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Salute

Serie C: nel girone B saltano due gare

Luigi Tommolini

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Saltano altre due gare nel girone B di serie C.

Arezzo e Legnago non possono scendere in campo domenica 22 novembre per l’undicesima giornata di andata.

Entrambe impegnate in casa, purtroppo, sono state stoppate dal CoViD.

Arezzo-AJ Fano e Legnago-Imolese rinviate a data da destinarsi.


I COMUNICATI UFFICIALI

RINVIO GARA – 12a GIORNATA DI ANDATA
GARA AREZZO – A.J. FANO DEL 22 NOVEMBRE 2020 (Gir. “B”
)

Preso atto dell’istanza documentale ritualmente presentata dalla società Arezzo ai sensi del punto 4 delle “DISPOSIZIONI GARE LEGA PRO – EMERGENZA COVID-19” di cui al Com. Uff. n. 54/L del 6 ottobre 2020, la Lega dispone che la gara Arezzo-A.J. Fano, in programma domenica 22 novembre 2020, Stadio “Città di Arezzo”, Arezzo, venga rinviata a data da destinarsi.


RINVIO GARA – 12a GIORNATA DI ANDATA
GARA LEGNAGO SALUS – IMOLESE DEL 22 NOVEMBRE 2020 (Gir. “B”)

Preso atto dell’istanza documentale ritualmente presentata dalla società Legnago Salus ai sensi del punto 2 delle “DISPOSIZIONI GARE LEGA PRO – EMERGENZA COVID-19” di cui al Com. Uff. n. 54/L del 6 ottobre 2020, considerato che, alla data odierna, “sono disponibili meno di 13 calciatori della rosa della prima squadra – tra i quali almeno un portiere – che siano risultati negativi al virus SARS-CoV-2”, la Lega dispone che la gara Legnago Salus-Imolese, in programma domenica 22 novembre 2020, Stadio “Mario Sandrini”, Legnago, venga rinviata a data da destinarsi.


Per info su Oggi Sport: https://oggisport.it/ e la pagina Facebook https://www.facebook.com/oggisport/?notif_id=1597904047411099&notif_t=page_fan

Salute

Conte, 4 dicembre, firmato il Dpcm: “La cautela è essenziale per proteggere i nostri cari, in particolare i più anziani”

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Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha firmato il dpcm con le nuove misure per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19.

In conferenza stampa ne ha illustrato i contenuti.

“In un sistema libero e democratico non possiamo entrare nelle case dei cittadini con stringenti limitazioni ma solo una forte raccomandazione: non ricevere a casa persone non conviventi, soprattutto in queste occasioni” del Natale e Capodanno. “La cautela è essenziale per proteggere i nostri cari, in particolare i più anziani”. Lo dice il premier Giuseppe Conte. “Ci saranno ulteriori restrizioni nel periodo 21 dicembre 6 gennaio. Vietati tutti gli spostamenti tra Regioni anche per raggiungere le seconde case”. “A Natale, Santo Stefano e primo gennaio anche vietati gli spostamenti da un comune all’altro”. “Ci si potrà sempre spostare per motivi di lavoro salute e necessità e nei casi di necessità ricorre anche l’iniziativa di prestare assistenza a persone non autosufficienti”, spiega il premier. “In ogni caso sarà sempre consentito il rientro nel comune dove si ha residenza, domicilio o dove è la proprio abitazione: questo permetterà il ricongiungimento alle coppie lontane e distanti per motivi di lavoro ma che convivono con una certa periodicità nella stessa abitazione di ricongiungersi”, aggiunge.

“Dobbiamo scongiurare una terza ondata che potrebbe arrivare già in gennaio e non essere meno violenta della prima ondata”, dice il premier. “Abbiamo evitato un lockdown generalizzato ma ora , verso il Natale, non dobbiamo abbassare la guardia per evitare l’impennata dei contagi”, aggiunge.

I negozi saranno aperti fino alle 21 dal 4 dicembre al 6 gennaio in tutte le regioni escluse quelle inserite nella zona rossa.  “Gli italiani che andranno all’estero per turismo dal 21 dicembre al 6 gennaio al rientro – aggiunge Conte – dovranno sottoporsi alla quarantena. E’ una misura chiaramente dissuasiva: non sappiamo dove andranno e se lì saranno permesse feste. Anche gli stranieri che verranno in Italia nello stesso periodo saranno sottoposti a quarantena”.

Malumori per le modalità con cui si è arrivati a varare il decreto legge della scorsa notte: il documento, che comprende rigide restrizioni per gli spostamenti sui territori durante le festività, è stato approvato dal governo senza neppure parlarne con gli enti locali. E’ quanto emergerebbe – a quanto si apprende – dalla Conferenza delle Regioni che si è riunita.

