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Chieti

Ripascimento spiagge e rifioritura scogliere, la Regione fa slittare l’opera

Ritardi, fondi tagliati e responsabilità scaricate sui Comuni, che non hanno i mezzi né i tempi per intervenire.

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Villa Rosa - erosione costiera - ripascimento spiagge e rifioritura scogliere

MARTINSICURO – Sarebbe dovuto cominciare quest’anno il programma della Regione Abruzzo per combattere l’erosione costiera, soprattutto nei Comuni fortemente colpiti dalle mareggiate del 2019. L’ambizioso piano di ripascimento spiagge e rifioritura scogliere, prevedeva investimenti per 7 milioni di euro, spalmati in tre anni. Di questi fondi, 4 provenivano dal Governo, 3 dalla Regione.

Tuttavia, il progetto ha subito diversi ritardi e la procedura non è stata attivata. La prima fase dei lavori non è cominciata e parte delle risorse previste sono state tagliate. Ad esempio, al Comune di Martinsicuro sono stati assegnati solo 150 mila euro, a fronte degli oltre 400 mila previsti. Ma pure gli altri territori coinvolti hanno visto ridotta la mole di finanziamenti prevista.

Anche le tempistiche e le modalità relative agli stanziamenti hanno suscitato più di una perplessità. Sono stati proposti ai comuni soltanto in tempi recenti e, sebbene dovessero essere prerogative della Regione, anche la progettualità dei lavori e l’assegnazione delle gare d’appalto sono stati affidate agli enti comunali.

<<Abbiamo deciso di non utilizzare questi fondi – commenta il sindaco di Martinsicuro Massimo Vagnoni –  nessuna intenzione di polemizzare con la Regione, ma a ridosso della stagione turistica non avevamo i tempi tecnici per preparare ed affidare questi lavori>>. Il primo cittadino truentino conclude affermando: <<per quest’anno ci limiteremo ad alcuni interventi di manutenzione, in attesa di una azione concreta che possa davvero risolvere il problema dell’erosione costiera. Nel frattempo ci  confronteremo costantemente con gli operatori turistici per venire incontro alle loro esigenze>>.

Decisamente più critico il consigliere regionale, già assessore nella precedente legislatura, Dino Pepe: <<la Regione ha tradito le promesse  fatte all’intero settore turistico. Aveva assicurato un programma concreto di ripascimento spiagge e rifioritura scogliere, invece ha tagliato i fondi, anche del 75%, e scaricato tutto sulle spalle dei Comuni, che non hanno i mezzi per intervenire concretamente>>. Prosegue l’esponente del Partito Democratico: <<anche la motivazione fornita dalla Regione non regge. La giunta si è giustificata affermando che il mancato intervento è dovuto all’emergenza Covid. Ma prima che la pandemia scoppiasse, nulla era stato fatto. Oltretutto, se il problema fosse il Coronavirus, un comune non sarebbe certo immune, oppure meno a rischio rispetto alla Regione. Anzi, proprio nel momento in cui le spiagge avevano maggior bisogno di sabbia, per venire incontro alle norme sui distanziamenti, la Regione Abruzzo non ha realizzato nulla. Non posso evitare di pensare a tutti i lavoratori del comparto turistico – conclude Dino Pepe – che rimarranno senza lavoro e che avevano bisogno di essere aiutati. A tal proposito, ho presentato un emendamento per sostenere gli operatori turistici e permettere loro di effettuare interventi di recupero nelle strutture balneari. Mi auguro che venga accolto dalla Giunta Regionale>>.

Abruzzo

ANCI Abruzzo su situazione post-terremoto

L’intervento del Presidente ANCI Abruzzo Gianguido D’Alberto

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ricostruzione terremoto l'aquila

Pubblichiamo l’intervento del Sindaco di Teramo e Presidente ANCI ABRUZZO, Gianguido D’Alberto, sulla situazione attuale post-terremoto.

“Come sindaci abruzzesi del cratere siamo pronti anche a restituire le fasce tricolori al Presidente del Consiglio se il pacchetto di misure per le zone terremotate non verrà inserito nel DL ‘Rilancio” ovvero nel prossimo DL Semplificazioni”.

E’ inaccettabile il fatto che non siano stati discussi gli emendamenti, la cui gran parte sono ad invarianza finanziaria, a costo zero, e non si capisce come il Governo non si sia reso conto della delicatezza della tematica legata alla ricostruzione post sisma 2016, a distanza di quattro anni dai primi eventi sismici.

