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Mente sana

Sindaci lombardi cercano risposte dalla Regione

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La Lombardia sicuramente è la regione più colpita dal Covid-19. I Sindaci di alcuni capoluoghi hanno inviato una serie di domande a vertici della Regione, per risolvere alcune criticità.

I Sindaci di Bergamo, Brescia, Cremona, Lecco, Mantova, Milano e Varese rivolgono le seguenti domande al Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana.

– Quando saranno disponibili i dispositivi di protezione – a partire dalle mascherine – il cui arrivo è stato promesso da tempo?
– Che cosa sta facendo la Regione per proteggere il personale sanitario e gli ospiti delle RSA, in molte delle quali sappiamo purtroppo di numerosi decessi? In una recente conferenza stampa il Presidente Fontana ha detto che la situazione “è sicuramente sotto controllo” e che “tanto i plurisintomatici che i monosintomatici verranno sottoposti a tamponamento”. È ciò che si sta realmente facendo?
– Perché la Regione Lombardia non segue le direttive del Ministero e dell’Istituto Superiore di Sanità che prescrivono di sottoporre a tampone i sintomatici e, qualora questi siano positivi, i loro familiari e i contatti recenti?
– Perché la Regione Lombardia non ha ancora autorizzato l’avvio della sperimentazione dei test sierologici che altre regioni, come il Veneto e l’Emilia-Romagna, hanno invece attivato? L’esito di tali test – in abbinamento a un’indagine continua attraverso tamponi su un campione statisticamente rappresentativo per età, sesso, luogo di residenza… – è ritenuto decisivo per certificare l’evoluzione dell’epidemia e l’immunità di chi abbia contratto il virus anche in forma asintomatica.

Giorgio Gori – Sindaco di Bergamo
Emilio Del Bono – Sindaco di Brescia
Gianluca Galimberti – Sindaco di Cremona
Virginio Brivio – Sindaco di Lecco
Mattia Palazzi – Sindaco di Mantova
Beppe Sala – Sindaco di Milano
Davide Galimberti – Sindaco di Varese

Abruzzo

Marta Viola nuova responsabile di MW Abruzzo

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L’Assemblea ordinaria delle socie e dei soci abruzzesi di MW Italia svoltasi in remoto il 30 gennaio 2021 ha eletto all’unanimità la giovane attivista Marta Viola Responsabile regionale per il triennio 2021/2023, alla presenza di Franco Tessadri Presidente nazionale e di Fabio Valentini della Segreteria nazionale.

            Marta è la prima donna che assume questo ruolo in Abruzzo a rappresentare Mountain Wilderness Italia  (Associazione Alpinistica e di Protezione Ambientale riconosciuta dal Ministero dell’ambiente, aderente a Mountain Wilderness International – Alpinisti/e di tutto il mondo in difesa della Montagna).

            Marta è membro del Consiglio Direttivo nazionale di MW, cura la grafica e l’impaginzione del Notiziario Nazionale e il Magazine della Montagna Etica.

            Sin dall’infanzia ha iniziato a frequentare le montagne dell’Appennino centrale e da ragazza le Alpi occidentali e centrali, le Dolomiti e i Pirenei, praticando l’escursionismo, l’arrampicata, la speleologia e lo sci.

            Marta si è laureata in Psicologia Clinico-Dinamica all’Università di Padova. Ha frequentato lo IED (Istituto Europeo del Design) per a Fotografia. Ha esposto le sue opere in Italia e all’estero. Scrive su riviste regionali e nazionali. Ha pubblicato il libro Sangue Bianco nel quale racconta i suoi mesi vissuti in ospedale, nella lotta per vincere la leucemia.

Segue la dichiarazione della nuova responsabile.

“Ringrazio le socie e i soci abruzzesi di MW per l’incarico che mi hanno affidato per il triennio 2021/2023. Ho chiesto a loro il sostegno per la salvaguardia delle nostre montagne, ultimi spazi liberi e incontaminati dell’Abruzzo e per aiutare i giovani montanari resilienti ad assumere il ruolo di protagonisti attivi nella tutela, gestione e valorizzazione del loro (e nostro) Capitale Natura. Il Progetto Laboratorio Appennino delle buone pratiche verrà portato avanti dal gruppo di lavoro dei soci che si è costituito  l’8 gennaio, aperto al contributo di altri soci e dei piccoli imprenditori di montagna resilienti.

            La crisi climatica globale ci chiede di agire in fretta, con comportamenti responsabili. In Abruzzo, le prime vittime del clima alterato si sono manifestate con la scomparsa del ghiacciaio Calderone, morto con 30 anni di anticipo rispetto alle previsioni dei glaciologi; il calo delle precipitazioni nevose che ha ridotto le risorse idriche per gli abitanti e per l’irrigazione dei campi agricoli; i fiumi con meno acqua che non trasportano materiale solido sulla costa per ripascere le spiagge; il mare Adriatico che risale di livello e l’erosione che consuma gli arenili; le mareggiate sempre più estreme che spingono il mare a lambire le città. Di fronte a queste emergenze epocali, le istituzioni preposte continuano a far finta di nulla e ad investire denaro pubblico per opere inutili.

