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Abruzzo

Recuperato cadavere a largo di Giulianova

Potrebbe essere il Ceco Tomas Cerveny

Luigi Tommolini

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GIULIANOVA – Alle ore 13,30 è stato avvistato nel mare Adriatico il cadavere di un uomo, era a sei miglia dalla costa di Giulianova, l’uomo non è stato ancora identificato.

Potrebbe essere Tomas Cerveny, 40 anni, appassionato di fotografia, della Repubblica Ceca  scomparso durante le vacanze in Abruzzo, a Martinsicuro, che la guardia costiera stava cercando in mare, anche con i sommozzatori, da quattro giorni.

Il cadavere è stato avvistato da un diportista su un motoscafo,  che ha subito chiamato la capitaneria di porto.

Era a sei miglia dal porto di Giulianova.

Il diportista lo ha visto galleggiare sull’acqua e ha immediatamente dato l’allarme.

La salma è stata recuperata alle 16 dalla Capitaneria di porto ed è stata subito trasferita all’obitorio dell’ospedale di Teramo per l’autopsia.

Per capire se effettivamente si tratta del turista ceco, dovrà essere effettuato l’esame del Dna.

Il corpo è di un uomo bianco ma, stando a chi lo ha visto, è irriconoscibile.


COMUNICATO ANSA delle 19:08 di giovedì 3 settembre 2020

(ANSA) – GIULIANOVA, 03 SET – La Guardia Costiera di Giulianova (Teramo), intorno alle 16, ha recuperato al largo di Giulianova il cadavere di un uomo. Secondo le prime informazioni si ipotizza che possa essere il corpo di Tomas Cerveny, il 40enne cecoslovacco scomparso insieme a Marketa Adamkova, 17 anni.
I due si trovavano insieme in vacanza a Martinsicuro ma da sabato scorso si erano perse le loro tracce. Domenica, davanti alla Riserva naturale della Sentina a nord della foce del Tronto a San Benedetto era stato rinvenuto il cadavere di una ragazza, che sarebbe proprio quella della 17enne (anche se il riconoscimento non è ancora ufficiale). I due potrebbero essere stati vittime di un incidente in barca. Oggi il ritrovamento del cadavere di un uomo al largo di Giulianova. Sul posto, oltre al medico legale, sta arrivando anche il pm della procura di Ascoli Piceno, titolare del fascicolo. (ANSA).


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Valentina Fagnani

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Ai piedi della montagna di Campli, a poco più di 500 metri sul livello del mare, circondata da suggestive colline e selvatici fossi, la pianura di Campovalano ha ospitato per circa mille anni, dal XII secolo a.C. al II d.C, un cimitero di italici. Le prime testimonianze di vita risalgono all’età del Bronzo.

Scoperta accidentalmente nel 1964 durante l’esecuzione di lavori agricoli, è stata oggetto di scavi condotti da Valerio Cianfarani a partire dal 1967 e successivamente da Vincenzo D’Ercole negli anni 80 e 90. Sono state riportate alla luce circa 600 tombe che coprono un arco temporale che va dell’età del Bronzo all’epoca romana.

Scatto di Valentina Fagnani, Necropoli di Campovalano

Nel corso del XIV e del XIII secolo a. C., nella zona di Coccioli, si insedia una comunità di allevatori e agricoltori. Le testimonianze archeologiche di questo insediamento del secondo millennio avanti Cristo scoperte nel 1971 dimostrano, oltre alla fabbricazione di strumenti di bronzo, una cospicua presenza di animali d’allevamento. Pecore e capre in particolare, ma anche buoi e maiali; la caccia doveva avere scarsa incidenza nell’economia generale dell’insediamento. La presenza di vasi particolari chiamati bollitori e colini testimoniano la lavorazione del latte per fabbricare ricotta e formaggi.

Non sempre la Necropoli è stata aperta il pubblico, che potrà ora visitarla dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 15, e il sabato dalle ore 9 alle ore 13. Ingresso gratuito così come la visita guidata. sotto gli occhi attenti di Marcella Celani, Maria Di Gennaro e Giampaolo Di Virgilio; i quali accompagnano tutti i visitatori, con straordinaria gentilezza e tanta competenza, in ogni passo e segreto del sito archeologico. A loro un ringraziamento speciale.

Scatto di Valentina Fagnani – Necropoli di Campovalano –

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Pescara

Pescara: incastrati dalle foto su Facebook i banditi delle poste

Maria Giulia Mecozzi

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PESCARA – Dopo 9 mesi di indagini sono stati arrestati i due rapinatori che, la mattina del 4 gennaio scorso, misero a segno un colpo da 145mila euro, presso l’ufficio postale. Si tratterebbe di un 29enne di Pescara e un 35enne originario di Atri.

Visionando le immagini delle telecamere di video-sorvelianza, sono emersi dei particolari importanti come i vestiti indossati quel giorno. Uno dei due banditi infatti, avrebbe postato successivamente delle foto su Facebook. In due sono stati arrestati e condotti in carcere.

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Abruzzo

Martinsicuro: nuovo provvedimento giudiziario

Provvedimento per una persona residente nel Comune

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carabinieri arresto

A metà settembre un 50enne del luogo era stato colpito dal provvedimento di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, emesso dal GIP del Tribunale di Teramo, dopo la richiesta avanzata dal Sostituto Procuratore di Teramo ed era stato così allontanato – dai Carabinieri di Martinsicuro – dalla casa dove viveva con la madre 70enne, la quale da tempo subiva le continue vessazioni e violenze da parte del figlio che con ogni pretesto la minacciava in continuazione, chiedendole periodicamente somme di denaro. La scorsa settimana, violando la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla madre si era recato nella sua abitazione e dopo averle rinnovato l’ennesima richiesta di denaro, in un improvviso impeto d’ira, aveva messo a soqquadro l’appartamento terrorizzando la donna che riusciva per fortuna a scappare da casa chiedere aiuto ai Carabinieri di Martinsicuro.

Sul posto era intervenuta la pattuglia dei militari truentini che avevano tranquillizzando la donna, constatando i danni arrecati ai mobili e suppellettili all’interno dell’appartamento. A quel punto è stava inoltrata immediatamente al GIUP una dettagliata relazione di quanto accaduto e successivamente il Giudice – Dott. Francesco FERRETTI – ha sostituito la precedente misura cautelare con quella più afflittiva della custodia cautelare in carcere. Questa mattina i Carabinieri di Martinsicuro hanno bussato alla porta del 50enne che è stato prelevato da casa e trasferito al carcere di Vasto

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