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Ascoli Piceno

Azienda grottammarese crea e dona mille mascherine alla sua comunità

Carlo Di Natale

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GROTTAMMARE – Dopo l’appello della comunità sulla difficoltà di reperire i dispositivi di protezione individuale, i grottammaresi Francesco e Flavio Vespasiani, titolari dell’azienda calzaturiera Vueffe, hanno deciso di convertire temporaneamente la loro consueta attività, avviando una produzione di mascherine protettive da destinare gratuitamente a quanti operano per garantire assistenza e servizi essenziali alla popolazione.

Circa 1000 mascherine sono in distribuzione in questi giorni al personale della locale caserma dei carabinieri, ai volontari della Protezione civile comunale e a quelli della Misericordia di Grottammare, all’Anffas, a  operatori e ragazzi della struttura di accoglienza Casa Lella, nonché alle due case di riposo presenti sul territorio, Fondazione Pelagallo e Santa Maria, dove ospiti e personale hanno un costante bisogno di strumenti di protezione.

Dopo aver approfondito le caratteristiche dei dispositivi di protezione, i due imprenditori, insieme ai loro dipendenti, hanno realizzato alcuni prototipi (prima della sospensione delle attività lavorative come da decreto) e dato il via ad una solerte produzione.

I pezzi prodotti – sottolinea il comunicato del Comune di Grottammare – sono stati realizzati in TNT (tessuto-non tessuto),  materiale solitamente utilizzato per le calzature, gli interni delle auto e per il settore medico; idoneo, pertanto, anche alla realizzazione di barriere protettive che, tengono a precisare i titolari della Vueffe, pur non essendo certificate, possono risultare utili nell’uso quotidiano durante questa criticità.

‘Ci siamo messi a servizio della comunità insieme ai nostri collaboratori, vista l’insufficienza del prodotto sul mercato e la grande richiesta – affermano i fratelli Vespasiani -. Abbiamo deciso di realizzare le mascherine artigianalmente, a nostre spese, per poi donarle a tutti quegli enti e servizi attivi per i più deboli che si trovano in difficoltà e ne hanno bisogno’.

Ascoli Piceno

Il Sindaco di Monteprandone sull’ospedale del Piceno

L’intervento del Primo Cittadino della località marchigiana

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L’apertura del sindaco di Colli del Tronto Andrea Cardilli, espressa oggi a mezzo stampa, è l’ennesima conferma che c’è massima convergenza di intenti affinché si realizzi, in tempi brevi, un nuovo ospedale nel Piceno.

            Se si parla di un nuovo nosocomio però è necessario colmare gli errori di comunicazione, predisponendo un documento che analizzi costi e benefici.

            E’ necessario sapere quali sono le caratteristiche di questo ospedale, quanti posti letto, quali specialistiche verranno attivate, quale il personale da impiegare, quali costi avrà?

             Va redatta una analisi costi-benefici, mai realizzata fino ad oggi, in cui si spieghi ai cittadini, in maniera chiara, anche quale ruolo svolgeranno i due ospedali di Ascoli e San Benedetto e come verrà riorganizzata la medicina di prossimità.

            Se c’è una questione che l’emergenza Covid ha messo prepotentemente in evidenza, è che oltre a migliorare l’offerta ospedaliera, è necessario rafforzare e riorganizzare i servizi socio-sanitari. Penso ad esempio ai servizi di prossimità come l’assistenza domiciliare.

            Ripartiamo dunque dall’ascolto dei bisogni del territorio e dei cittadini, perseguendo un obiettivo comune: la tutela del diritto alla salute dei cittadini.

            Certo è che il territorio di Monteprandone è pronto da tempo ad accogliere il nuovo ospedale: c’è il progetto e c’è la volontà politica. 

            Ricordo infatti che già un anno fa, il Consiglio comunale si è espresso all’unanimità con una mozione in cui si ribadiva che il territorio di Centobuchi è l’ideale ubicazione in quanto si andrebbe a creare un presidio di eccellenza laddove vi è un bacino di utenza più ampio, come previsto dal Decreto Balduzzi.

Lo comunica l’ufficio stampa del Comune marchigiano.

