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CoViD19

Vaccino Pfizer dai 2 agli 11 anni ecco quando potrebbe arrivare

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ROMA: A settembre la richiesta per il via libera vaccini Pfizer anche per chi ha meno di 12 anni, dopo il via libera alla fascia 12-15 anni, si accertano studi in corso sull’efficacia per le fasce 2-5 e 5-11 anni. Gli studi sono in corso e potrebbero arrivare a settembre sulle scrivanie di diversi enti regolatori le richieste di via libera per il vaccino anti Covid di Pfizer/BioNTech nelle fasce d’età 2-5 e 5-11 anni. Lo annunciano le due aziende commentando la prima autorizzazione ottenuta nell’Unione Europea per il loro prodotto scudo negli adolescenti. Lo studio pediatrico che sta valutando la sicurezza ed efficacia del vaccino Covid di Pfizer/BioNTech nei bambini tra 6 mesi e 11 anni è in corso, le aziende aspettano di presentare richiesta di autorizzazione all’uso di emergenza, per esempio negli Usa, o richiesta di una variazione all’autorizzazione condizionata al commercio, per esempio in Europa, per le due coorti 2-5 anni e 5-11 a settembre”. Mentre la lettura dei risultati e la presentazione di richiesta di via libera per la coorte dei più piccoli, tra 6 mesi e 2 anni, “è attesa nel quarto trimestre” dell’anno, quindi tra ottobre e dicembre.

Vaccino Pfizer 12-15 anni: lunedì riunione Aifa

Per i Vaccini Pfizer da somministrare alla fascia 12-15 anni si terrà all’inizio della prossima settimana la riunione dell’agenzia italiana del farmaco. Intanto, per quanto riguarda il via libera dell’Ema, le dosi saranno due, con seconda dose somministrata a distanza di 21 giorni dalla prima. La risposta del vaccino nei 12-15enni sarà come quella degli adulti. Si tratta del primo vaccino Covid approvato per bambini e ragazzi di questa fascia d’età nell’Ue. L’uso del vaccino Comirnaty nei bambini di età compresa tra 12 e 15 anni sarà lo stesso delle persone di età pari o superiore a 16 anni è già autorizzato. Viene somministrato in due dosi a distanza di tre settimane.

Abruzzo

Coronavirus: vaccinazione, da oggi attiva in Abruzzo la piattaforma per gli over 40

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PESCARA – Attiva da oggi alle ore 12 la piattaforma Poste per la prenotazione delle vaccinazioni anti Covid 19 per i nati fino al 1981.

Lo comunica l’Assessorato alla Sanità.

Per prenotarsi basterà collegarsi all’indirizzo https://prenotazioni.vaccinicovid.gov.it/ inserendo il proprio codice fiscale e il numero di tessera sanitaria.

Sarà possibile procedere alla prenotazione anche contattando il numero verde 800.00.99.66 (attivo tutti i giorni dalle ore 8 alle ore 20), oppure utilizzando uno dei 270 sportelli Postamat attivi sul territorio regionale (pur senza essere clienti Poste, ma accedendo con la tessera sanitaria). Anche i 630 portalettere in servizio in Abruzzo, attraverso i palmari a loro disposizione, potranno prenotare la vaccinazione.

E’ attivo, infine, anche il servizio di prenotazione via sms, inviando un messaggio contenente il codice fiscale al numero 339.9903947. Entro 48-72 il servizio clienti di Poste Italiane ricontatterà l’utente per procedere telefonicamente alla scelta di luogo e data dell’appuntamento.

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Abruzzo

Ultim’ora, Martinsicuro, il sindaco: “il nostro Comune inserito in zona rossa”

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MARTINSICURO – Aggiornamenti Covid .

Ho appena ricevuto per le vie brevi comunicazione dell’inserimento del nostro Comune in zona rossa da Lunedì 26 Aprile a Domenica 2 Maggio .

Appena avrò il provvedimento ufficiale provvederò a pubblicarlo .

(profilo facebook Massimo Vagnoni Sindaco, ore 18:28)

Il Sindaco

Massimo Vagnoni


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Abruzzo

Vaccini: trasparenza informativa e procedimenti chiari

Comunicato di Meritocrazia Italia

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Riceviamo e pubblichiamo da Meritocrazia Italia.

In balia di un clamoroso disorientamento informativo, i cittadini stanno perdendo fiducia.

Al dato schizofrenico e incontrollabile dell’evoluzione del virus, si aggiunge la forte incertezza sul grado di sicurezza dei vaccini per quanto concerne gli effetti collaterali.

Con i timori, cresce il sospetto che, al centro dell’attenzione, non siano davvero l’interesse alla tutela della salute pubblica, ma che siano ragioni di carattere economico a pilotare le scelte.

Per MI conta la capacità delle Istituzione di dare sollievo alle ansie della Popolazione, con notizie chiare, comprensibili e univoche.

Tra i tanti vaccini disponibili (a RNA – Pfizer-BioNTech e Moderna; a vettore virale; AstraZeneca + University of Oxford; Janssen Pharmaceutical; Sputnik V; a virus inattivato; Sinopharm + China National Biotec Group Co + Wuhan Institute of Biological Products; e proteici – Novavax), in questi giorni l’attenzione mediatica si è concentrata su AstraZeneca per il quale la commissione tecnico scientifica del Ministero della Salute ha dichiarato: «è stata riscontrata un’associazione tra il vaccino Vaxzevria e casi molto rari di tromboembolismi anche gravi, in sedi inusuali, associati a trombocitopenia; ad oggi. L’associazione con gli eventi trombotici sopra descritti non è stata riscontrata nei soggetti di età superiore a 60 anni, nei quali l’incidenza dei casi a seguito della vaccinazione risulta addirittura inferiore rispetto a quella attesa».

Certamente, la situazione pandemica e lo stress sanitario al quale si è sottoposti ormai da oltre un anno impongono la necessità di una comunicazione meno sensazionalistica, allarmante e contraddittoria, che abbia quale unico fine quello di informare e agevolare la consapevolezza del consenso.

Per questo è fondamentale investire da subito in una campagna informativa centralizzata, improntata a chiarezza e comprensibilità, a garanzia di un consenso realmente informato.

Inoltre, in aderenza al dettaglio tecnico del piano vaccinale già proposto nei mesi scorsi, oggi, Meritocrazia auspica che:

– si proceda con celerità nella campagna vaccinale, con maggiore attenzione alle categorie a più alto rischio;

– venga rafforzata l’attenzione sull’andamento della campagna vaccinale, con monitoraggio (preferibilmente a carico del medico di famiglia) e gestione degli eventi dopo la somministrazione di qualunque vaccino;

– sia migliorata la linea di comunicazione con i medici di base, a oggi non informati sullo stato della partecipazione vaccinale dei propri pazienti;

-sia adottato uno screening obbligatorio per chi sarà chiamato a vaccinarsi.

E’ un momento topico cerchiamo di superarlo attraverso chiarezza e verità perché sono gli unici ingredienti che potrebbero garantire la sicurezza e le scelte dei cittadini.

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