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Ascoli Piceno

Scatta la ‘spesa sospesa’ e consegnati i primi buoni

Carlo Di Natale

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GROTTAMMARE – Dopo l’istituzione di un fondo di solidarietà cittadino tra le poste di bilancioè attivo da oggi, martedì 14 aprile, a Grottammare anche il progetto ‘Spesa sospesa’, con 15 attività commerciali che hanno aderito all’iniziativa, ideata e messa in campo dai Servizi Sociali del Comune, in collaborazione con l’associazione di volontariato I Care e le Caritas parrocchiali di Grottammare, San Pio V, Madonna della Speranza e Gran Madre di Dio.  

Partita, invece, venerdì scorso la distribuzione dei Buoni spesa alimentare previsti dal Decreto ‘Cura Italia’: 111 sono i nuclei familiari che li hanno ritirati materialmente prima delle festività pasquali, per un valore complessivo di 32.450 €, corrispondente al 30% delle risorse messe a disposizione del comune di Grottammare dal Governo (106.385 €). 

L’istruttoria da parte del personale dei Servizi sociali sta procedendo con la massima speditezza per assecondare l’indirizzo della giunta comunale di distribuire tutti i fondi prima possibile. In totale, le richieste pervenute alla data di scadenza  sono oltre 500.

Ritornando al progetto Spesa sopesa nasce come risposta immediata e concreta alle persone che stanno attraversando questo periodo di emergenza con le maggiori difficoltà dovute alla perdita di reddito, difficili da quantificare al momento e solo parzialmente alleggerite dalle misure previste dal Governo.  

L’iniziativa durerà almeno per tutto il periodo dell’emergenza, nasce, infatti, per mettere ‘in collegamento’ chi è più in difficoltà e chi ha voglia e possibilità di dare una mano.

La ‘spesa sospesa è un modello di solidarietà ispirato all’usanza partenopea del ‘caffè sospeso’ applicata a generi alimentari e prodotti per l’igiene personale e della casa. I ‘luoghi’ della solidarietà sono le panetterie, i supermercati e altri negozi di vicinato che hanno accolto il progetto e da oggi espongono la locandina di adesionesono 15, in prima battuta, ma la lista è di tipo aperto e, insieme a eventuali aggiornamenti, sarà consultabile a breve sul sito internet del Comune e sulla pagina FB Città di Grottammare.  

Chi vorrà far parte di questa rete di solidarietà – si legge nel comunicato del Comune – non deve fare altro che acquistare uno o più prodotti e lasciarli ‘sospesi’ nel negozio, con la certezza che quei beni verranno consegnati dai volontari ai nuclei familiari in situazione di fragilità economica.  

I beni di prima necessità che si consiglia di acquistare sono: pane, latte a lunga conservazione, pasta, riso, olio, sale, zucchero, farina, alimenti per neonati (pastine, omogeneizzati e formaggini) e bambini, affettati sotto vuoto, scatolame (tonno, legumi, pelati), caffè, formaggi, uova, prodotti per l’igiene personale (detergenti, dentifricio, spazzolini, carta igienica, pannolini per neonati, assorbenti femminili) e per la pulizia della casa.  

Monica Pomili

‘Questa iniziativa va a rafforzare le tante operazioni già in atto, a cominciare dai buoni spesa, dalla consegna a domicilio dei medicinali e dei generi alimentari da parte degli esercizi commerciali.

È un ulteriore aiuto che vogliamo dare alla comunità in questo momento di difficoltà – dichiara l’assessore Monica Pomili –

Le misure di prevenzione e contrasto alla diffusione del virus hanno purtroppo determinato, e in alcuni casi aggravato, le difficoltà economiche di tanti nostri concittadini. Abbiamo quindi deciso di attivare una rete di solidarietà per fare arrivare alle famiglie in difficoltà generi di prima necessità. Ringrazio gli esercizi commerciali che hanno aderito all’iniziativa e ringrazio già da ora il grande cuore della solidarietà dei cittadini di Grottammare, che sono certa si metterà in moto per sostenere quanti stanno attraversando un momento di particolare difficoltà. Nessuno resti solo.‘ 

Per segnalare situazioni di disagio è possibile contattare i numeri 340.6035801, 371.3903745, 339.7033412, 389.6445365, tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19 

L’adesione al progetto è sempre aperta e rivolta a tutti i negozi del territorio che vendono beni di prima necessità.

Per partecipare è necessario inviare un’email a protocollo@comune.grottammare.ap.it. 

Ascoli Piceno

Covid: approvato il “Bonus per Ascoli Piceno”

