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Politica

Revisione norma della confisca dei beni

Comunicato di Meritocrazia Italia

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Riceviamo e pubblichiamo da Meritocrazia Italia.

Dietro al Condono non c’è solo il furbetto o il ricco evasore, c’è soprattutto povera gente e piccoli imprenditori che hanno investito la propria vita in attività che non sono riuscite a superare la fase della crisi.

Non c’è moralismo che tenga rispetto alle ripetute crisi finanziarie che dal 2009 ad oggi hanno indebolito fortemente il quadro sociale del nostro Paese.

Debiti su debiti e un accanimento dello Stato rispetto alla imposizione fiscale.

Sarebbe oggi l’occasione giusta per ripagare i cittadini con un atto di equilibrio applicare un condono tombale per le cartelle sopra i 10.000 euro fino al 31 dicembre 2020, e la cancellazione dei ruoli per il resto, sotto i 10.000 euro, fino al 31 dicembre 2019.

Da mesi s’invocano misure di maggiore determinazione e una seria programmazione di medio e lungo periodo.

Il decreto Sostegni è un primo passo, ma non basta a dare risposta alle attese di coraggio e alle speranze di chi crede ancora nella possibilità di ripresa. Per restituire concretezza al desiderio di recupero serve molto di più.

La dovuta riorganizzazione economica e sociale non può essere affidata alle sole logiche dei sussidi, che si sono rivelate inadeguate ad alleviare gli affanni dei singoli e che per certo non sono idonee a reggere le iniziative necessarie per il rilancio delle attività. Del tutto inutili interventi settoriali, privi di visione e non rispondenti a prospettive di sviluppo sostenibile, digitalizzato e socialmente coeso.

Così, le agevolazioni fiscali a poco servono se non abbinate a una riforma di struttura del sistema di tassazione e a un rafforzamento delle misure antielusive. A poco servono senza aiuti effettivi al contenimento del rischio occupazionale e allo sviluppo delle imprese operanti nel territorio, con attenzione diversificata secondo le particolari difficoltà delle varie aree territoriali. Mai sarà davvero possibile assicurare effettività ai diritti sociali senza una giustizia realmente efficiente e con piena garanzia dei principi del giusto processo, e un Sistema Sanitario Nazionale davvero capace di dare centralità al paziente.

Meritocrazia Italia invoca un piano di interventi di sistema. Per questo, in linea con tutto quanto già proposto nei mesi scorsi, insiste, senza pretesa d’esaustività, sulla necessità di

– provvedere alla cancellazione delle cartelle esattoriali fino ai ruoli formatisi a tutto il 2019 e alla concessione di una generale ‘pace fiscale’ per gli anni pregressi;

rivalutare gratuitamente tutti i beni di impresa al valore di mercato, anche se completamente ammortizzati, e consentire l’ammortamento totale sin dall’esercizio il cui avviene la rivalutazione, per generare un costo aziendale (non sostenuto finanziariamente) e con risparmio di tasse sulla riduzione del reddito, da utilizzare nel ciclo economico (ad esempio nuovi con investimenti capitale circolante, etc.);

– programmare fin da ora una riforma fiscale ispirata a equità, ragionevolezza, trasparenza e chiarezza, con i) riorganizzazione del sistema della giustizia tributaria, ii) revisione del reddito d’impresa, ponendo un limite alla pressione fiscale, iii) introduzione del quoziente familiare e riduzione del cuneo fiscale per i lavoratori dipendenti, iv) introduzione di controllo di qualità e di comprensibilità delle norme tributarie, v) introduzione di incentivi fiscali agli investimenti alle imprese ed esecuzione dei controlli successivi all’utilizzo di detti incentivi solo in base alla sostanza delle norme e non alla forma, vi) introduzione di una sanatoria dei sospesi fiscali pregressi, ponendola a regime, a condizioni penalizzanti rispetto a chi adempie, ma non meramente punitive e controproducenti;

