Memorial dedicato a Salvatore D’Ardia, tantissime persone presenti

memorial dedicato a Salvatore D'Ardia - Una partita per Tore
Tutti i giocatori che hanno preso parte a "Una partita per Tore" - foto di Gianpaolo Bruni

MARTINSICURO – Palloncini, striscioni, una splendida giornata e soprattutto tanta, tanta gente ieri a Villa Rosa per il memorial dedicato a Salvatore D’Ardia, il ragazzo tragicamente scomparso lo scorso luglio. Moltissimi ragazzi e ragazze hanno voluto stringersi attorno a mamma Rosa, papà Matteo e al fratello Ciro, in occasione di “Una partita per Tore”, evento organizzato nel giorno del suo compleanno.  8 squadre composte da amici, colleghi e compagni di squadra si sono affrontate in un  torneo amichevole di calcetto, disputato al centro sportivo Oasi Club.

Tutti i giocatori hanno indossato la casacca numero 9, che era quella che usava Salvatore quando scendeva in campo. Il torneo si è svolto dalle 14 alle 20. Prima una fase a gironi e poi le semifinali e la finale. A primeggiare è stata la squadra con la casacca blu, che ha deciso di lasciare la coppa commemorativa al campo.  Tuttavia, l’intera competizione è stata in realtà un elemento di contorno, un pretesto per stare tutti insieme e ricordare “Tore” attraverso una delle sue grandi passioni, il calcio. Le partite si sono alternate in un clima sereno e di forte coesione. Oltre ai giocatori, tantissime le persone che hanno deciso di esserci anche solo per un semplice saluto.

Prima che la manifestazione prendesse avvio, si è osservato un momento di raccoglimento. I primi a prendere la parola sono stati l’amico Gianmarco Ilardi, che ha organizzato l’evento insieme a Dario Castaldo, e Pietro D’Ilio amico e presidente del club “Fratelli Bikers Giulianova – Sasà 87”. L’istante di maggior commozione è stato toccato quando, con la voce rotta e sopraffatta dall’emozione, i genitori di Salvatore hanno espresso tutto quello che volevano dire con un semplice <<grazie>>. Poi, nel silenzio infranto da applausi scroscianti, sono volati in cielo i palloncini bianchi e azzurri ai quali era stata attaccata la scritta “Sasà”.