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Ascoli Piceno

CoViD19 Loggi: sì a spostamenti nel “MarcUzzo”

Petizione Parlamentare.

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Regioni Marche-Abruzzo

MONTEPRANDONE – Il sindaco del Comune di Monteprandone sottoscrive il documento in cui si chiede ai parlamentari del territorio di sollecitare il Governo per la concessione di una deroga che consenta lo spostamento in una Regione differente a quella in cui si risiede. In particolare nei comuni di “confine” tra le Marche e l’Abruzzo (il cosiddetto MARCUZZO), quelli della Vallata del Tronto, i rispettivi sindaci (ventidue) hanno già sottoscritto questo documento.

“Ribadisco la mia posizione favorevole, già espressa qualche giorno fa a mezzo stampa, in merito agli spostamenti verso i Comuni del vicino Abruzzo.

A Monteprandone ci sono tantissimi cittadini che hanno congiunti nei Comuni limitrofi abruzzesi.

Molti sono tornati a lavorare e non sanno a chi affidare i loro figli.

Per questo, come altri Sindaci della Provincia di Ascoli Piceno, ho deciso di sottoscrivere il documento in cui si chiede ai parlamentari del territorio di sollecitare il Governo affinché conceda una deroga che consenta di effettuare spostamenti in una Regione differente a quella in cui si risiede.”

Il Sindaco di Monteprandone

Sergio Loggi



Il documento è stato sottoscritto già da 22 sindaci dei Comuni della provincia di Ascoli Piceno.

Marco Fioravanti (Ascoli Piceno), Armando Falcioni (Maltignano), Pasqualino Piunti (San Benedetto del Tronto), Pierpaolo Rosetti (Acquaviva Picena), Aleandro Petrucci (Arquata del Tronto), Gianfilippo Michetti (Carassai), Fabio Polini (Castignano), Graziano Fanesi (Castorano), Alessio Piersimoni (Cupra Marittima), Matteo Terrani (Folignano), Augusto Curti (Force), Enrico Piergallini (Grottammare), Daniel Matricardi (Montalto delle Marche), Lucio Porrà (Montefiore dell’Aso), Sergio Fabiani (Montegallo), Francesca Grilli (Montemonaco), Luigi Massa (Offida), Giuseppe Amici (Palmiano), Alessandro Lucciarini De Vincenzi (Ripatransone), Francesco Leoni (Roccafluvione), Alessandro Luciani (Spinetoli) e Fabio Salvi (Venarotta).
«Abbiamo sottoposto all’attenzione dei parlamentari del nostro territorio – Sen. Giorgio Fede, On. Rachele Silvestri, On. Giorgia Latini e On. Roberto Cataldi – un documento condiviso da 22 sindaci dei Comuni della provincia di Ascoli Piceno per chiedere di sollecitare il Governo affinché conceda una deroga che consenta di effettuare spostamenti in una regione differente rispetto a quella in cui si risiede».
Così il sindaco di Ascoli Piceno Marco Fioravanti.
Il documento è stato sottoscritto dai sindaci Marco Fioravanti (Ascoli Piceno), Armando Falcioni (Maltignano), Pasqualino Piunti (San Benedetto del Tronto), Pierpaolo Rosetti (Acquaviva Picena), Aleandro Petrucci (Arquata del Tronto), Gianfilippo Michetti (Carassai), Fabio Polini (Castignano), Graziano Fanesi (Castorano), Alessio Piersimoni (Cupra Marittima), Matteo Terrani (Folignano), Augusto Curti (Force), Enrico Piergallini (Grottammare), Daniel Matricardi (Montalto delle Marche), Lucio Porrà (Montefiore dell’Aso), Sergio Fabiani (Montegallo), Francesca Grilli (Montemonaco), Luigi Massa (Offida), Giuseppe Amici (Palmiano), Alessandro Lucciarini De Vincenzi (Ripatransone), Francesco Leoni (Roccafluvione), Alessandro Luciani (Spinetoli) e Fabio Salvi (Venarotta).
«Con questo documento, che ieri abbiamo condiviso con i vari amministratori, diamo ulteriore forza all’iniziativa messa in campo dal sindaco di Maltignano Armando Falcioni, che sul tema aveva già sollecitato l’Anci Marche» ha aggiunto il sindaco Fioravanti.
«Riteniamo infatti che per i Comuni della provincia di Ascoli Piceno sia necessaria una deroga al Dpcm del 26 aprile 2020, che non consente la possibilità di effettuare spostamenti in una regione differente rispetto a quella in cui si risiede se non per comprovate esigenze di lavoro, salute, assoluta urgenza o per fare rientro presso la propria abitazione.
Se da un lato la norma può essere condivisibile nell’ottica di un contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale, dall’altro è evidente come sia necessaria una deroga per quei Comuni che – seppur appartenenti a una diversa regione – sono tra loro confinanti e strettamente legati dal punto di vista storico, sociale ed economico.
È proprio in questi territori limitrofi che molti cittadini, pur condividendo rapporti con familiari e parenti, non possono incontrare i loro congiunti.
È proprio in questi territori limitrofi che molti cittadini, pur possedendo seconde case, non possono recarvisi.
Cittadini che, dopo aver responsabilmente accettato le misure restrittive imposte dal Governo nella prima fase dell’emergenza, non possono e non devono ora essere trattati con disparità.
È evidente a tutti – e crediamo lo sia anche al Governo stesso – il paradosso di consentire ai cittadini della provincia di Ascoli Piceno di poter percorrere oltre 200 chilometri per raggiungere il Nord delle Marche ma non permettere agli stessi cittadini di effettuare spostamenti di 10 o 20 chilometri per raggiungere i limitrofi territori appartenenti ad altre regioni e nei quali si trovano parenti e familiari.
Pur condividendo dunque la necessità di tutelare la salute di tutti i cittadini, crediamo sia necessario predisporre una deroga per quei territori che – per posizione geografica – si trovano in aree di confine: in questo modo si permetterebbe uno spostamento anche tra Comuni appartenenti a regioni differenti, magari circoscrivendo e limitando lo spostamento stesso a un prestabilito raggio di azione.
Per tutte queste ragioni chiediamo ai parlamentari del nostro territorio che si facciano portavoce presso gli organi competenti di tali esigenze, affinché si possa tempestivamente porre rimedio a una situazione paradossale e che rischia di generare disuguaglianza di trattamento per numerosi cittadini residenti nei Comuni della provincia di Ascoli Piceno».