– istituire nuove aree economiche speciali nella forma della Tax Free Zone (che porterebbe ad agevolazioni in termini di supporto a ricerca e sviluppo, riduzione delle imposte sui redditi e sui profitti societari agli sgravi sulla tassazione immobiliare, incentivi all’occupazione, disponibilità di aree per le imprese a prezzi ridotti, semplificazione delle procedure burocratiche, ricerca di personale e piani di formazione per il personale);

cancellare nel cassetto fiscale il debito per la coobbligata quando sussistano fondati motivi di recuperare il credito sulla obbligata principale;

cambiare totalmente la normativa sulla confisca per equivalente;

ripensare il sistema degli ammortizzatori sociali e del reddito di cittadinanza, da mutare in ‘reddito di inserimento’ in funzione di recupero di una concreta politica e attività di avviamento al lavoro e con previsione di durata non superiore ai 18 mesi; nonché consentire una detrazione fiscale pari al 40% a beneficio delle aziende che mantengono lo stesso livello occupazionale pre-Covid per i prossimi due anni; nei trattamenti CIGE, ampliare il novero dei beneficiari in deroga a quanto stabilito per la CIGO, azzerando il requisito dell’anzianità aziendale e includendo altre categorie ordinariamente escluse dai trattamenti di integrazione salariale ordinari, con equiparazione dei trattamenti sotto il profilo economico (la CIGE sarà invece sempre applicabile anche ai dipendenti pubblici, secondo le indicazioni di ciascun dicastero o Ente Locale da cui dipende); e ampliare il novero dei beneficiari dei congedi parentali, non alternativi allo smart working e da pagare al 100%;

fare applicazione della clausola di supremazia prevista dall’art. 165, comma 6, del codice dei contratti pubblici, soprattutto nella fase di approvazione della progettazione preliminare di un’opera strategica, prevedendo l’intervento delle massime autorità come il Presidente della Repubblica e Consiglio dei Ministri per superare la fase di stallo, per favorire il presto rilancio infrastrutturale, e dare piena attuazione alla Banca Unitaria prevista dall’art. 13, l. n. 196 del 2009, con un sistema di previsione alimentato con i dati della spesa effettivamente realizzata anno per anno a livello dai singoli interventi, in  modo da poter disporre profili di spesa medi in funzione delle caratteristiche degli interventi stessi e meglio seguire gli interventi infrastrutturali che deriveranno dal PNRR. Meritocrazia Italia auspica una serie di riforme che, iniziando dalla Giustizia, possano comportare un effettivo equilibrio tra cittadini e Stato nell’ottica dell’equità sociale tanto invocata ma poco ricercata nei provvedimenti legislativi

Abruzzo

Congresso nazionale di Meritocrazia Italia a Silvi Marina

Welfare: la transizione del Merito

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Come annunciato nelle scorse settimane, si terrà in Abruzzo, a Silvi Marina (TE), nei giorni 2-4 settembre 2021, il terzo Congresso nazionale di Meritocrazia Italia su ‘Welfare: la transizione del Merito‘.

Sarà un’occasione importante di discussione in vista della sfida che impegnerà tutti i Paesi europei nel futuro prossimo: la ricostruzione degli equilibri alterati e la ripartenza dopo il devastante periodo emergenziale.

Meritocrazia si propone di fare il punto su bisogni e priorità di intervento e riportare l’attenzione su un concetto di transizione calibrato sul valore del Merito, in ogni ambito, per un benessere condiviso realmente sostenibile.

Nella giornata di venerdì 3 settembre, in particolare, gli illustri ospiti saranno chiamati al libero confronto sul tema della coesione sociale, partendo dagli impegni delle organizzazioni locali in materia di ambiente, giustizia, sanità, formazione e infrastrutture. Una sessione sarà dedicata alla riforma del sistema fiscale, da ricondurre alla funzione sociale di strumento di rilancio delle imprese e redistribuzione delle opportunità. Spazio verrà riservato anche alla proposta di costituzione di una Agenzia delle Uscite, per la miglior tutela del cittadino creditore della pubblica amministrazione.

In due diversi corner tematici, il focus sarà rivolto a politiche giovanili e programmi di sostegno delle disAbilità.

I lavori saranno sapientemente moderati dai giornalisti RAI Attilio Romita Daniele Rotondo.

Oltre ai dirigenti di Meritocrazia Italia, tante le personalità coinvolte tra esponenti politici e rappresentanti dei settori strategici del Paese.

