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Musica&Retroscena

Live Drive in, il progetto innovativo per promuovere la musica dal vivo[ Live Drive in clip]

Simona Borghese

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LIVE DRIVE IN è il progetto ideato da un gruppo di addetti ai lavori del mondo dello spettacolo per fornire un’immediata risposta all’attuale sospensione delle attività relative a cinema, teatro e musica live causata dall’emergenza Covid-19. In diverse città italiane altrettante location si trasformeranno per l’estate 2020 in spettacolari drive-in attrezzati con mega schermi e palcoscenici per tornare a cantare come un’unica voce. Il format nasce da un’idea di Utopia Srl, Zoo Srl, Italstage, e 3D Unfold, aziende leader nei rispettivi campi legati alla produzione, all’allestimento e alla progettazione di eventi e che vantano un’expertise ed una storica affidabilità, costruita sul campo nella realizzazione dei più grandi concerti, tour ed eventi italiani degli ultimi anni.

In un momento storico in cui ci si chiede come poter tornare a vivere la socialità in piena sicurezza e come poter concepire un’estate nel rispetto delle normative contro il Coronavirus, LIVE DRIVE IN vuole essere promotore del primo festival completamente Covid Safety-First, che risponda quindi alle esigenze di sicurezza del momento e permetta di tornare a vivere la socialità e la musica live già dalle primissime fasi della riapertura: una grande ed ambiziosa soluzione per permettere al pubblico di riavvicinarsi alle sue passioni ed abitudini, promuovendo una nuova fruizione dell’intrattenimento stesso.

Non solo: l’obiettivo è anche e soprattutto quello di sostenere tutta la filiera di cinema, teatro e musica live, ad oggi in ginocchio con più di 300 mila lavoratori stimati in disoccupazione e perdite per decine di milioni di euro ogni settimana. Il progetto vuole essere quindi anche un appello al Governo, al Ministero della Cultura e alle Istituzioni Nazionali per porre l’attenzione su un settore importante come quello dell’intrattenimento. Permettere a questo settore di ripartire significa infatti far tornare al lavoro molti professionisti che ad oggi vedono un blocco totale delle loro attività.

Un progetto solido che ha già raggiunto uno stato avanzato di realizzazione e che mira ad esser condiviso con quante più realtà locali possibili: Comuni, Assessorati, promoter locali che stanno aderendo con grande entusiasmo e partecipazione, in un dialogo che ha già portato all’individuazione di aree fruibili al format nella sua capienza massima, in un’ottica di sostenibilità del progetto stesso a livello regionale. Le città che finora hanno aderito al progetto sono: Milano, Roma, Firenze, Torino, Bologna, Napoli, Verona, Catania, Genova, Bari, Cagliari, Cosenza, Mantova, Avellino, Reggio Calabria, Lamezia Terme, Lido di Camaiore, Olbia, San Benedetto del Tronto e Palermo.

Clicca sul link per vedere un’anteprima LIVE DRIVE IN CLIP

https://www.dropbox.com/sh/3ufodkuv4iwaou1/AAAECL4hK0MPQURe9h_BQfgAa?dl=0

Un format del passato, quello del drive-in, che viene quindi rimodulato in una declinazione del tutto nuova, quasi completamente ad impatto zero grazie all’utilizzo di generatori ad energia rinnovabile, bagni auto-igienizzanti e materiali ecosostenibili: individuando delle location dove poter allestire spettacolari drive-in attrezzati con mega schermi e coloratissimi palcoscenici, le città italiane si faranno pioniere di un nuovo modo di pensare gli eventi, in cui gli autoveicoli saranno lo strumento sociale di una nuova con-partecipazione, che è allo stesso tempo tutelante contro il rischio di contagio.

Cosi come già sperimentato in Norvegia e in Germania, dove i primi passi verso questa direzione sono stati già mossi, LIVE DRIVE IN è una risposta concreta al bisogno di divertimento open-air, di leggerezza, positività e speranza nel futuro, per ricominciare a vivere le nostre città nel rispetto delle misure di distanziamento sociale necessarie a farci sentire tutelati.

