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M'Art

Raffaello, una rosa apre le celebrazioni per i 500 anni dalla morte

Valentina Fagnani

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URBINO – Dal 2 gennaio e per tutto il nuovo anno una rosa rossa sulla tomba di Raffaello al Pantheon: è l’inizio delle celebrazioni per i cinquecento anni dalla sua morte, avvenuta a Roma il 6 aprile 1520 a soli 37 anni.

Raffaello Sanzio nasce ad Urbino nel 1483: è stato un pittore e architetto italiano tra i più celebri del Rinascimento. Considerato uno dei più grandi artisti d’ogni tempo, la sua opera segnò un tracciato imprescindibile per tutti i pittori successivi e fu di vitale importanza per lo sviluppo del linguaggio artistico dei secoli a venire, dando vita tra l’altro a una scuola che fece arte “alla maniera” sua e che va sotto il nome di manierismo.

Nella formazione di Raffaello fu determinante il fatto di essere nato e di aver trascorso la giovinezza a Urbino, che in quel periodo era un centro artistico di primaria importanza che irradiava in Italia e in Europa gli ideali del Rinascimento. Qui Raffaello, avendo accesso con il padre alle sale del Palazzo Ducale, ebbe modo di studiare le opere di Piero della Francesca, Luciano Laurana, Francesco di Giorgio Martini, Pedro Berruguete, Giusto di Gand, Antonio del Pollaiolo, Melozzo da Forlì e altre grandi sensibilità artistiche.

Abruzzo

La chiesa del Carmine di Pianella tra i “luoghi del Cuore” FAI

Valentina Fagnani

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Un gruppo di cittadini ha inserito la chiesa pianellese nella campagna per il recupero del patrimonio storico-artistico italiano come luogo da non dimenticare e conservare per le future generazioni.

Da Maggio un sogno è reso possibile dal Fondo ambiente italiano, più noto con la sigla Fai, che ha permesso di inserire un gioiello, come la Chiesa del Carmine, tra i luoghi da salvare, partecipando alla campagna “I luoghi del Cuore”. Pianella (Pianòllë in dialetto locale) è un comune italiano di otto mila abitanti circa della provincia di Pescara, in Abruzzo. È il quinto comune più grande dell’intera provincia per estensione territoriale.

La chiesa ha un valore simbolico molto importante: il culto della Madonna delle Grazie, molto sentito dalla popolazione, è stato rinvigorito nel tempo dall’opera dei Padri Carmelitani dell’annesso convento. Attualmente è tra i primi 800 luoghi del cuore in Italia, la strada è ancora lunga ed il censimento terminerà il 15 dicembre 2020. La classifica definitiva verrà pubblicata nel 2021.

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M'Art

L’Europa premia l’Abruzzo, ”Rete Tramontana” unico progetto italiano di ricerca per la conservazione del patrimonio culturale immateriale

Valentina Fagnani

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Il Fuoco di Tossicia, 2016, Stefano Saverioni
Il Fuoco di Tossicia, 2016, Stefano Saverioni

Teramo conquista un prestigioso riconoscimento europeo nel campo della ricerca. Nella giornata di ieri Europa Nostra, federazione pan-europea per il patrimonio culturale con sede nei Paesi Bassi, ha premiato ”Tramontana”, un progetto di ricerca in cui sono inclusi come partner Francia, Polonia, Spagna, Portogallo e appunto Italia, nello specifico Teramo con le due associazioni Bambun e Lem. Il premio è stato assegnato a 21 progetti pervenuti da 15 paesi diversi, e “Rete Tramontana III” è l’unico progetto italiano della categoria “Ricerca” incentrato sul tema della conservazione del patrimonio culturale immateriale. 

Il progetto Rete Tramontana III si basa sul lavoro completato durante i progetti Rete Tramontana I (2012- 2013) e Rete Tramontana II (2014-2015), e ne espande le prospettive. In queste precedenti fasi, la rete Tramontana ha condotto oltre 1.200 indagini sul campo nell’ambito, tra gli altri, della linguistica, dell’antropologia, dei paesaggi sonori e dell’etnomusicologia. Sono state raccolte documentazioni fotografiche e audiovisive e acquisiti repertori testuali. Un database con una parte di questo materiale è ora disponibile su un portale internet ben progettato, di notevole importanza per lo studio e la promozione della cultura delle regioni coinvolte. Oltre alle attività di ricerca, sono stati organizzati seminari, attività didattiche, mostre multimediali e proiezioni video in collaborazione con numerose istituzioni, università, scuole, fondazioni, biblioteche e musei. Le due associazioni italiane della Rete Tramontana III, BAMBUN – per la Ricerca Demoetnoantropologica e Visuale e LEM-Italia (Lingue d’Europa e del Mediterraneo), hanno operato in Italia Centrale e in particolare in Abruzzo, a stretto contatto con le comunità rurali di montagna del Gran Sasso e della Maiella. Dalla loro collaborazione all’interno della Rete Tramontana è nato anche un progetto congiunto dedicato alla costruzione di un inventario dei beni culturali immateriali della zona del Gran Sasso e Monti della Laga: Gran Sasso Laga Intangible Cultural Heritage – ICH.