Il momento per poter adottare misure tese alla sburocratizzazione delle procedure non può che essere adesso e, non essendoci motivi finanziari ostativi, gridiamo a gran voce di poter inserire il “pacchetto sisma” nel prossimo decreto oggetto di conversione. In questi mesi, tutti noi Sindaci del Cratere abbiamo lavorato al fianco del Commissario Legnini per un pacchetto di norme tese ad affiencientare il percorso della ricostruzione Sisma Centro Italia e, a distanza di anni, non tolleriamo più questa situazione di mancate risposte.
Siamo disposti a riconsegnare le nostre fasce se non otteniamo una vera risposta per la tematica sisma centro Italia. L’azione intrapresa dal Commissario, come è evidente, è tesa ad un percorso che veda la ricostruzione come elemento fondamentale per le Regioni colpite. Noi Sindaci del cratere, combattiamo quotidianamente affinchè vi possano essere delle risposte alle migliaia di sflollati che ancora non hanno minima consapevolezza del loro rientro negli alloggi, ma se il Governo pensa di ignorare i nostri territori a distanza di tutti questi anni, evidentemente dimostra di non avere consapevolezza della portata della problematica.

Con la non considerazione del pacchetto ricostruzione rischiamo di assistere ad un ulteriore schiaffo ai territori del cratere. Vedere i nostri territori costretti ancora all’ elemosina legislativa è un insulto agli ancora 45.000 sfollati del sisma del centro Italia, oltre che a a tutti i sindaci conivolti.

Ricordo che gli emendamenti presentati sono riconducibili a temi essenziali per i nostri territori, come: stabilizzazione del personale tecnico ed amministrativo, rafforzamento degli organici e proroga dei contratti in scadenza, con allineamento alla scadenza dello stato d’emergenza al 31.12.2021, insieme ad ulteriori misure per i Comuni (Tari e mutui); l’Istituzione di un fondo stabile per lo sviluppo dell’economia del cratere mediante la destinazione di una quota delle risorse disponibili e future destinate alla ricostruzione; superincentivi sisma ed ecobonus con un contributo per la ricostruzione delle case; semplificazione della ricostruzione pubblica e poteri straordinari per le opere più complesse, con rifinanziamento per gli anni futuri del fondo per gli interventi pubblici; revisione delle tariffe professionali dopo l’introduzione della modalità certificata dei progetti che abbiamo attuato con l’Ordinanza 100.
Si tratta di temi noti e a tempo condivisi con i Sindaci e i Ministeri competenti e che trovano corrispondenza negli emendamenti che sono stati depositati dai parlamentari appartenenti a diversi gruppi nel corso della conversione del decreto “Rilancio”.
Condivido la posizione che hanno espresso le altre Anci regionali . Non è importante il veicolo normativo dove queste norme troveranno collocazione . È decisivo invece che esse siano varate al più presto perché solo così sarà possibile completare il quadro delle misure indispensabili per far finalmente decollare la ricostruzione, alla vigilia del quarto anno dal sisma.
Il tempo è già scaduto, noi sindaci non staremo a guardare.

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Abruzzo

Convegno AIGA su Covid-19

Al webinar ha partecipato l’avvocato avezzanese Maryna Vahabava

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L’Avvocato Maryna Vahabava ,Consigliere Nazionale della Sezione Aiga (Associazione Italiana Giovani Avvocati) di Avezzano, è stata relatrice sull’argomento “Covid-19: effetti sui rapporti contrattuali internazionali con la Russia e gli altri paesi dell’Unione Economica Eurasiatica” nell’interessante, quanto attuale, webinar organizzato dalla Commissione di Diritto Internazionale di Aiga sezione di Milano dal titolo ” Covid-19, causa di forza maggiore nei contratti?”

L’evento, svolto il 29 giugno scorso, è patrocinato dal Dipartimento di Giunta Nazionale #AIGA “Internazionalizzazione della professione”.

Nella foto i partecipanti al convegno del 29 giugno.

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Abruzzo

Incidente in montagna, ricovero in ospedale

E’ accaduto nella falesia di Castellafiume

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 È atterrato sulle rocce di schiena ma fortunatamente è incolume.  Quanto segnalato dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico.

È quanto accaduto a un climber di Tagliacozzo (Aq), era in compagnia della sorella e insieme stavano scalando nella falesia di Castellafiume, nota località di arrampicata situata nel comune di Cappadocia (Aq).

Da quanto appreso è probabile che i due climber si siano intesi male, certo è che l’uomo, ormai in fase di discesa e assicurato alla corda, è precipitato per qualche metro. Rimasto sempre vigile, nonostante l’impatto sulla roccia, ha riportato comunque traumi ed escoriazioni.

In soccorso è intervenuto sul luogo l’elicottero del 118 dell’Aquila. L’equipe medica, insieme al tecnico di Elisoccorso del Soccorso Alpino e Speleologico, ha provveduto a collocare sulla barella l’infortunato. Prima del recupero con il verricello, si è inoltre reso necessario un trasporto a piedi attraverso il bosco ai piedi della falesia.

Immediato è stato poi il volo verso l’ospedale di Avezzano.

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