Parteciperanno alla giornata Giovanni Legnini (commissario straordinario alla Ricostruzione), Valeria Maria Fazio (referente relazioni esterne e progetti di sviluppo della Terza Missione per l’Università Europea di Roma), Marcello Salerno (sindaco di Ari e professore di diritto costituzionale Università di Bari), Cristina Gerardis (vice capo di Gabinetto al Ministero per il Sud e la Coesione Territoriale), Vincenzo Montesarchio (specialista malattie infettive e oncologica Ospedale dei Colli), Edoardo Bianchi (vice presidente nazionale Ance), Raffaele Bonanni (già Segretario Generale CISL), Alessandra Maddalena (vice presidente ANM), Maurizio Santise (Consigliere T.A.R.), Dante Caserta (vice presidente nazionale WWF), Federica Chiavaroli (imprenditrice e già sottosegretario Ministero Giustizia), Enea Franza (direttore Consob), Aldo Patriciello (europarlamentare FI e imprenditore nella sanità privata), Arturo Artom (fondatore Confapri e Forum della Meritocrazia), Paolo Del Vecchio (Avvocato dello Stato e Capo Direzione legale ARERA), Lorenzo Vanni (imprenditore), Paolo Barletta (CEO di Arsenale SpA e Alchimia SpA), Catello Vitiello (deputato Italia Viva), Raffaele Trano (già Presidente Commissione giustizia Movimento 5 Stelle), Andrea Ostellari (senatore Lega).

Interverrà, in collegamento streaming, il Prof. Massimo Cacciari.

Come sempre, le conclusioni dei lavori saranno affidate al Presidente nazionale di Meritocrazia Italia, Walter Mauriello, il quale già annuncia che «Sarà un momento decisivo di confronto. Vogliamo riportare le diverse sensibilità sui problemi comuni, per la definizione della migliore strategia di intervento. Le risorse straordinarie del Recovery Fund rappresentano un’opportunità da non sprecare. Una chance unica per cambiare le regole del gioco e rivoluzionare il funzionamento di servizio sanitario, giustizia, pubblica amministrazione e infrastrutture. Troppo poco è stato fatto negli ultimi anni, specie a livello europeo, nel verso di dare concretezza ai propositi di inclusione ed equità sociale».

Nella giornata di sabato 4, verrà presentata la Mozione congressuale di Meritocrazia Italia e saranno condivise le intenzioni programmatiche di coordinamenti regionali e Ministeri MI per il prossimo anno.

 Per partecipare all’evento, è possibile iscriversi online sul sito www.meritocrazia.eu. Il Congresso si svolgerà in totale sicurezza, nel pieno rispetto delle normative anti-covid e delle ulteriori indicazioni e raccomandazioni delle Autorità preposte, con accentuata cautela.

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Politica

L’Italia riparta da una riforma fiscale seria

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Riceviamo e pubblichiamo da Meritocrazia Italia.

Si apre una fase molto importante per l’economia del Paese.

È pacifico che, per una ripresa economica reale, è indispensabile una riduzione delle imposte sia in termini qualitativi che quantitativi. Il programma dettagliato del PNRR prevede che il governo riveda entro il prossimo 31 luglio l’intero ordinamento fiscale e tributario, nel senso dello snellimento, della semplificazione e dell’efficacia. E oggi si vocifera di tagli a mini-imposte e tributi, in un c.d. sfoltimento sistematico.

Atteso il grave stato di affanno economico e la necessità di una seria revisione del sistema fiscale e tributario, l’auspicio è che i prossimi interventi non di mera cancellazione numerica delle imposte, ma puntino a una effettiva riduzione del carico fiscale, per consentire una partecipazione alla spesa pubblica improntata a giustizia, nel consolidamento di un patto fiscale tra Stato e cittadini.

Negli scorsi mesi, Meritocrazia Italia ha già presentato il dettaglio tecnico della propria proposta di riforma fiscale.

Le imposte dirette – Irpef, Ires e Irap – contengono sperequazioni e contraddittorietà e occorre ripristinare un’equità verticale e orizzontale.

