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Il parere di Davide Ciampini: bene le prime riaperture, ora al lavoro per tornare gradualmente alla normalità

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il parere di Davide Ciampini dopo le riaperture

La prima settimana di zona gialla in quasi tutta la Penisola ha visto la ripresa delle attività all’aperto e la ripartenza per diverse attività commerciali. Tra le preoccupazioni di chi teme una nuova ondata di contagi e la voglia di tornare alla normalità, abbiamo raccolto il parere di Davide Ciampini, giovane esponente marchigiano della coalizione di centro destra.

Davide Ciampini, qual è il suo parere dopo la prima settimana di riaperture? E come valuta il mancato spostamento del coprifuoco?

Innanzitutto credo che vadano ricordate le cose positive fatte finora e che hanno permesso le prime riaperture. Cito giusto un paio di esempi: la scelta di sostituire il commissario Arcuri con il generale Figliuolo ed il potenziamento delle cure domiciliari al fine di alleggerire i posti letto ospedalieri e la riapertura serale dei ristoranti.

Per quanto riguarda il coprifuoco, comprendo il disagio dei cittadini e le giuste considerazioni fatte dell’opposizione. Tuttavia, ritengo che stiamo dando la giusta discontinuità rispetto al governo precedente. Confidiamo che già a maggio il coprifuoco possa essere rivisto e prolungato.

Teme una nuova ondata di contagi, chiusure e limitazioni? Cosa bisognerebbe fare per scongiurare questo pericolo

Il presidente Draghi ha definito l’ipotesi di un nuovo lockdown piuttosto remota. Proprio in questi giorni, grazie al generale Figliuolo, abbiamo raggiunto quota 500.000 mila vaccinazioni al giorno. In accordo con diversi studi scientifici, il Covid ha un incidenza maggiore sulle persone con più di 50 anni e sui soggetti con patologie pregresse. Mettiamo in salvo le categorie più fragili e torniamo gradualmente alla vita. Sempre nel rispetto delle regole e del buonsenso.

Cosa dovrebbe fare il Governo per agevolare l’imminente stagione turistica?

Imparare dagli errori del passato. Ricordo che l’estate scorsa il governo Conte permise ai cittadini di recarsi all’estero, erogando oltretutto diversi bonus. Credo che bisognerebbe fare in modo, appellandosi al buon senso, che le persone privilegino invece le mete nazionali per le vacanze. Comprendo la voglia di tornare alla vita, ma non possiamo permetterci di favorire la concorrenza estera andando a penalizzare il nostro turismo. Avremo modo e tempo di tornare a viaggiare fuori dalla nostra Italia.

Crede che quest’estate debbano essere prese misure che l’anno scorso sono mancate?

Sono convinto che la scorsa estate sia mancata una sola cosa: la gradualità con cui sono stati allentati i divieti. Siamo passati da due mesi di lockdown in cui non era permesso nemmeno fare una passeggiata, alla possibilità di andare all’estero. Condivido appieno la strategia del premier Draghi: apriamo con gradualità e buonsenso, ma facciamo in modo che queste riaperture siano poi irreversibili.

A livello locale come è stata gestita la situazione?

Direi egregiamente. Le Marche sono una delle prime regioni per vaccinati in Italia e, cosa che apprezzo molto, ha attivato l’assistenza domiciliare, evitando così affollamenti nei pronto soccorso. Sono convinto che la nostra Regione, per i prossimi 5 anni, sia in ottime mani.

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Ciampini: “non esistono attività non essenziali, la politica rassicuri i cittadini”

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Davide Ciampini hair stylist e politico

Mentre si dibatte se stiamo vivendo ancora la seconda ondata, o se invece siamo stati investiti dalla terza, la pandemia non si ferma  e bisogna continuare a fare i conti con nuovi contagi e decessi. Ma anche con restrizioni e chiusure e sono tantissime le attività ormai in balia degli eventi. Davide Ciampini, giovane hair stylist e politico, fa qualche considerazione sulla situazione lavorativa di professionisti e giovani lavoratori.

