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M'Art

Padre Ricci, il gesuita euclideo maceratese che ispirò Battiato ed entrò alla corte degli imperatori

Carlo Di Natale

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MACERATA – ‘Gesuiti euclidei, vestiti come dei bonzi per entrare a corte degli imperatori…’, chi non conosce questa celeberrima frase dell’esteta e maestro a tutto tondo, Franco Battiato? Essa fu inserita nel testo della canzone ‘’centro di gravità permanente’’ – traccia dell’album del 1981 ‘’La voce del padrone’’, uno dei più venduti dello stesso autore – per sottolineare e rendere vivo un fatto storico, mettendo così in risalto le gesta di uno dei Gesuiti più influenti della stessa Compagnia: Padre Matteo Ricci, proclamato Servo di Dio il 19 aprile 1984. 

Padre Matteo Ricci

Ebbene sì, Matteo Ricci nasce a Macerata il 6 ottobre del 1552, fu un intellettuale gesuita, matematico, cartografo e sinologo italiano. Compiuti i primi studi nel Collegio dei Gesuiti della città natale, seguendo la chiamata del Signore, all’età di diciotto anni entrò nella Compagnia di Gesù in Roma.

Visse al tempo della dinastia Ming, impresse un forte impulso all’azione evangelizzatrice ed è riconosciuto come uno dei più grandi missionari della Cina. Il suo nome in lingua mandarina era Lì Mǎdòu (cinese tradizionale: 利瑪竇, cinese semplificato: 利玛窦), dalla traslitterazione delle proprie iniziali nei suoni cinesi, mentre nella cerchia dei mandarini ricevette il titolo onorifico di Studioso confuciano del grande Occidente. 

Nel 1582, Michele Ruggieri e Matteo Ricci furono i primi Gesuiti a ottenere il permesso di entrare in Cina, che concretizzarono l’anno successivo. 

Matteo Ricci e Xu Guangqi (Athanasius Kircher – China Illustrata – 1670)

Come ho abbondantemente scritto in premessa il cantautore siciliano, Franco Battiato, sottolinea nel suo testo l’impresa del missionario in terre orientali, che per entrare in dialogo con la società cinese, inizialmente si vestì da bonzo (termine entrato nelle lingue europee attraverso Francesco Saverio), essendo quell’abbigliamento tipico dei monaci buddisti, ovvero persone dedite alla spiritualità. Ben presto si accorse però che, differenza del contesto giapponese, i bonzi non godevano di buona fama, per cui decise di vestirsi da mandarino maestro e letterato. Entrò così nell’ambiente dell’alta cultura cinese affascinando i suoi colleghi con la sua sapienza. La sua saggezza arrivò agli orecchi dell’Imperatore, che lo accolse come suo consigliere. Dunque la citazione di Battiato sarebbe errata, in quanto Matteo Ricci effettivamente vestì da Bonzo, ma non alla corte dell’Imperatore (dove ci arrivò come Mandarino). 

Stemma Famiglia Ricci

Ricci morì a Pechino l’11 maggio del 1610, e sarà per la congregazione uno dei personaggi di lustro che riuscì ad unire i due mondi, nel bene o nel male.   

Non molti conoscono l’istituto religioso maschile di diritto pontificio Compagnia di Gesù, di cui il papa attuale, Francesco I ne fa parte. L’ordine fu fondato a Parigi nel 1534 da Ignazio da Loyola; gli appartenenti alla congregazione posseggono in sé una forte appartenenza alla propria ”associazione religiosa”; sono sempre stati difensori dei poveri e servitori dei potenti; uomini di corte e missionari; educatori degli emarginati e precettori dei principi. Liberi pensatori ma obbedienti fino alla morte al loro priore che ”popolarmente” chiamano Papa Nero

Battiato, e con questo concludo, ”cerca un un centro di gravità permanente” che in realtà conosce bene, e che forse si sta palesando, si trova al suo stato finale, possiede un solo centro e un solo ‘’pensiero’’, lo stesso che forse ha dato origine il Padre… Matteo Ricci.