            Abbiamo tutte/i il dovere civico di risparmiare le risorse naturali ancora disponibili, di pulire l’aria, l’acqua, l’aria, il suolo dall’inquinamento chimico consentito da un modello di sviluppo attuato dalla politica degli ultimi 40 anni contro il benessere della natura e della salute umana.

            Dobbiamo tutelare e incrementare le foreste, i boschi, gli alberi e le siepi e le erbe spontanee per il contenimento dell’effetto serra e dare ospitalità agli animali di terra, di cielo e alle insostituibili api, garanti della nostra sopravvivenza.

            Chiederò alle istituzioni pubbliche l’impegno urgente per la difesa dei suoli in frana, affidando la progettazione ai giovani geologi, ingegneri idraulici, agronomi, forestali e botanici disoccupati per la messa in sicurezza della intera fascia appenninica basale orientale, dal fiume Tronto a nord ai fiumi Sangro e Trigno a sud, con i fondi europei Next Generation Eu.

            Con queste riflessioni e idee voglio impegnarmi con le socie e i soci MW e con le persone, in particolare giovani e donne, sensibili e disponibili a dedicare un’ora di conversazione a settimana al servizio della natura, per trasmettere ai bambini di oggi che stiamo lavorando per il loro futuro, basato sul diritto ad una vira sana in un ambiente pulito.

L’Associazione che rappresento non possiede immobili, depositi bancari e non fa compromessi con le lobby e la politica. E’ composta da persone libere che pensano e agiscono in libertà, trasparenza e solidarietà. Chi vuole, può contattarmi per formare insieme una cordata ecopacifista giovanile, fantasiosa e determinata a incidere culturalmente nel tessuto sociale abruzzese.

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Abruzzo

Screening anti Covid-19 in provincia di Teramo

Da oggi le operazioni

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Sono i Comuni di Montefino e Castiglione Messer Raimondo a partire, già da oggi, con lo screening di massa anti Covid-19 che la ASL di Teramo ha organizzato, insieme ai 47 Sindaci dei Comuni del territorio provinciale, Regione Abruzzo, Protezione Civile Regionale e gli Ordini professionali dei Medici, degli Infermieri, dei Veterinari, dei Biologi ecc.
Lo scopo è quello di scoprire quanti più soggetti positivi al Covid che, non presentando alcun sintomo, non si accorgono di aver contratto la malattia e, quindi, sono potenzialmente in grado di infettare tutte le persone con cui vengono a contatto.

“E’ un modo per interrompere la catena dei contagi – dichiara il Direttore Generale della ASL Maurizio Di Giosia – in un momento in cui la situazione nella nostra provincia risulta essere particolarmente difficile per l’elevato numero di pazienti positivi. Se si pensa che, oltre ai circa 200 ricoverati, ci sono oltre 4700 persone in isolamento domiciliare, ci si rende immediatamente conto della difficoltà di effettuare il tracciamento di tutti i contatti. Lo screening di massa è un’ottima occasione per tutti i cittadini che possono controllare il proprio stato di salute e, nel frattempo, dimostrare grande senso civico, aiutando le Istituzioni nella lotta al Coronavirus. Sottoporsi allo screening è un’azione volontaria, ma noi tutti invitiamo caldamente le persone ad aderire a questa importante iniziativa.”

Ricordiamo che lo screening è gratuito e si tratta di un tampone nasofaringeo del tipo “rapido”, in grado cioè di dare un risultato in poco tempo.
Lo screening è aperto a tutte le cittadine e i cittadini residenti o domiciliati, di età superiore ai 6 anni; i minori devono essere accompagnati da un genitore.
Sarà necessario portare con sé la tessera sanitaria e un documento di identità valido.
All’accettazione, inoltre, bisognerà compilare un modulo di consenso che, per velocizzare le operazioni di accettazione, potrà essere consegnato già compilato, scaricandolo dal sito web del proprio Comune di appartenenza o dal sito web della ASL di Teramo.
Entro tre ore dal test, in caso di risultato positivo, le persone riceveranno una chiamata da un operatore sanitario al numero di telefono indicato sul modulo di consenso. Se entro tre ore non si riceve nessuna chiamata, vuol dire che il tampone ha avuto esito negativo.

Ogni Comune allestirà delle postazioni dove verranno effettuati i test rapidi. Le località esatte e gli orari saranno pubblicati sul sito web di ogni Comune dove i cittadini potranno reperire tutte le informazioni necessarie.

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Ancona

Litiga con la moglie e da Como arriva a Fano

Dopo sette giorni assistito nelle Marche

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Litiga con la moglie e da Como arriva a Fano nelle Marche: una storia davvero singolare, riportata dal “Resto del Carlino”.

L’uomo è un 48enne della provincia di Como. Si era allontanato da casa dopo l’ennesima lite con la moglie. “Volevo smaltire la rabbia con una passeggiata”, ha detto. La moglie aveva denunciato la scomparsa.

Passeggiata terminata dopo 450 chilometri percorsi e una settimana, tanto ci è voluto per raggiungere le Marche, passando confini e barriere.

L’uomo è stato accompagnato in commissariato per le verifiche, era lucido e ben orientato riferiscono gli agenti, anche se stanco e infreddolito dichiarando: “Non mi sono resto conto di aver camminato così tanto, per mangiare e bere sono stato aiutato dalla gente incontrata lungo il cammino”

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