La pandemia da Covid-19 non si arresta e mentre montano le polemiche relative ai ritardi delle consegne di vaccini, tutto il Paese continua a misurarsi con restrizioni, zone dai colori cangianti e chiusure. E le attività, già duramente provate da questo periodo, vivono nell’incertezza più totale. Tutta Italia si prepara al periodo di Pasqua in lockdown e le attività stagionali non sanno quando, e come, potranno aprire i battenti. Per analizzare nel dettaglio la precaria situazione lavorativa che stanno vivendo molti professionisti, abbiamo fatto qualche domanda a Davide Ciampini, giovane hair stylist, ma anche volto rampante della politica locale.

<<Mentre venivo qui ho incontrato un collega della mia zona. Mi ha parlato delle difficoltà economiche che sta avendo a causa delle chiusure –  esordisce lo stimato parrucchiere – Da tempo il nostro lavoro era già contingentato a causa dei protocolli Inail. Devo dire che tanti  sono già “alla canna del gas” e in molti tireranno giù la serranda. Certamente questa situazione è un grande assist per i parrucchieri cosiddetti “abusivi”. Non ho nulla contro di loro, tuttavia è bene chiarire molti protocolli igienico-sanitari, per forza di cose, non possono essere rispettati nelle case di chi lavora al nero. Oltre alla professionalità, non è garantita nemmeno la sicurezza del cliente e del lavoratore che eroga il servizi>>.

Lei è spesso a contatto con la gente di ogni età. Chi sta pagando lo scotto più grande?

“I miei figli sono sempre più spenti e privi di stimoli”. Questa frase mi ha scosso e toccato nel profondo e l’ho sentita da  una delle tante mamme preoccupate per i loro figli. Credo sia evidente che i più colpiti siano i giovani e in particolar modo gli adolescenti. Chiusi in casa e dietro il gelido schermo di un computer. La scuola è anche confronto, amicizie e perché no, anche trovare la propria fidanzatina o il proprio fidanzatino. Sono molto preoccupato dall’apatia che percepisco dai più giovani: inerzia, sfiducia e senso di impotenza. Sono queste le emozioni che provano i nostri ragazzi. Dobbiamo proteggerli e salvaguardarli.

Le restrizioni sono un disagio necessario per preservare la salute pubblica, o pensa che si sarebbe potuto fare diversamente?

In un primo momento credo che sia stata una scelta necessaria, quasi obbligatoria. Mi sembra evidente che la pandemia ci abbia preso alla sprovvista. Complici i tagli alla sanità apportati nel corso degli anni, il Covid ha fatto più danni di quanti avremmo mai immaginati. Tuttavia è trascorso più di  un anno e la strategia non è mai cambiata. Avrei messo al riparo le categorie più fragili, anziani ed immunodepressi i, e avrei consentito alle persone di lavorare e di vivere i loro anni più belli. Chiaramente con tutte le precauzioni e la massima prudenza nei confronti dei più deboli. Ritengo non vi sia alcuna gerarchia tra salute ed economico, tuttavia  è mia opinione  che difficilmente si può parlare di salute, dal punto di vista psicofisico,  senza un adeguato sostegno economico.

Cosa dovrebbe fare la politica, locale e nazionale, per supportare i cittadini?

Innanzitutto credo che debba tranquillizzare i propri cittadini. Sostengo convintamente che lo Stato, ancor prima degli aiuti economici, debba aiutare anche psicologicamente le persone. Il mio giudizio è estremamente critico rispetto alla comunicazione utilizzata per la narrazione del Covid. Non si tratta di raccontare un mondo parallelo, ma di rincuorare le persone, già preoccupate per la loro economia familiare e per la loro salute. In secondo luogo credo che le attività debbano essere sostenute e risarcite adeguatamente. Quella delle “attività non essenziali” è un a cattiveria bella e buona. Dietro ogni attività vi sono talvolta intere famiglie che con quell’attività ci vivono. Sui vaccini, considerati ad oggi l’unica soluzione possibile, credo debba essere mantenuta la massima libertà come previsto dalla nostra Costituzione.