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Ascoli Piceno

Fioravanti: Marche e Piceno poco interessati dal Decreto Semplificazioni

Intervento del Sindaco di Ascoli Piceno

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Marco Fioravanti (Il Martino - ilmartino.it -)

Riceviamo e pubblichiamo dal Sindaco di Ascoli Piceno. Chi vuole intervenire o replicare può contattare la nostra redazione, come per tutte le altre questioni politiche di altri articoli.

«Nella bozza del Decreto Semplificazioni, approvato “salvo intese” dal Governo e che prevede lo sblocco di alcune opere pubbliche ritenute strategiche per il rilancio infrastrutturale del nostro Paese, con grande dispiacere sono a constatare come il territorio Piceno – e più in generale la regione Marche – siano solo marginalmente interessati a tale misure di sostegno. Una decisione che reputo paradossale, considerando come il territorio marchigiano e il Piceno da anni stiano affrontando un grave isolamento infrastrutturale. Una mancanza di attenzione evidenziata non solo dagli amministratori locali, primi referenti dei disagi rilevati dai cittadini, ma anche da attività, esercenti commerciali e da quanti quotidianamente devono far fronte a conseguenti problemi di natura economica. Per tali ragioni, onde evitare che il Piceno e le Marche restino ancora una volta “infrastrutturalmente” ed economicamente penalizzate, ho voluto sollecitare l’attenzione del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, del Ministro delle infrastrutture Paola De Micheli e dei parlamentari del territorio sen. Giorgio Fede, on. Roberto Cataldi, on. Giorgia Latini e on. Rachele Silvestri, su tre emendamenti finalizzati a un concreto rilancio e sostegno di tali aree. 
In primis quello dell’arretramento dell’autostrada a 14: visti i tanti disagi e le lunghe code chilometriche nel tratto che insiste nei territori dell’Ascolano e del Fermano, l’arretramento dell’asse autostradale permetterebbe la realizzazione della terza corsia anche nel tratto Piceno, favorendo una mobilità su strada oggi fortemente penalizzata e consentendo una rivoluzione economica e di vivibilità di tali territori. 
In seconda istanza, la realizzazione dell’asse ferroviario Ascoli Piceno-Roma. La cosiddetta “Ferrovia dei Due Mari”, progetto da anni in cantiere, permetterebbe di far uscire dall’isolamento l’area sud delle Marche e le zone dell’entroterra. Poiché nel Decreto Semplificazioni la rete ferroviaria “Pescara-Roma” rientra all’interno delle opere strategiche, credo che anche la Ferrovia dei Due Mari debba essere presa in considerazione per mettere in collegamento la costa Adriatica a quella del Tirreno: un intervento che rappresenterebbe l’unica reale alternativa alla Strada Salaria come arteria di mobilità da e verso la Capitale. A tal proposito, credo sia necessario implementare una o più fermate ferroviarie ad alta velocità presso la stazione di San Benedetto del Tronto. 
Ultimo, ma non per importanza, il completamento infrastrutturale della Strada Statale 4 Salaria. I fondi previsti dal Decreto per la progettazione della variante del tratto tra Arquata del Tronto e Acquasanta Terme sono un sostegno necessario per dare il via alla lunga opera di rivitalizzazione di un’area dell’entroterra gravemente danneggiata dal sisma, ma tali misure non sono ancora sufficienti a risolvere i tanti problemi della strada che collega il Piceno, e i territori dell’entroterra danneggiati dal sisma, a Roma. 
Spero che queste proposte infrastrutturali, urgenti e fondamentali per favorire il rilancio di un territorio da anni in isolamento, possano avere l’attenzione che meritano da parte del Governo».

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Ancona

Nuovi casi nelle Marche di Covid-19

Aggiornamento odierno, nessun caso in provincia di Ascoli Piceno

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Nuovi casi nelle Marche di Covid-19.Il Gores ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 1179 tamponi: 660 nel percorso nuove diagnosi e 519 nel percorso guariti. Quattro casi positivi: uno registrato in provincia di Pesaro Urbino, uno in provincia di Ancona e due in provincia di Macerata.

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