Ancona

Morti sospette nella Rsa di Offida: assolto in Appello l’infermiere accusato di omicidio

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In primo grado aveva ricevuto una condanna all’ergastolo per la morte di 7 anziani, ospiti di una Rsa di Offida. Assolto «perchè il fatto non sussiste». I giudici hanno chiesto l’immediata scarcerazione.

ANCONA – Clamoroso colpo di scena presso la Corte d’Appello di Ancona che ha completamente ribaltato la sentenza nei confronti di Leopoldo Wick ed ha assolto l’infermiere condannato in primo grado all’ergastolo per omicidio, relativamente all’inchiesta sulle morti sospette in una residenza per anziani di Offida. Secondo i giudici anconetani che hanno chiesto l’immediata scarcerazione «il fatto non sussite».

Nel giugno dello scorso anno invece, il Tribunale di Macerata aveva concordato con le accuse della Procura di Ascoli e lo aveva condannato all’ergastolo per omicidio. Nel mirino degli inquirenti 7 morti sospette, oltre ad altri quattro tentati omicidi. In base alle accuse, Wick avrebbe somministrato dosi letali di farmaci ai pazienti che aveva in cura dal 2017 al 2018.

In Appello la Procura ha chiesto la conferma della condanna, ma la Corte ha ribaltato la sentenza. Arrestato una prima volta nel giugno del 2020 su ordine del Gip di Ascoli, venne rilasciato l’anno seguente dalla corte d’Assise. Poi, nel 2022, il rientro in carcere dopo il ricorso della Procura e la decisione della Cassazione.

Oggi, l’infermiere è stato assolto dall’accusa di omicidio per le morti sospette nella Rsa di Offida. Quando la Corte ha dato lettura della sentenza, l’imputato è scoppiato in lacrime. Oltre all’assoluzione, i giudici hanno revocato i risarcimenti precedentemente stabiliti e condannato le parti civili al pagamento delle spese processuali.

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Ascoli Piceno

Minore fuggito dalla comunità: intercettato dalla Polfer a San Benedetto del Tronto

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Il ragazzo, extracomunitario e non accompagnato, si era allontanato da Ripa Teatina e stava cercando di raggiungere Miano. La sua presenza a bordo è stata segnalata dal capotreno.

ASCOLI PICENO – Dopo la segnalazione del capotreno, la Polfer di San Benedetto del Tronto ha fermato un ragazzo minorenne, extracomunitario e non accompagnato, che era fuggito da una comunità educativa di Ripa Teatina. I fatti sono accaduti lo scorso 29 novembre.

La sua presenza a bordo è stata notata da un capotreno, che ha segnalato il minore non accompagnato. A San Benedetto, gli agenti di Polizia Ferroviaria sono saliti sul treno e lo hanno individuato. Accompagnato presso il Gabinetto di Polizia Scientifica del Commissariato, è stato identificato.

E’ così emerso che il ragazzo aveva lasciato la struttura educativa la mattina stessa.  Dopo il disbrigo delle formalità del caso è stato affidato a personale dello stesso centro per il rientro in sede.

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Ascoli Piceno

Si distrae al telefono e cade nel pozzo: recuperato dai Vigili del Fuoco a San Benedetto del Tronto

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uomo caduto nel pozzo a san benedetto del tronto

L’uomo è rimasto sempre cosciente. Sul posto i Vigili del Fuoco con un mezzo 4X4, un’autoscala e un elicottero, oltre a Carabinieri, Polizia e Polizia Locale. Il pozzo era profondo 7 metri.

ASCOLI PICENO – Mentre si trovava nelle campagne di contrada Monte Aquilino, nei dintorni di San Benedetto del Tronto, un uomo di 37 anni è caduto in un pozzo profondo 7 metri. Sembrerebbe che la causa della distrazione che l’ha portato a compiere un passo falso sia stato il telefono. L’episodio si è verificato nella mattinata di ieri, lunedì 4 dicembre.

Il pozzo era fortunatamente privo d’acqua. L’uomo è rimasto sempre cosciente. Sul posto sono arrivati Vigili del Fuoco, Carabinieiri, Polizia e Polizia Locale. I Vigili del Fuoco hanno impiegato un mezzo 4X4 ed un’autoscala per il recupero. Poco distante, a ridosso della Statale 16, era atterrato anche un elicoterro di soccorso.

Un operatore della squadra di San Benedetto del Tronto si è calato all’interno del pozzo con tecniche SAF (Speleo Alpino Fluviale) ed ha raggiunto l’uomo caduto al suo interno. Dopo aver constato l’assenza di gas, attraverso strumentazioni specifiche, lo ha imbragato ed ha accompagnato la sua risalita.

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