390mila euro per circa 800 imprese e partite Iva del territorio

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«L’Amministrazione Comunale ha fatto e continuerà a fare la sua parte, ma adesso vogliamo che anche il Governo si attivi concretamente per aiutare il popolo ascolano e italiano». Queste le parole del Sindaco di Ascoli Piceno Marco Fioravanti, dopo che – nella giornata odierna – la Giunta Comunale ha approvato la misura straordinaria a sostegno delle attività produttive denominata “Bonus per Ascoli Piceno” . «Abbiamo stanziato una somma di ben 390mila euro, a fondo perduto, da destinare a circa 800 attività del nostro territorio. In questo modo potremo erogare un contributo una tantum di 500€ a ciascuna attività appartenente a quelle categorie di esercizi che sono stati sospesi dal Dpcm dell’11 marzo e sono rimasti sospesi anche in seguito al Dpcm del 26 aprile. Siamo ben consapevoli di come questa misura non potrà sostituirsi alle necessarie risorse che devono arrivare dallo Stato, ma per un Comune come il nostro aver reperito un cospicuo fondo di 390mila euro da destinare a circa 800 imprese e partite Iva del territorio rappresenta un grande sforzo. Uno sforzo che abbiamo però fatto con convinzione e determinazione, dimostrando ancora una volta la concreta vicinanza della nostra Amministrazione ai cittadini e alle attività ascolane. Grazie al lavoro congiunto con l’assessore al Bilancio Dario Corradetti, vogliamo scongiurare una situazione di crisi irreversibile delle nostre attività, per tutelare l’offerta di beni e servizi e il livello occupazione del nostro territorio. Adesso però è necessario che intervenga il Governo: non si possono chiudere piscine, palestre, teatri e cinema o far abbassare le serrande ai locali alle ore 18 senza dare sostegno a chi risulta coinvolto da queste misure restrittive. La salute pubblica è certamente prioritaria, ma non per questo possiamo abbandonare migliaia e migliaia di famiglie e attività che rappresentano il tessuto sociale, economico, produttivo e umano del nostro Paese. È inammissibile che il Governo penalizzi quelle attività, associazioni o esercizi commerciali che hanno speso soldi, tempo e risorse per mettersi in regola con norme e protocolli imposti dal Governo stesso per la prima riapertura. Serve uno stato di crisi per il turismo, serve un immediato e concreto sostegno a tutte le attività produttive e culturali colpite dall’ultimo Dpcm. Il Governo deve necessariamente fare la sua parte, il Governo deve restare al fianco del popolo. Non possiamo superare l’emergenza Covid per poi dover affrontare una ancor più drammatica emergenza sociale ed economica: servono incentivi concreti e immediati, altrimenti sarà la fine per il nostro Paese».

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Ascoli Piceno

Picco di contagi al liceo “A. Orsini” di Ascoli, i genitori protestano per l’aula senza finestre

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picco di contagi al liceo "A. Orsini" di ascoli

24 positivi al tampone in una classe di 32 alunni, un centinaio di persone in isolamento tra famigliari e conoscenti e alcuni nuovi contagiati, tra i quali un paio in condizioni serie. Protestano i genitori: il picco di contagi al liceo “A. Orsini” è colpa dell’aula senza finestre, non dei nostri ragazzi.

ASCOLI PICENO – Circa un centinaio le persone sottoposte al regime di isolamento nella prima parte di ottobre, in seguito al picco di contagi al liceo “Orsini” di Ascoli. 24 i positivi al tampone su 32 alunni totali. Un focolaio avrebbe generato nuovi contagi e che avrebbero causato il ricovero di una signora anziana in rianimazione e quello di un uomo in condizioni serie.

Una situazione che ha generato le veementi proteste dei genitori degli alunni coinvolti nei confronti della dirigente scolastica, con la quale hanno avuto un confronto acceso già il primo giorno di scuola. L’oggetto della discussione riguarda lo spostamento di una sezione nei locali del liceo artistico “O. Licini” ed in particolare l’aula scelta per ospitare la classe in cui si è verificato il picco di contagi: una ex camera oscura, dismessa, senza finestre.

La classe vista dall’esterno

Sebbene non sia stato registrato tra queste pareti il primo caso di positività al tampone, comunicato il primo di ottobre, qui la propagazione è avvenuta in maniera capillare, raggiungendo quasi la totalità della classe. Di conseguenza tutti gli studenti e le loro famiglie sono state poste in regime di isolamento. 14 giorni dopo i positivi erano addirittura aumentati.

Reagiscono quindi i genitori, che affidano ai social network le loro proteste e si chiedono come sia maturata la scelta di confinare in quest’aula gli studenti e se davvero non esistano tra i locali dell’istituto sedi più idonee ad ospitare le lezioni. Ma non si limitano a questo e tentano di spezzare una lancia in favore dei  loro ragazzi, accusati da qualcuno di aver provocato il picco di contagi al liceo “Orsini” con comportamenti non corretti. <<La cosa peggiore è che inizialmente hanno tutti puntato il dito contro i nostri figli – scrive una madre su Facebook – inventando cene e uscite di gruppo, dicendo che non portavano la mascherina e che erano degli incoscienti. Hanno anche dato la colpa ai trasporti, ma nelle altre classi non c’è stato un numero così evidente di contagi, eppure tutti prendono lo stesso pullman>>.

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Ascoli Piceno

San Benedetto del Tronto: operatore della mensa positivo al Covid-19

Maria Giulia Mecozzi

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classe - gli studenti tornano a scuola

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un operatore del servizio mensa presso la scuola elementare Marchegiani e dell’asilo dello stesso edificio, è stato trovato positivo al Covid 19. Di conseguenza, da questa mattina è stato deciso che il servizio è stato momentaneamente sospeso. Il cibo potrà essere portato da casa ma la scuola si solleva da ogni responsabilità sulla sua conservazione. Ricordiamo che anche la scuola Bice Piacentini sarà chiusa fino a sabato prossimo.

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