Fonte

M’Art

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Chieti

Il 30 dicembre in streaming l’Orchestra popolare del Gran Sasso con Bennato

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ABRUZZO – Il 30 dicembre alle ore 18.30 l’Orchestra popolare del Gran Sasso debutterà in streaming con Eugenio Bennato.

Trenta bambini, ragazzi, suonatori adulti e musicisti professionisti insieme a Eugenio Bennato uniti in un messaggio. La musica può salvare i giovani che vivono in un contesto difficile, acuito dalle conseguenze ancora presenti del terremoto e dall’attuale emergenza sanitaria.

Debutterà così in streaming sulla pagina Facebook del progetto RAdiCI e sul canale YouTube dell’IITM, mercoledì 30 dicembre alle ore 18.30, l’Orchestra popolare del Gran Sasso, la compagine musicale intergenerazionale nata in Abruzzo grazie al progetto RAdiCI, selezionato dall’Impresa sociale con i bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

RAdiCI è un progetto selezionato dall’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum nazionale del terzo settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. 

Il concerto dell’Orchestra popolare del Gran Sasso, live mercoledì 30 dicembre alle ore 18.30, è curato dall’Istituto Internazionale del Teatro del Mediterraneo – Sezione italiana A.P.S., è finanziato anche dalla direzione generale spettacolo del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo in virtù dell’accordo con la Regione Abruzzo per la promozione dello spettacolo dal vivo nelle aree colpite dal sisma. Si avvale inoltre del sostegno della Fondazione Tercas e del patrocinio e della collaborazione dei Comuni della Valle Siciliana: Castel Castagna, Castelli, Colledara, Isola del Gran Sasso e Tossicia.

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Abruzzo

FAI, la Chiesa del Carmine di Pianella come Luogo del Cuore

Valentina Fagnani

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Poco tempo ancora per far conoscere e votare la chiesa di Pianella da tempo chiusa
a causa dei danni arrecati dal terremoto ed in stato di abbandono. Oggi, 15 dicembre, si chiude la possibilità di votare sul sito del Fai per scegliere il proprio
luogo del cuore nel censimento nazionale dei luoghi da non dimenticare.
Il risultato ottenuto, che può ancora essere migliorato, oltre a dare visibilità al
territorio, consentirà di avere un posto di rilievo nella classifica. Considerando che
l’idea di far conoscere la Chiesa del Carmine è nata pochi mesi fa da un gruppo di
cittadini attenti al recupero e valorizzazione di beni monumentali e prendendo atto
che tale monumento era completamente sconosciuto ed oggi finalmente visibile e
votabile, c’è una soddisfazione che non farà spegnere i riflettori sulle esigenze di
recupero. Il bene attualmente è collocato al 1232° posto in classifica nazionale.
Chi non l’abbia già fatto, è ancora in tempo per dare il suo contributo in termini di
sensibilità ed entusiasmo.
Ecco i passaggi:
il tempo a disposizione è davvero poco (il concorso scade il 15 Dicembre)
di seguito:

  • Collegarsi al sito: https://www.fondoambiente.it/il-fai/grandi-campagne/i-luoghi-
    del-cuore/
  • Scrivere nel riquadro che riporta la scritta “cerca un luogo per nome e località”:
    Pianella CHIESA DEL CARMINE.
  • Una volta individuato il bene, (ci sono diverse foto), si può votare effettuando la
    registrazione con un indirizzo e-mail valido.
    È importante sottolineare che la registrazione non comporta nessun vincolo; è
    necessaria soltanto per aggiungere il voto.
    Questo piccolo gesto sarà un segno importante del legame con la Città, e
    permetterà, speriamo presto, di far conoscere e restituire alla Comunità la Chiesa

del Carmine come luogo di cultura, di condivisione, di bellezze artistiche per donarle
un futuro.