Secondo la Conferenza il decreto è stato approvato “in assenza di un preventivo confronto tra le Regioni”: un metodo, afferma, che “contrasta con lo spirito di leale collaborazione, sempre perseguito nel corso dell’emergenza, considerato peraltro che la scelta poteva essere anticipata anche nel corso del confronto preventivo svolto solo 48 ore prima”.

Un mancato confronto, dicono ancora i governatori che “non ha consentito di portare all’individuazione delle soluzioni più idonee per contemperare le misure di contenimento del virus e il contesto di relazioni familiari e sociali tipiche del periodo delle festività natalizie”. Quanto ai ristori, la Conferenza sottolinea infine che né nel decreto legge né nel Dpcm “si fa riferimento alcuno a norme sui ristori economici delle attività che subiscono limitazioni e/o chiusure, più volte richieste dalle regioni e dalle province autonome”.

“Ho partecipato alla conferenza delle Regioni che era un passaggio chiave perché abbiamo definito con loro e raccolto le loro osservazioni sulla bozza del dpcm per gestire la pandemia nelle prossime settimane con particolare attenzione al periodo natalizio”. Lo dice il premier Giuseppe Conte.

E’ “incomprensibile” lo stupore delle Regioni per le norme inserite nel decreto legge e nel Dpcm. E’ quanto avrebbe detto il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia, secondo quanto si apprende, nel corso della Stato-Regioni. “Le norme inserite nel decreto legge le conoscevate bene e sono state discusse in due riunioni nell’ultima settimana durate complessivamente 7 ore” ha aggiunto il ministro ricordando i due punti centrali delle misure: coprifuoco alle 22 e limitazione alla mobilità tra le regioni. “Fin dalla prima riunione – ha concluso – abbiamo detto con chiarezza che questi due punti erano per noi inamovibili”.

Da quanto appreso dal Governo per le Regioni “non ci sarà alcuna possibilità di uscire dalla fascia gialla di rischio covid fino alla fine delle vacanze natalizie”, afferma il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti parlande dell’emergenza coronavirus. “La riapertura serale dei ristoranti non sarà possibile. Si perde un’occasione per dare un po’ di respiro alle famiglie e di fiato all’economia. Non comprendo che possibilità in più ho di infettarmi a pranzo o a cena, così come a messa alle 22 o alle 24?”. “C’è qualcosa di oscuro nel comportamento del virus e da parte del Governo”, dice Toti.


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Marche

CoViD Samb, vincere la partita più importante: sconfiggere il virus

Luigi Tommolini

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Vincere la partita più importante: sconfiggere il virus

Un atto di responsabilità verso se stessi e verso gli altri. Indossare la mascherina e mantenere le distanze è, in questo momento, l’unico modo per fermare il virus e per vincere la partita più importante di questa stagione: sconfiggere il Covid-19.
La Samb si fa promotrice con un video, postato sui i propri canali social, delle 2 semplici regole da seguire, oltre a quella, naturalmente, di lavarsi spesso le mani e di usare gel igienizzanti.
Maxi Lopez, Dario D’Ambrosio, Eklu Shaka Mawuli e Tommaso Nobile si fanno portavoce di tutti i rossoblù prestando la loro immagine e la loro voce alla causa.
Mettiamoci tutti la faccia, ma solo con la mascherina!
#indossiamolamascherina #SambFamily

Ufficio Stampa Sambenedettese Calcio

Guarda il video:



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Marche

CoViD Marche, 3 dicembre: meno nei ricoveri, più nella Terapia intensiva. I dati

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5 degenti in meno Semintensiva, 28 in Pronto soccorso (+4).

Ancora in sensibile discesa nelle Marche il numero di ricoverati per Covid-19 che nelle ultime 24ore è passato da 650 a 614 (-36): ben 34 i degenti in meno nei reparti non intensivi (da 418 a 378), cinque in meno in Semintensiva (da 153 a 148) e tre in più in Terapia intensiva (da 85 a 88).

Lo fa sapere il Servizio Sanità della Regione.

Le persone dimesse nell’ultima giornata sono 49 mentre gli ospiti di strutture territoriali sono 251 (+21). Nei Pronto soccorso sono assistiti in 28 (+4).

Continua a crescere il numero di positivi in isolamento domiciliare (da 17.919 a 18.335, +416) ma anche quello dei guariti (da 10.706 a 10.793, +87).

Infine le persone isolate in casa per contatti con contagiati sono 15.149 (-415; 3.516 con sintomi e 554 operatori sanitari).


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