Sempre più vicini, sempre più protetti.

Musica&Retroscena

Max Gazzè, sì ai concerti da 1000 posti.” Non dimentichiamoci di quello che una musica può fare”

Max Gazzè, la musica non si ferma: ” Rinuncio ai cachet standard dei grandi live per ridare la dignità del lavoro a chi è fermo”. Concerti da 1000 posti

Simona Borghese

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L’artista romano Max Gazzè, dopo il lockdown e il blocco di tutti gli eventi musicali a causa del Covid 19, è stato il primo, attraverso le sue pagine social, a far sentire la sua voce avanzando una proposta: quella di non fermarsi e ripartire con i live ma con numeri ridotti, in modo compatibile con la fase 2 e nel rispetto delle disposizioni.


“Ho deciso di rimandare di un paio di mesi la registrazione del nuovo disco, di rinunciare ai cachet standard dei grandi live per ridare la dignità del lavoro a chi è fermo.
“Scendo in palco” per 1000 posti a sedere insieme a coloro che da anni mi accompagnano e senza i quali non esisterebbero i concerti, dai musicisti allo staff che lavora dietro le quinte.
Ripartiamo dopo i minuscoli locali degli inizi, i club, i teatri, l’Arena di Verona, le Terme di Caracalla e i grandi festival, ripartiamo per far sì che questo piccolo spazio diventi una cosa grande per tutti. Non dimentichiamoci di quello che
una musica può fare“.

A breve saranno annunciate le prime date.

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Musica&Retroscena

Gow Tribe, la musica fuori dagli schemi

Simona Borghese

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Per gli appassionati della musica che spazia dall’ edm fino al trap, Gow Tribe è un nome che certamente fa tendenza e che negli ultimi anni ha continuato a far parlare di sè per la fortunata collaborazione con il Team di Achille Lauro, con cui ha partecipato alla produzione di brani di diversi album.

Ma chi è Gow Tribe?

Gow Tribe, all’anagrafe Matteo Ciceroni, è un Dj/Producer romano che divide la sua vita tra Milano e il mondo, e che conserva tra l’altro anche un forte legame con Pescara, dove è vissuto e dove torna spesso per via del lavoro di suo padre, manager del Gruppo De Cecco.

GOW nello specifico è un progetto ambizioso e ad ampio respiro che vede la luce nel 2015. Coinvolge non solo la musica, ma anche il cinema, la moda e la fotografia; l’obiettivo principale è la ricerca di nuove tendenze per creare sonorità e performance live innovative ed uniche nel loro genere.

Gow è l’espressione di un modo di fare musica a 360 gradi, spaziando dalla Trap all’House sperimentale e che non si pone confini ma solo nuovi orizzonti da conquistare.

Il suono di Tribe non si può racchiudere in una formula standard, sempre identica a se stessa, ma è un sound in perenne evoluzione che rappresenta a pieno la sua personalità. Sonorità impossibili da ingessare in classificazioni o cliché, riconducibile nè alla trap nè alla dance, ma in grado di spaziare continuamente tra ricerca e sperimentazione, cavalcando più generi.

Nel suo dna, metà italiano e metà africano, scorre il dna del mondo intero che ha percorso grazie alla musica. Le sue produzioni sono il frutto di un melting pot culturale, di contaminazioni, di incontri ed esperienze che lo hanno reso Gow, unico nel suo approccio musicale. L’ Africa è nelle sue radici, nel nome Gow, nel logo e nella sua musica. Un’Africa che riporta spesso sul palco, in particolare nei djset di apertura al “Rolls Royce tour”, dove trova un luogo tutto suo.

Il suo bagaglio artistico parte dalla cultura rave e dal primo lavoro d’esordio, sfociato nel progetto Reo, che lo ha portato ad esibirsi in Italia e in Europa. Nel 2012 fonda il progetto Edm “Back2Rave” con l’amico Matteo Scartoni e inizia la collaborazione con diverse etichette fino all’uscita di un remix ufficiale per Joachime Garraud su Ultra Music-Label, fondatrice del famoso festival Ultra Music che si tiene ogni anno a Miami – che attira l’attenzione degli addetti ai lavori nel modo Edm.