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Pescara

Raccolta fondi di “Vittoria la città dei ragazzi” per una fattoria per persone con autismo e neurodiversità

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Vittoria la città dei ragazzi onlus

PESCARA – Sbloccare i lavori di ristrutturazione di un edificio rurale, donato per creare una fattoria destinata a persone con autismo e neurodiversità. È questo lo  scopo della raccolta fondi allestita dall’organizzazione di volontariato “Vittoria  la città dei ragazzi”, centro di inclusione sociale e lavorativa per i ragazzi disabili, con sede ad Alanno, la cui presidente  è Anna Bergami.

Il fabbricato in esame è  ubicato nel territorio di Cungoli, nell’entroterra pescarese, ed è frutto della donazione della famiglia Di Domizio al fine di creare una fattoria nella quale avrebbero dovuto trovare occupazione persone colpite da autismo. L’obiettivo è quello di favorire l’integrazione socio-lavorativa e combattere ogni forma di isolamento. I lavori, già avviati, sono stati interrotti a causa della mancanza di risorse. La prima serie di opere, è stata resa possibile dalla donazione di 60 mila euro, da parte della fondazione Pescara-Abruzzo.

Per questo motivo ”Vittoria la Città dei Ragazzi” si è rimessa alla ricerca di fondi per completare questo progetto, che si inserirebbe in un più vasto programma già in divenire.  Nella ValPescara la onlus ha già portato a termine diverse iniziative, quali il Centro Diurno per ragazzi disabili; “Agronatius” un progetto di inclusione attraverso l’agricoltura, in collaborazione con Regione Abruzzo e Ministero del Lavoro; “Vittoria” una “cittadella” inclusiva per i ragazzi(in itinere); botteghe di artigianato e sartoria; “Vita Integrata”, un laboratorio di esperienze professionali e abitative condivise.

Il progetto di una fattoria per persone con autismo e neurodiversità si inserirebbe proprio in questo contesto di opere per l’inclusione sociale. Chiunque può contribuire a realizzare la lodevole iniziativa, attraverso donazioni detraibili a mezzo bonifico. Di seguito le coordinate:

IBAN IT84U0843415500000000400118 – BCC Abruzzese
Causale: ristrutturazione edificio per autismo
Per informazioni è possibile contattare il Presidente della ODV Anna Bergami al numero 338 6362098

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Baronia 1234, la birra artigianale che celebra il Palio del Barone

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Baronia 1234

Dal cuore di Tortoreto, con Tortoreto nel cuore. Così nasce Baronia 1234, la birra artigianale che omaggia il celebre “Palio del Barone”, tanto caro ai cittadini del borgo abruzzese.

TORTORETO – Per fare una buona birra artigianale non bastano malto, orzo, luppolo e acqua. L’ingrediente principale è la passione. O almeno così pensa Vincenzo Paoletti, artefice di Baronia 1234, che ha infuso nella sua creazione l’amore verso la sua città e la sua passione per l’homebrewery, ovvero l’arte di realizzare la birra. Ciò che è nato come un hobby per soddisfare il proprio gusto personale, molto esigente, si è trasformato in un vero e proprio brand, capace di produrre, al momento, ben due tipologie di etichette: bionda e rossa.

Non si è certo trattato di un passaggio immediato, ma ci sono voluti anni di studi e sperimentazioni per mettere a punto la ricetta segreta con la quale realizzare questa bevanda così speciale.

Il nome Baronia 1234 è un omaggio a Tortoreto ed alle sue tradizioni, in particolare l’amato “Palio del Barone”, una famosa rievocazione storica che riporta in vita i grandi festeggiamenti indetti dal Barone Roberto di Turturitus per la visita del vicario dell’Imperatore Federico II di Svevia, nel 1234. I riferimenti a questo evento storico non si limitano al nome, ma il tema “medievaleggiante” lo si può riconoscere a partire dal logo, fino alla pregevole etichetta.

Anche i nomi delle diverse tipologie di birra sono riferimenti al palio e prendono origine dai personaggi che lo animano: la Gran Dama, che dà il nome ad una birra che segue lo stile americano (American Golden Ale), bionda con riflessi dorati, una corposa schiuma bianca, dal sapore e dall’aroma con note agrumate e floreali; la Baronessa invece riprende la tradizione belga (Belgian Dubbel), ambrata, aroma con sentori fruttati e speziati e corpo equilibrato, ma corposo.

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