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Cronaca

Lutto nel Calcio, è morto Paolo Rossi

Luigi Tommolini

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E’ morto a 64 anni Paolo Rossi, l’ex calciatore campione del mondo con l’Italia nel 1982. Ne ha dato notizia nella notte la moglie Federica Cappelletti, sul suo profilo Instagram.

“Per sempre”, ha scritto la Cappelletti pubblicando sul social network una foto di lei col marito.

Negli stessi minuti dava conto della scomparsa di ‘Pablito’ anche il vicedirettore di RaiSport, Enrico Varriale: “Una notizia tristissima, ci ha lasciato” un “indimenticabile, che ci ha fatto innamorare tutti in quell’Estate dell’82 e che è stato prezioso e competente compagno di lavoro negli ultimi anni”.

Nato a Prato il 23 settembre del 1956, Rossi si aggiudicò anche il titolo di capocannoniere in quel Mondiale di Spagna del 1982 sotto il ct Enzo Bearzot.

Stesso anno in cui vinse il Pallone d’oro. Con la Juventus di Giovanni Trapattoni negli anni ’80 ha vinto due scudetti, una Coppa Italia, una Coppa delle coppe, una Supercoppa europea e la Coppa dei campioni nel 1985.


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Ascoli Piceno

Ascoli, Omicidio Lettieri: convalida arresto, 57enne resta in carcere Arrestato nega davanti a gip.

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Arresto, manette (Il Martino - ilmartino.it -).

Fermato anche nipote per concorso

Il gip di Ascoli Piceno Annalisa Giusti ha convalidato oggi l’arresto, con custodia in carcere, di Petre Lambru, il 57enne romeno che si trova in carcere per l’omicidio di Franco Lettieri, 56enne ex collaboratore di giustizia, originario di Salerno, avvenuto a coltellate lo scorso 15 gennaio ad Ascoli Piceno. L’uomo è accusato di omicidio volontario in concorso con il nipote 17enne, sottoposto ieri a fermo giudiziario dalla Procura per i Minori di Ancona e ora ospite di una casa protetta.

All’udienza di convalida che si è tenuta stamattina, Lambru ha reso dichiarazioni spontanee, per ribadire di non aver ucciso Lettieri, ma non ha risposto alle domande del gip e del procuratore Umberto Monti collegati con il carcere in videoconferenza dal tribunale. Agli atti dell’inchiesta vi sarebbero i filmati di una telecamera di sicurezza che avrebbe ripreso parte dell’accaduto. Ieri mattina il nipote di Lambru si era presentato dai carabinieri di Ascoli insieme al suo legale: anche per lui era scattato il fermo.

In un primo momento si era parlato dell’eventualità che il 57enne fosse intervenuto per difendere il ragazzo durante una lite con la vittima. Secondo quanto trapela ora, invece, una delle ipotesi sarebbe che zio e nipote potrebbero aver contestualmente aggredito Lettieri, uno picchiandolo e l’altro accoltellandolo, senza che siano chiari i rispettivi ruoli. Sono comunque ancora oscuri i motivi della lite furiosa culminata con l’omicidio di Lettieri.

“Il mio assistito – riferisce il legale di Lambru, l’avv. Emiliano Carnevali – non ha potuto rispondere alle domande in quanto proprio questa mattina sono stati depositati dalla magistratura atti di indagine relativi alla ricostruzione del fatto; elementi dei quali abbiamo bisogno di prendere visione prima di rispondere a quesiti. All’esito – aggiunge – sarà eventualmente nostra premura chiedere alla Procura un nuovo interrogatorio nei prossimi giorni. In ogni caso – conclude il penalista – nella dichiarazione spontanea resa stamani il mio assistito ha negato di aver ucciso Lettieri”. Gli atti depositati ai quali il legale fa riferimento sono probabilmente sono inerenti a quanto ripreso da una telecamera di sicurezza inquadrando parte della scena dell’omicidio. Ma anche relativamente a quanto detto ieri mattina dal nipote 17enne di Lambru che si era presentato spontaneamente presso la caserma dei carabinieri di Ascoli insieme al proprio legale. (ANSA).


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Abruzzo

Rigopiano, Marsilio: vicinanza alle famiglie delle vittime e ai sopravvissuti

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«Oggi non è il giorno per sollevare le polemiche. Oggi ricordiamo le vittime e testimoniamo la vicinanza delle istituzioni alle loro famiglie e ai sopravvissuti”. Così il presidente della Giunta regionale, Marco Marsilio, intervenendo questo pomeriggio a Rigopiano (Farindola) alla cerimonia, svolta in forma privata, per la commemorazione delle 29 vittime della tragedia del 18 gennaio 2017. Presenti anche l’assessore all’ambiente Nicola Campitelli, il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri e il direttore regionale della Protezione Civile Mauro Casinghini. «Speriamo che una tragedia del genere non accada mai più e stiamo lavorando in tale senso. In particolare, nelle prossime settimane – rivela Marsilio – concluderemo finalmente il lunghissimo iter della carta valanghe che è uno dei presupposti per evitare che sul territorio possano accadere disgrazie in maniera improvvisa e imprevedibile. Speriamo che dal prossimo anno si possa commemorare, come accaduto negli anni passati, anche con la partecipazione dei tanti amici e delle tante persone. E’ una tragedia che – ha concluso Marsilio – non ha colpito solo i diretti interessati e le loro famiglie, ma un’intera comunità, quella abruzzese».


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Abruzzo

Pescara: annuncia rapina al 112 per rivalsa d’amore, arrestato

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Vendetta contro il rivale, dovrà rispondere di procurato allarme

Ha allertato in forma anonima il 112 per annunciare una rapina ai danni di un ufficio postale – poi rivelatosi un falso allarme – per vendicarsi del rivale in amore: protagonista della vicenda un 36enne di Pescara arrestato dai carabinieri per procurato allarme, in esecuzione dell’ordinanza di aggravamento dell’attuale misura cautelare in atto con quella della custodia in carcere.

La vicenda risale all’8 gennaio scorso quando l’uomo, chiamando il 112, aveva annunciato che due persone – di una aveva fornito anche le generalità – armate di pistole, avrebbero di lì a poco fatto una rapina ai danni di un ufficio postale cittadino.

I carabinieri dopo aver adottato tutte le precauzioni del caso, capirono che si trattava di una notizia infondata concentrandosi sull’identificazione dell’autore della telefonata.

Le indagini condotte dalla Sezione Operativa del Nucleo Operativo Radiomobile hanno permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico dell’uomo, nonché di ricostruire il movente del procurato allarme: in base agli accertamenti effettuati l’uomo aveva inventato la rapina nel tentativo di mettere nei guai la persona segnalata quale rapinatore poiché i due si erano invaghiti della stessa donna.

L’uomo all’epoca dei fatti era sottoposto ad una misura con obblighi, è stato così denunciato all’autorità giudiziaria che ha richiesto l’aggravamento della misura cautelare in atto, provocandone l’arresto. (ANSA).


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