Le due équipe italiane di ricerca di Rete Tramontana III sono formate da Gianfranco Spitilli (coordinatore: Università di Teramo/Centro Studi Don Nicola Jobbi), Stefano Saverioni (responsabile audiovisivo), Marta Iannetti, Emanuele Di Paolo e Giancarlo Pichillo per l’Associazione Culturale Bambun, e Giovanni Agresti (coordinatore: Université Bordeaux Montaigne), Silvia Pallini, Gabriella Francq, Renata De Rugeriis, Giulia Ferrante per l’Associazione LEM-Italia. Le due associazioni sono state affiancate dal supporto amministrativo e progettuale di due partner importanti: ITACA per lo Sviluppo dei Territori, coordinata da Mauro Vanni, e Pan Speech s.r.l., società specializzata nei processi partecipativi legati al patrimonio.

I sostenitori del patrimonio culturale, o semplicemente gli appassionati del territorio e dei progetti di ricerca su di essa svolti, possono votare on line il loro progetto preferito, e contribuire a decidere a quale dei premiati andrà il PublicChoice Award di quest’anno. In questo periodo di isolamento e distanziamento sociale, la Commissione​ ​Europea ed Europa Nostra sperano di incoraggiare più persone possibili ad apprezzare i risultati dei progetti​ ​vincitori di quest’anno​. Per votare occorre: aprire il link, scegliere i tre progetti favoriti, e inserire la propria mail. Arriverà in tempo reale al proprio indirizzo di posta, la finale convalida del voto.

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Ancona

L’Arte ai tempi del Coronavirus, la pittura marchigiana di Giorgio Mercuri tra maschere o mascherine

Valentina Fagnani

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”Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti”: apro con questa frase famosissima e calzante di Luigi Pirandello questo scritto. Essenziale, asciutta, drammaticamente sincera: è forse impossibile non immedesimarsi di fronte a sì tanto realismo.

Mi è tornata subito in mente appena ho ricevuto il materiale artistico di Giorgio Mercuri. Pittore marchigiano con sguardo fedele e arguto verso tradizione e umanità; i suoi paesaggi sono specchi magistrali di occhi a cui nulla sfugge.

La forma autentica, la luce efficace, la rapidità gestuale e l’espressionismo del colore sono i tratti fondamentali dell’intera poetica del Mercuri, che disegna oggetti che riportano immediatamente al contesto sociale della sua amata terra.

In questo periodo di quarantena l’unica arma che abbiamo a disposizione è la “fantasia”; immaginarsi un viaggio, anche se chiusi in casa, imparando a guardare gli spazi che ci circondano con nuovi punti di vista e immaginandoli come un territorio aperto a infinite scoperte: sono lo spirito guida delle mascherine in cotone dipinte dal Mercuri in questi giorni di profonda sospensione ed attesa. Alcune di queste immagini riprodotte sulle mascherine sono esposte alla Galleria Orler e alla Fondazione Nicola Trussardi.

Laureato al DAMS di Bologna in Disciplina delle Arti, Musica e Spettacolo, inizia a dipingere giovanissimo: già a 3 anni, assieme al nonno Ruggero, prende in mano i primi pennelli. I suoi lavori sono presenti in diverse collezioni private; nel 2000 cura la scenografia del programma “Il filo di Arianna” in onda su RAI 2; partecipa all’Expo Shangai Festival con la Present Contemporary Art of Hong Kong; nel 2011 è invitato alla 54a Biennale di Venezia curata da Vittorio Sgarbi. Alcune delle sue opere, così particolari ed evocative, entreranno in seguito a far parte della prestigiosa collezione ”Villa Cavallini Sgarbi”, in un edificio storico denso di arte, luogo esatto dove Ariosto scrisse L’Orlando Furioso. Questa, a sommi capi, la preziosa vita artistica di Giorgio, che ringrazio per la sua arte ma soprattutto per la sua ampia veduta.

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