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Marche: schianto fatale muore imprenditore 41enne

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OSIMO: Diego Petruio, imprenditore marchigiano di 41 anni, è morto sull’asfalto del centro abitato di San Biagio ad Osimo, in provincia di Ancona. Fatale per lui uno schianto violentissimo contro un furgone. Stava tornando a casa dalla sua famiglia e dalle sue due bimbe in sella alla sua moto comprata da poco ma un tragico destino ha voluto che a casa non tornasse più. Vittima di un terribile incidente stradale, Diego Petruio 41 anni, è morto sul colpo martedì pomeriggio, non c’è stato nulla da fare. Inutili per lui i soccorsi allertati dai residenti del posto che son accorsi dopo aver sentito il terribile botto. Quando i sanitari son accorsi sul luogo del sinistro hanno provato a rianimarlo ma purtroppo i medici si sono dovuti arrendere e dichiararne il decesso. Illeso invece anche se sotto shock l’autista del furgone. L’uomo è stato sottoposto ai dovuti test per alcol e droga che sono risultati negativi. Sull’esatta dinamica della tragedia indagano ora gli uomini della polizia locale di Osimo che hanno svolto i rilievi del caso. Dalla ricostruzione dell’accaduto, il furgone guidato da un 40enne di Cingoli si stava immettendo sulla provinciale quando è sopraggiunta la moto col 41enne che non ha fatto in tempo a frenare il mezzo. Diego Petruio, papà di 2 bambine, tantissimi i messaggi di cordoglio, soprattutto da parte di tante associazioni sportive che l’imprenditore sosteneva sul territorio attraverso la sua azienda. “Sei nei nostri cuori, nel nostro lavoro, nelle nostre lacrime e nei nostri sorrisi, che ti ricordano in ogni luogo. Grazie per la tua forza, la tua professionalità e l’intraprendenza Buon viaggio capo”.

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Coronavirus Marche, gli ultimi aggiornamenti sui contagi

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ANCONA – Nelle ultime 24 ore sono stati testati 2427 tamponi: 1110 nel percorso nuove diagnosi (di cui 355 screening con percorso Antigenico) e 1317 nel percorso guariti (un rapporto positivi testati del 2,5%). I positivi nel percorso nuove diagnosi sono 28 (9 nella provincia di Macerata, 9 nella provincia di Ancona, 4 nella provincia di Pesaro-Urbino, 0 nella provincia di Fermo, 3 nella provincia di Ascoli Piceno e 3 fuori regione). Questi casi comprendono soggetti sintomatici (8 casi rilevati), contatti in setting domestico (11 casi rilevati),  contatti stretti di casi positivi (3 casi rilevati), contatti in setting lavorativo (2 casi rilevati), contatti in ambiente di vita/socialità (0 casi rilevati), contatti in setting assistenziale (0 casi rilevati), Contatti con coinvolgimento studenti di ogni grado di formazione (0 casi rilevati), screening percorso sanitario (0 casi rilevati), contatti con provenienza extra-regione (1 casi rilevato) e di 3 casi sono in fase di approfondimento epidemiologico. Nel percorso Screening un totale di n.355 test antigenici effettuati e n.6 soggetti rilevati positivi (da sottoporre al tampone molecolare) un rapporto positivi/testati 2%.

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Marche: finisce fuori strada con l’auto e viene soccorso con l’eliambulanza

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SANTA MARIA NUOVA(AN):Ieri,intorno le 20:00, un’ uomo, con una Fiat Punto, è finito fuori strada nella zona di Pradellona, a Santa Maria Nuova. Il conducente ha perso il controllo della sua vettura finendo in un fosso e restando incastrato nell’auto. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno aiutato l’uomo ad uscire dall’auto e il personale del 118 con il soccorso dell’elimabulanza per trasportare l’uomo rimasto ferito all’ospedale Torrette di Ancona.

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Il Tribunale di Ancona accoglie la richiesta di un paziente che chiede suicidio assistito: “Asl valuti se ci sono condizioni”

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ANCONA – Le condizioni cliniche di un paziente potrebbero essere idonee per accedere al suicidio assistito, previa valutazione da parte dell’Asl competente. È quanto recentemente stabilito dal Tribunale Civile di Ancona. Procedendo dunque all’attuazione della sentenza Cappato della Corte Costituzionale, il Tribunale Civile di Ancona ha consentito, per la prima volta in Italia, che le condizioni di un soggetto malato possano essere esaminate dall’Asl al fine di valutare l’eventuale possibilità di ricorrere al suicidio assistito.

L’iniziativa, che potrebbe rappresentare il primo passo verso una svolta radicale su tali tematiche, è stata approvata in relazione al caso di un uomo di 43 anni, residente nelle Marche. L’uomo è affetto da tetraplegia e vive totalmente immobilizzato da circa dieci anni: le sue condizioni, scaturite in seguito a un incidente stradale, sono irreversibili e sono anche state aggravate da ulteriori patologie che si sono manifestate nel corso dell’ultimo decennio.

In passato, il 43enne aveva già fatto richiesta per l’eutanasia all’Asl e all’autorità giudiziaria, ottenendo in entrambi i casi esito negativo. Tuttavia, in seguito al ricorso effettuato, è stato stabilito che l’azienda sanitaria locale si occupi di verificare se sussistano gli estremi per praticare il suicidio assistito.

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