Meritocrazia insiste sulla necessità di

i) contenimento della tassazione sul reddito d’impresa, attraverso l’estensione della flat-tax per fatturati sino a € 150.000 per la vendita di beni e fino a € 100.000 per le prestazioni di servizi, anche perequando l’aliquota d’imposta al 15% ma consentendo la determinazione del reddito imponibile con la deduzione dei costi dai ricavi e non in base a coefficienti forfetari; ii) abbattimento della distinzione fra redditi d’impresa e redditi professionali, con eliminazione della ritenuta d’acconto, anche utilizzando un sistema di cash flow tax in acconto, calcolando le imposte dovute trimestralmente, per cassa ma sulla base di una aliquota piatta di base del 15%, da conguagliare in fase di dichiarazione annuale dei redditi; riduzione dell’aliquota Ires al 20% per almeno 5 anni; iii) introduzione del quoziente familiare per le famiglie a basso reddito, con ampliamento della no tax area sino a 9.000 euro di reddito di lavoro dipendente o autonomo; iv) introduzione della aliquota ‘continua’ alla tedesca o alla ‘danese’, per evitare la sperequazione iniqua delle attuali aliquote centrali dell’Irpef; sostituzione dell’Irap con una rimodulazione delle aliquote Iva più basse, di 1 o 2 punti percentuali.

L’area delle imposte indirette risente della rilevante evasione Iva, condizionata anche da frodi fiscali gravi, nonché del contenimento dell’area imponibile delle imposte di successione e donazione – franchigie e aliquote piuttosto basse – e dell’Imu – esenzione prime abitazioni; mentre per converso le imposte di registro e le ipo-catastali affliggono soprattutto le compravendite nel settore edilizio (4%/9% + 2% + 1%).

Meritocrazia propone di

i) rimodulare le aliquote Iva e registro, anche a servizio della eliminazione dell’Irap; ii) ridurre a tempo limitato e legato a certe operazioni immobiliari, anche speculative, dell’imposta di registro per agevolare il settore edilizio che sta ripartendo anche grazie al superbonus 110%; iii) riorganizzare Imu e Tasi per attuare una imposizione unica sugli immobili, salvaguardando le prime abitazioni e rimodulando le aliquote nel caso di grandi proprietà immobiliari (ad esempio più di 10 immobili, perequando fra quelli locati e quelli che restano sfitti); iv) introdurre la cedolare secca anche per gli affitti degli immobili commerciali se i proprietari accettano canoni ridotti per far ripartire le locazioni per le imprese; v) rimodulare le aliquote delle imposte di successione e donazione e delle franchigie; vi) bloccare la revisione degli estimi catastali sino al superamento della crisi emergenziale, per non meno di 5 anni ed introduzione nei valori Omi di un abbattimento dei valori immobiliari congruo per la effettiva riduzione di valore degli immobili, ed in particolare per quelli

commerciali; vii) ridurre l’Imu per gli immobili commerciali e per quelli destinati ad ufficio, se locati; viii) eliminare l’imposta di bollo, un tributo del tutto anacronistico che costa quasi più riscuotere ed accertare che incassare, con la rimodulazione delle aliquote Iva e registro.

Al fine di favorire il rilancio delle imprese, è necessario, poi, un ampliamento del numero delle zone franche e delle aree di crisi industriale complessa, con introduzione di norme di esenzione fiscale per almeno 5 periodi d’imposta e l’esenzione fiscale e contributiva sul lavoro come sopra alle imprese che hanno sede in quelle aree e con obbligo di nuove assunzioni.

Non ultimo, Meritocrazia insiste anche sulla necessità di istituire una Agenzia delle Uscite, che regolamenti i ritardi dei pagamenti della Pubblica Amministrazione, dando effettività anche alla tutela del creditore dello Stato.

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Abruzzo

Meritocrazia Italia: SI alle separazione delle carriere in magistratura

Lo comunica Meritocrazia Italia

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Nonostante l’impegno dei tantissimi magistrati che svolgono la missione con dedizione e onestà, il reiterato oltraggio alle garanzie processuali si fa sintomo di una inaccettabile deriva nell’amministrazione della Giustizia.

Così inizia il comunicato stampa che pubblichiamo di Meritocrazia Italia.

