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Cronaca

Cronaca nera: ucciso l’Arbitro Daniele De Santis

Morta anche la sua compagna. Aveva recentemente arbitrato Samb, Teramo e Ascoli

Luigi Tommolini

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LECCE – Duplice omicidio dopo una violenta lite in un appartamento nei pressi della stazione dove l’uomo viveva.

Con l’arbitro Daniele De Santis è stata uccisa anche la sua compagna, Eleonora Manta.

Il tragico fatto è avvenuto nella tarda serata di ieri, lunedì 21 settembre.

I due sono stati colpiti da diverse coltellate.

Testimoni riferiscono di aver visto fuggire un uomo.

Daniele De Santis era nato a Lecce l’8 luglio 1987, al quinto anno nella CAN C con oltre 60 gare arbitrate in terza serie.

Nel 2017 aveva esordito in Serie B come quarto uomo in Pisa-Benevento.

Il condominio in cui si è consumato il duplice omicidio è quello in cui abitava l’uomo, nel quartiere Rudiae, nei pressi della stazione ferroviaria.

Subito dopo l’arrivo degli investigatori è scattata la caccia al killer che sarebbe scappato e notato da alcuni testimoni.

Le due vittime

Le due vittime


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Editoriale

Terremoto Amatrice. Sciopero della fame per il papà di una giovane vittima. Lettera di protesta

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Rendiamo visibile l’ ATTO DI PROTESTA CON LO SCIOPERO DELLA FAME di Mario Sanna, papà di Filippo, un bellissimo ragazzo vittima del terremoto di Amatrice avvenuto quattro anni e mezzo fa, il 24 agosto 2016.

Di seguito il testo integrale pubblicato oggi martedì 19 gennaio alle ore 13:08 sulla bacheca dell’ “Associazione Il Sorriso di Filippo”:

“Familiari delle vittime del sisma di Amatrice.

E’ ora di dire BASTA!!!

A più di quattro anni dal terremoto che ha sconvolto il Centro Italia, i familiari delle vittime subiscono l’ultima umiliazione.

Abbiamo chiesto a più riprese ai vari Commissari che si sono susseguiti in questi anni, di porre rimedio ad una evidente, madornale ingiustizia perpetrata ai danni di chi, pur non essendo proprietari di immobili ma semplicemente locatari, hanno visto distrutta la loro vita sotto il crollo dell’immobile che abitavano da molti anni. Ci si è occupati di assicurare la ricostruzione delle case che per i proprietari costituivano una seconda o terza proprietà a reddito e non si è pensato di equiparare a loro i locatari che quelle abitazioni le hanno vissute ed in quelle hanno visto distrutta la loro vita. Pur decidendo di costruire a nostre spese una nuova casa altrove per una nuova vita, abbiamo chiesto che si potesse attingere all’art. 17 lettera D del Testo unico sull’edilizia per poter usufruire dell’esenzione dal pagamento degli oneri di costruzione che viene concesso a chi subisce calamità naturali. Il Comma 3 dell’art. 6 della legge 189/2016 che riguarda le ricostruzione dei territori del Centro Italia, riprende quell’articolo ma NON INSERISCE la figura dei locatari come fruitori del provvedimento. Faccio notare che noi, oltre ad essere locatari dell’abitazione che ci è crollata addosso, siamo anche familiari di una vittima, Filippo Sanna di 22 anni, che è morto a causa di quel crollo. La nostra vita distrutta da quell’evento, per il legislatore non merita NESSUNA forma di solidarietà! Nemmeno la possibilità di non pagare gli oneri di costruzione per una casa che, ripeto, a spese nostre vogliamo costruire. Stiamo parlando di 42.000 euro che il Comune di Rieti ci ha richiesto. Una cifra enorme nella sua giustificazione, irrisoria rispetto ai miliardi stanziati per il terremoto ma assolutamente improponibile per la nostra situazione. Nonostante, lo dobbiamo dire, l’impegno profuso dal Commissario Legnini per venire a capo di questa NEFANDA INGIUSTIZIA, a oggi nulla è stato fatto.

CI AVETE UCCISO UNA SECONDA VOLTA!!!

Ma noi non ci arrendiamo! Da domani mattina, 20/01/2021 io, Mario Sanna, proclamo uno sciopero della fame a oltranza fino a quando anche i locatari delle case distrutte potranno usufruire dell’esenzione dal pagamento degli oneri di costruzione e, nel contempo, richiedo lo sblocco della discussione in VIII Commissione della Camera che vede ferma la Proposta di legge sul FONDO PER I FAMILIARI DELLE VITTIME del sisma 2009 e 2016.