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Abruzzo

Dall’Abruzzo a San Pietro in Vaticano, il presepe di Castelli sarà esposto a Roma per le feste natalizie

Valentina Fagnani

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Fin da piccina la ceramica esercitava inconsapevolmente un fascino sconosciuto in me: qualsiasi stanza mi inseguiva coi suoi piatti di ceramica, maioliche, bicchieri, tazzine; ogni simbolo preciso mi fissava indisturbato e qualsiasi superfice -ruvida, liscia, piena di buchi- mi guardava con aria leggera e magica. Non è sempre facile la vita colorata di una bambina cresciuta a Castelli e dintorni, ma con certezza molto affascinante. Anche solo per questa ancestrale ossessione non poteva passare inosservato in me il presepe di Castelli a Roma. Dall’11 dicembre al 10 gennaio sarà collocato nello scenario religioso più suggestivo del mondo: San Pietro in Vaticano. Un progetto in cui la Provincia di Teramo è partner insieme alla Diocesi di Teramo – Atri, al Comune di Castelli, alla Fondazione Tercas, al Liceo Artistico Grue, alla Regione Abruzzo e all’Ufficio Scolastico Regionale. L’opera è stata realizzata da alunni e docenti dell’Istituto d’arte Grue, tuttora esistente, negli anni tra il 1965 e il 1975. Ad accogliere per un mese lo storico presepe è la basilica di San Pietro: su quei mattoni sono state nei secoli scritte infinite e doverose pagine; sappiamo che è una basilica cattolica della Città del Vaticano, per esattezza la più grande delle quattro basiliche papali di Roma e spesso descritta come la più grande chiesa del mondo e centro del cattolicesimo. Non è tuttavia la chiesa cattedrale della diocesi romana; il titolo spetta alla basilica di San Giovanni in Laterano, che è anche la prima per dignità essendo Madre e Capo di tutte le Chiese dell’Urbe e del Mondo. Sfidando chilometri ed eoni, facciamo un salto indietro nel tempo e spostiamoci di continente. La ceramica è una tecnica antichissima nata in Oriente in un giorno lontanissimo di chissà quando; i referti più antichi si fanno risalire al neolitico, in Giappone, ed i primissimi utilizzi sono connessi alla creazione di scodelle e vasi. Antichissima anche la ceramica di Castelli, divenuta celebre nel Cinquecento. Furono la buona fattura delle maioliche, le decorazioni vivaci, ma anche l’economicità dei prodotti, dovuta a innovativi sistemi produttivi, che fecero di Castelli uno dei centri più apprezzati per quest’arte, soprattutto nel Seicento. Tante le famiglie artigiane che nel paese si sono susseguite di generazione in generazione. La ceramica ha alla spalle una complessità geniale e delicatissima: per raggiungere i colori di fine opera, deve essere cotta in apposito forno; solo l’abilità e l’estro totale delle migliori mani riescono a compiere perfettamente un processo meditativo e quasi alchemico di tale trasformazione degli elementi. Non è un caso che la ricerca degli alchimisti si incrociasse spesso con quella degli artigiani ceramisti: su tutte per la preparazione di smalti e colori. Dopo averla guardata con tutti gli occhi possibili la ceramica va incontro al tatto: il contatto stesso con le mani riesce a trasmette l’amore per una ricerca che dura da millenni.

“Quest’anno ancor di più del solito, l’allestimento del tradizionale spazio dedicato al Natale in Piazza San Pietro vuole essere un segno di speranza e di fiducia per il mondo intero. Vuole esprimere la certezza che Gesù viene in mezzo al suo popolo per salvarlo e consolarlo. Un messaggio importate in questo tempo difficile a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19”. Dalla lettera apostolica ufficiale, al di là di qualunque credo, doverose le parole del Padrone di casa.

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