Divide il palco con artisti del calibro di Skrillex, Prodigy, Congorock, Noisia, Subfocus, Crookers, Kill The Noise, Flux Pavilion e intanto le sue tracce vengono suonate nei club più famosi al mondo da dj internazionali come Afrojack, Don Diablo e tanti altri. Ma anche in Italia arriva la fama, grazie ai concerti organizzati a Roma con artisti come J-Ax, Joe Satriani, Wu Tang Clan.

Il suo percorso, da sempre in evoluzione, nel 2016 lo fa approdare alla collaborazione con Boss Doms per l’EP di Achille Lauro “Ragazzi Madre” con Profumo da donna. Nello stesso anno suona al famosissimo Hoxton Club di Toronto, a Vancouver e a Parigi, in occasione della fashion week. Nel 2017 apre gli show di Marshmello e The Bloody Beetroots nelle date di Milano e la sua traccia “Each Other” esce in rotazione su una delle più famose radio del Sud America “Studio 92”, oltre ad essere suonata all’Ultra Music Festival in Messico e poi in Perù.

Collabora al film “EUFORIA”, presentato a Cannes 2018, diretto da Valeria Golino, ricevendo moltissimi consensi dalla critica per il suo pezzo. Sempre nello stesso anno pubblica la prima traccia Techno-Trap con Achille Lauro, Midnight Carnival (album Pour l’amour) e Roba francese. Ma è il 2019 che gli dà quella spinta verso la popolarità: impossibile non ricordare la performance al Circo Massimo di Roma davanti a più di 100.000 spettatori e poi le due nuove produzioni nel disco di Achille Lauro: l’album “1969”, con i brani Cadillac con un taglio punk rock e Zucchero con tendenze tra l’ edm e il melodico fino ad arrivare a 1990, Me ne frego e 16 Marzo, brani con influenze tipicamente dance anni ’90.

16 MARZO è un caso molto singolare nella sua genesi. Gow si trovava a Roma con Lauro per impegni di lavoro, ma rimangono improvvisamente bloccati in un airbnb a causa del lockdown. Ed è in questo periodo che prende vita 16 MARZO, una power ballad intima, melodica e al tempo stesso struggente che segna per Gow un nuovo capitolo di crescita professionale, sempre in un’ottica di irrefrenabile creatività che sarà la sua fortuna.

Almeno un volta al giorno infrangi una regola che non ritieni giusta. Usa l’intelligenza”.

É così che si conclude il video di Midnight Carnival, prodotta dallo stesso GOW, con il motto di credere in se stessi, usando sempre l’intelligenza e non essere solo un mero numero nella massa. Ed è proprio questo il mood che, sin dagli esordi, muove questo giovane producer, dalla personalità eclettica ed innovatrice.

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Musica&Retroscena

Ezio Bosso, il pianista si è spento a 48 anni

Simona Borghese

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Ezio Bosso

Bologna -Il pianista e direttore d’orchestra Ezio Bosso si è spento questa notte nella sua casa. Aveva 48 anni. Dal 2011 lottava contro una malattia neurodegenerativa. Da quando Carlo Conti nel 2016 lo volle sul palco di Sanremo, si fece conoscere al grande pubblico. Con il suo talento , la sua gioia, il suo carisma, conquistò tutti e rese quell’edizione del Festival davvero unica. Un musicista e un grande uomo che con l’amore e la dedizione per la musica ha saputo trasmettere il valore della vita, attraverso messaggi di coraggio e resilienza.

Bosso resta un esempio per tutti, soprattutto in questo periodo in cui c’è bisogno di esempi e modelli positivi per riappropriarsi ognuno del valore autentico della vita. Vogliamo ricordare Ezio Bosso con le sue stesse parole “La musica insegna la cosa più importante: ascoltare”.

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