Faccio appello a tutte le persone che ci seguono ed a tutte le testate giornalistiche che hanno avuto contatti con noi per rendere questa mia protesta visibile e nota a tutte le forze politiche ed alla Nazione tutta.

Ciò che sta accadendo a noi oggi, domani potrà essere il vostro presente. NESSUNO ESCLUSO!!!”

Mario Sanna

“Associazione Il Sorriso di Filippo”


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Ascoli Piceno

Ascoli, Omicidio Lettieri: convalida arresto, 57enne resta in carcere Arrestato nega davanti a gip.

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Arresto, manette (Il Martino - ilmartino.it -).

Fermato anche nipote per concorso

Il gip di Ascoli Piceno Annalisa Giusti ha convalidato oggi l’arresto, con custodia in carcere, di Petre Lambru, il 57enne romeno che si trova in carcere per l’omicidio di Franco Lettieri, 56enne ex collaboratore di giustizia, originario di Salerno, avvenuto a coltellate lo scorso 15 gennaio ad Ascoli Piceno. L’uomo è accusato di omicidio volontario in concorso con il nipote 17enne, sottoposto ieri a fermo giudiziario dalla Procura per i Minori di Ancona e ora ospite di una casa protetta.

All’udienza di convalida che si è tenuta stamattina, Lambru ha reso dichiarazioni spontanee, per ribadire di non aver ucciso Lettieri, ma non ha risposto alle domande del gip e del procuratore Umberto Monti collegati con il carcere in videoconferenza dal tribunale. Agli atti dell’inchiesta vi sarebbero i filmati di una telecamera di sicurezza che avrebbe ripreso parte dell’accaduto. Ieri mattina il nipote di Lambru si era presentato dai carabinieri di Ascoli insieme al suo legale: anche per lui era scattato il fermo.

In un primo momento si era parlato dell’eventualità che il 57enne fosse intervenuto per difendere il ragazzo durante una lite con la vittima. Secondo quanto trapela ora, invece, una delle ipotesi sarebbe che zio e nipote potrebbero aver contestualmente aggredito Lettieri, uno picchiandolo e l’altro accoltellandolo, senza che siano chiari i rispettivi ruoli. Sono comunque ancora oscuri i motivi della lite furiosa culminata con l’omicidio di Lettieri.

“Il mio assistito – riferisce il legale di Lambru, l’avv. Emiliano Carnevali – non ha potuto rispondere alle domande in quanto proprio questa mattina sono stati depositati dalla magistratura atti di indagine relativi alla ricostruzione del fatto; elementi dei quali abbiamo bisogno di prendere visione prima di rispondere a quesiti. All’esito – aggiunge – sarà eventualmente nostra premura chiedere alla Procura un nuovo interrogatorio nei prossimi giorni. In ogni caso – conclude il penalista – nella dichiarazione spontanea resa stamani il mio assistito ha negato di aver ucciso Lettieri”. Gli atti depositati ai quali il legale fa riferimento sono probabilmente sono inerenti a quanto ripreso da una telecamera di sicurezza inquadrando parte della scena dell’omicidio. Ma anche relativamente a quanto detto ieri mattina dal nipote 17enne di Lambru che si era presentato spontaneamente presso la caserma dei carabinieri di Ascoli insieme al proprio legale. (ANSA).


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Abruzzo

Rigopiano, Marsilio: vicinanza alle famiglie delle vittime e ai sopravvissuti

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«Oggi non è il giorno per sollevare le polemiche. Oggi ricordiamo le vittime e testimoniamo la vicinanza delle istituzioni alle loro famiglie e ai sopravvissuti”. Così il presidente della Giunta regionale, Marco Marsilio, intervenendo questo pomeriggio a Rigopiano (Farindola) alla cerimonia, svolta in forma privata, per la commemorazione delle 29 vittime della tragedia del 18 gennaio 2017. Presenti anche l’assessore all’ambiente Nicola Campitelli, il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri e il direttore regionale della Protezione Civile Mauro Casinghini. «Speriamo che una tragedia del genere non accada mai più e stiamo lavorando in tale senso. In particolare, nelle prossime settimane – rivela Marsilio – concluderemo finalmente il lunghissimo iter della carta valanghe che è uno dei presupposti per evitare che sul territorio possano accadere disgrazie in maniera improvvisa e imprevedibile. Speriamo che dal prossimo anno si possa commemorare, come accaduto negli anni passati, anche con la partecipazione dei tanti amici e delle tante persone. E’ una tragedia che – ha concluso Marsilio – non ha colpito solo i diretti interessati e le loro famiglie, ma un’intera comunità, quella abruzzese».


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