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Abruzzo

CoViD19: oltre 4 mila morti

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Bilancio ancora pesante per quanto riguarda l’emergenza CoViD19 in tutto il territorio italico.

I decessi hanno superato il numero di 4 mila e il picco massimo non sarebbe stato ancora raggiunto.

Si pensa possa raggiungersi non prima della fine della prossima settimana o la settimana successiva, quella che porta al 3 aprile, giorno di scadenza del decreto emanato dal Governo lo scorso 9 marzo.

Molto probabilmente con le “restrizioni” si andrà ad oltranza, complici i comportamenti “libertini” di alcuni italiani che non hanno ancora capito la gravità del momento e continuano a vivere come se niente fosse, non osservando le leggi imposte per battere in maniera definitiva il contagio da questo maledetto Virus.

Tutto dipende da Noi: RESTIAMO A CASA!!!


GLI ULTIMI DATI

Presso la sede del Dipartimento della Protezione Civile proseguono i lavori del Comitato Operativo al fine di assicurare il coordinamento degli interventi delle componenti e delle strutture operative del Servizio Nazionale della protezione civile.  

Nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del Coronavirus sul territorio nazionale, al momento 37.860 persone risultano positive al virus.

Da Open

Ad oggi, in Italia sono stati 47.021 i casi totali.

Nel dettaglio: i casi attualmente positivi sono 15.420 in Lombardia, 5.089 in Emilia-Romagna, 3.677 in Veneto, 3.244 in Piemonte, 1.844 nelle Marche, 1.713 in Toscana, 1.001 in Liguria, 912 nel Lazio, 702 in Campania, 555 in Friuli Venezia Giulia, 600 nella Provincia autonoma di Trento, 530 nella Provincia autonoma di Bolzano, 551 in Puglia, 379 in Sicilia, 422 in Abruzzo, 384 in Umbria, 257 in Valle d’Aosta, 288 in Sardegna, 201 in Calabria, 39 in Molise e 52 in Basilicata.

Sono 5.129 le persone guarite.

I deceduti sono 4.032, ma questo numero potrà essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso.




L'Aquila

Condannato per mafia a Messina, raggiunge Sulmona e si consegna al 112

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Un uomo che deve scontare una pena residua di 7 anni di carcere per reati di mafia, ha raggiunto Sulmona, ha chiamato i Carabinieri e si è lasciato arrestare.

L’AQUILA – Pur non avendo legami diretti con Sulmona, un uomo di 38 anni originario di Messina, condannato per reati di mafia, ha deciso di consegnarsi ai Carabinieri nel territorio peligno.

La notte scorsa infatti è giunta una telefonata al 112. Il militare in servizio presso la centrale operativa ha ascoltato l’uomo raccontare di essere stato condannato al carcere in via definitiva. Il trentottenne ha spiegato al carabiniere dove si trovava, poi si è messo in attesa della pattuglia.

Una volta sul posto, i militari intervenuti hanno constatato che quanto sosteneva corrispondeva al vero. L’uomo è stato condannato ad 8 anni di reclusione dal Tribunale di Messina per resti di mafia commessi tra il 2012 ed il 2019, ha già scontato un anno, mentre il resto della pena lo sconterà nel carcere di massima sicurezza di Sulmona, dove si è consegnato ai Carabinieri.

I militari hanno informato della vicenda il Tribunale di Messina.

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Pescara

E’ scomparsa Lucia Spadano, fondatrice della rivista Segno, il cordoglio dell’OdG

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lucia spadano

Riceviamo e pubblichiamo il messaggio di cordoglio che il presidente dell’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo, Stefano Pallotta, ha dedicato alla scomparsa di Lucia Spadano.

PESCARA – «Lucia Spadano, fondatrice e direttrice della rivista di arte contemporanea Segno e iscritta all’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo dal 19 gennaio 1984, ci ha lasciati questa mattina.

Una dedizione al lavoro lunga tutta una vita, la rivista Segno è stata fondata nel mese di ottobre del 1976, che l’ha vista protagonista in Italia e all’estero in un ambito giornalistico, 

quello dell’arte contemporanea, in cui è sempre difficile emergere e confermare le proprie qualità.

A suo marito Umberto, ai figli, il saluto dell’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo e un grazie per il contributo generoso all’emancipazione culturale della nostra regione».

Stefano Pallotta

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Chieti

Minorenni attaccati alle slot machine: sanzioni per 50 mila euro nel vastese

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minorenni slot machine chieti

Due sale scommesse della provincia di Chieti sono state chiuse per 15 giorni dopo che al loro interno sono stati sorpresi alcuni minorenni intenti a giocare alle slot machine, mentre un noto night club è stato chiuso dal momento che la maggior parte dei figuranti lavorava in nero.

CHIETI – Polizia, Asl ed Ispettorato del Lavoro hanno fatto scattare una serie di controlli in tutta la provincia per verificare il rispetto delle regolarità amministrative negli esercizi pubblici. In tale contesto, due sale scommesse hanno ricevuto un decreto di sospensione, dopo che sono stati sorpresi alcuni minorenni intenti a giocare alle slot machine.

In seguito alle verifiche della Squadra Amministrativa della Polizia di Stato di Chieti, unitamente al personale dei Commissariati di Pubblica Sicurezza di Lanciano e Vasto, dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Chieti-Pescara e del Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione della Asl, sono state emanate sanzioni per circa 50 mila euro.

In un centro scommesse della provincia di Chieti, oltre alla presenza di minorenni attaccati alle slot machine, le forze dell’ordine hanno riscontrato anche somministrazione di bevande in assenza della prescritta SCIA e l’arbitraria apertura di un ulteriore ingresso non visibile sulla pubblica via che impediva, di fatto, la sorvegliabilità dell’esercizio.

Contestualmente, è scattata la sospensione d’attività anche per un noto night club, per gravi violazioni del Testo Unico sulla Salute e Sicurezza dei Luoghi di Lavoro. La maggior parte delle figuranti di sala, infatti, lavorava in nero e il datore di lavoro non aveva provveduto alla redazione del documento di valutazione dei rischi, inadempienza gravissima data la sua funzione preventiva degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali.

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