino Pepe.

“Oggi quest’opera prosegue il suo iter incassando l’approvazione dei primi cittadini dei Comuni interessati e confermando la lungimiranza, sulle opere strategiche, messa in campo dal centro sinistra. I Comuni costieri, con la realizzazione dei nuovi depuratori di Alba Adriatica e Tortoreto e la nuova condotta idrica, vedono migliorare significativamente le condizioni per rilanciare e sviluppare il settore turistico, fondamentale volano per l’intera l’economia provinciale” conclude Pepe. 

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Abruzzo

Siccità: api in crisi in Abruzzo, fioriture lampo e -50% di miele

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TORNARECCIO – “A causa del caldo improvviso, in Abruzzo la produzione di miele, negli ultimi cinque anni è scesa del 50%”, lancia l’allarme il comparto degli apicoltori.

“Le fioriture sono passate da 15/20 giorni a 7 giorni. I fiori sbocciano troppo presto, ma appassiscono in fretta, perché le temperature troppo alte bruciare le piante. A ciò si aggiunge il fenomeno della sovrapposizione delle fioriture. Le api, dunque, non fanno in tempo a raccogliere tutto il polline prodotto, che viene disperso”, così, come riporta l’Ansa, Luca Finocchio apicoltore nomade di Tornareccio, in provincia di Chieti, patria del miele.

“Con le fioriture contemporanee di Acacia, Coriandolo ed altre noi non facciamo più in tempo a spostare le arnie in tutte le zone. Facciamo più fatica degli anni passati e il guadagno è sceso alla metà. Complice anche il caro carburante e aumento dei prezzi dei prodotti utile alla produzione come vasetti e coperchi. La perdita del polline porta un danno gravissimo all’ambiente perchè la produzione dei prodotti (miele, pappa reale, propoli e cera) è solo il 17% del lavoro delle api, la rimanete parte della loro attività è l’impollinazione di piante da fiore e frutto dell’intero ecosistema. Il caldo sta uccidendo l’economia e biodiversità agricola regionale”, conclude Finocchio. 

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