Il sistema giudiziario italiano è, oggi più che in passato, imbrigliato nelle maglie di correnti fortemente politicizzate, che impongono compromessi poco compatibili con decisioni di equilibrio e giustizia. È altrettanto evidente che lo stesso, per come oggi congegnato, non consente di dare reale garanzia d’effettività ai principi del giusto processo, primi fra tutti terzietà e imparzialità.

Restituire credibilità e dignità alla Giustizia è dovere primo delle Istituzioni. Sorprende che nessun tentativo davvero utile al fine di garantire il riequilibrio tra poteri dello Stato sia ancora stato avviato. Se non altro in risposta ai gravissimi fatti di malagiustizia raccontati dalle cronache dell’ultimo anno.

Per una Giustizia ben organizzata, occorre anzitutto una radicale ristrutturazione della magistratura, con riforma del CSM specie in punto di composizione e attività, secondo i valori del Merito, della Competenza e dell’Equità, e con superamento delle logiche correntizie interne e divieto di assunzione di incarichi politici per i magistrati fuori ruolo.

Meritocrazia auspica interventi immediati e decisi a presidio della purezza della funzione giudiziaria, perché l’esercizio della stessa non diventi strumento di iniqua sopraffazione.

Per questo, è fondamentale, tra l’altro, far divieto agli inquirenti, oltre alle intercettazioni telefoniche e/o ambientali relative a conversazioni o comunicazioni riservate tra difensori e con le persone assistite, della trascrizione dell’esito delle stesse nei provvedimenti giudiziari, affinché non residui spazio alcuno ad elusioni, ancorché frutto di (comunque ingiustificabili) errori, in violazione dei principi posti a presidio dei diritti superiori dell’Uomo. Da regolare in maniera rigorosa è la pubblicazione delle intercettazioni da disporre con provvedimento dello stesso GIP, che ne deve stabilire i criteri e limitazioni; lo svolgimento delle conferenze stampa della Procura della Repubblica; l’informazione ai cittadini, obbligando a dare medesima evidenza sia alla misura cautelare che alla evoluzione processuale.

Per altro verso, non può non rilevarsi che, tra le principali minacce all’indipendenza dell’organo di decisione, è, tra l’altro, la sovrapposizione delle carriere di magistrato inquirente e magistrato giudicante. L’appartenenza di Giudici e PM allo stesso organo di autogoverno, allo stesso ordine, allo stesso percorso formativo e di carriera, ma soprattutto alle stesse correnti politiche e associative, rende inevitabile un potenziale condizionamento sui primi da parte dei secondi, anche a causa della forte sovraesposizione mediatica propria della funzione inquirente. Accade che il PM si faccia regista unico dell’andamento del giudizio, e accade anche che i giudici si appiattiscano sulle posizioni dell’inquirente, prima ancora che il difensore discuta la posizione processuale dell’imputato.

Le storture sono fuori discussione.

In più occasioni, Meritocrazia Italia ha ribadito la necessità che venga fin da subito operata una separazione delle carriere (giudicante e inquirente) dei magistrati, sin dalla fase concorsuale, con revisione della Carta costituzionale e istituzione di un doppio CSM, che, meglio strutturato e funzionante, sia capace di escludere ogni pericolo per indipendenza e serenità di valutazione.

Per questo, aderisce, partecipando con una propria delegazione, alla ‘Manifestazione nazionale per la separazione delle carriere dei Magistrati’ indetta dall’AIGA che si terrà a Roma il prossimo 23 giugno, e chiede ampia partecipazione anche a tutte le associazioni interessate e ai liberi cittadini.

«Comincia a farsi strada faticosamente la consapevolezza che la regolamentazione delle funzioni e della stessa carriera dei magistrati del pm non può essere identica a quella dei magistrati giudicanti, diverse essendo le funzioni e, quindi, le attitudini, l’habitus mentale, le capacità professionali richieste per l’espletamento di compiti così diversi: investigatore a tutti gli effetti il pubblico ministero, arbitro della controversia il giudice. Su questa direttrice bisogna muoversi, accantonando lo spauracchio della dipendenza del pubblico ministero dall’esecutivo e della discrezionalità dell’azione penale che viene puntualmente sbandierato tutte le volte in cui si parla di differenziazione delle carriere» [Giovanni Falcone, 1989].

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