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Abruzzo

Meritocrazia Italia: SI alle separazione delle carriere in magistratura

Lo comunica Meritocrazia Italia

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Nonostante l’impegno dei tantissimi magistrati che svolgono la missione con dedizione e onestà, il reiterato oltraggio alle garanzie processuali si fa sintomo di una inaccettabile deriva nell’amministrazione della Giustizia.

Così inizia il comunicato stampa che pubblichiamo di Meritocrazia Italia.

Il sistema giudiziario italiano è, oggi più che in passato, imbrigliato nelle maglie di correnti fortemente politicizzate, che impongono compromessi poco compatibili con decisioni di equilibrio e giustizia. È altrettanto evidente che lo stesso, per come oggi congegnato, non consente di dare reale garanzia d’effettività ai principi del giusto processo, primi fra tutti terzietà e imparzialità.

Restituire credibilità e dignità alla Giustizia è dovere primo delle Istituzioni. Sorprende che nessun tentativo davvero utile al fine di garantire il riequilibrio tra poteri dello Stato sia ancora stato avviato. Se non altro in risposta ai gravissimi fatti di malagiustizia raccontati dalle cronache dell’ultimo anno.

Per una Giustizia ben organizzata, occorre anzitutto una radicale ristrutturazione della magistratura, con riforma del CSM specie in punto di composizione e attività, secondo i valori del Merito, della Competenza e dell’Equità, e con superamento delle logiche correntizie interne e divieto di assunzione di incarichi politici per i magistrati fuori ruolo.

Meritocrazia auspica interventi immediati e decisi a presidio della purezza della funzione giudiziaria, perché l’esercizio della stessa non diventi strumento di iniqua sopraffazione.

Per questo, è fondamentale, tra l’altro, far divieto agli inquirenti, oltre alle intercettazioni telefoniche e/o ambientali relative a conversazioni o comunicazioni riservate tra difensori e con le persone assistite, della trascrizione dell’esito delle stesse nei provvedimenti giudiziari, affinché non residui spazio alcuno ad elusioni, ancorché frutto di (comunque ingiustificabili) errori, in violazione dei principi posti a presidio dei diritti superiori dell’Uomo. Da regolare in maniera rigorosa è la pubblicazione delle intercettazioni da disporre con provvedimento dello stesso GIP, che ne deve stabilire i criteri e limitazioni; lo svolgimento delle conferenze stampa della Procura della Repubblica; l’informazione ai cittadini, obbligando a dare medesima evidenza sia alla misura cautelare che alla evoluzione processuale.

Per altro verso, non può non rilevarsi che, tra le principali minacce all’indipendenza dell’organo di decisione, è, tra l’altro, la sovrapposizione delle carriere di magistrato inquirente e magistrato giudicante. L’appartenenza di Giudici e PM allo stesso organo di autogoverno, allo stesso ordine, allo stesso percorso formativo e di carriera, ma soprattutto alle stesse correnti politiche e associative, rende inevitabile un potenziale condizionamento sui primi da parte dei secondi, anche a causa della forte sovraesposizione mediatica propria della funzione inquirente. Accade che il PM si faccia regista unico dell’andamento del giudizio, e accade anche che i giudici si appiattiscano sulle posizioni dell’inquirente, prima ancora che il difensore discuta la posizione processuale dell’imputato.

Le storture sono fuori discussione.

In più occasioni, Meritocrazia Italia ha ribadito la necessità che venga fin da subito operata una separazione delle carriere (giudicante e inquirente) dei magistrati, sin dalla fase concorsuale, con revisione della Carta costituzionale e istituzione di un doppio CSM, che, meglio strutturato e funzionante, sia capace di escludere ogni pericolo per indipendenza e serenità di valutazione.

Per questo, aderisce, partecipando con una propria delegazione, alla ‘Manifestazione nazionale per la separazione delle carriere dei Magistrati’ indetta dall’AIGA che si terrà a Roma il prossimo 23 giugno, e chiede ampia partecipazione anche a tutte le associazioni interessate e ai liberi cittadini.

«Comincia a farsi strada faticosamente la consapevolezza che la regolamentazione delle funzioni e della stessa carriera dei magistrati del pm non può essere identica a quella dei magistrati giudicanti, diverse essendo le funzioni e, quindi, le attitudini, l’habitus mentale, le capacità professionali richieste per l’espletamento di compiti così diversi: investigatore a tutti gli effetti il pubblico ministero, arbitro della controversia il giudice. Su questa direttrice bisogna muoversi, accantonando lo spauracchio della dipendenza del pubblico ministero dall’esecutivo e della discrezionalità dell’azione penale che viene puntualmente sbandierato tutte le volte in cui si parla di differenziazione delle carriere» [Giovanni Falcone, 1989].

Teramo

28enne perde la vita in un incidente stradale

28enne muore in un incidente.La vittima è Fabio Mantini.

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BISENTI – Tragedia domenica sera intorno alle 00:30. Un ragazzo di 28 anni che stava tornando a casa, è morto dopo aver perso il controllo della propria auto. Il 28enne è finito in una scarpata. Si chiamava Fabio Mantini e stava rientrando a casa dopo una serata al bar con gli amici, a Bisenti.

Lungo la strada il giovane ha perso il controllo del mezzo finendo in una scarpata. Non è ancora chiara la dinamica dell’incidente, avvenuto sulla provinciale 34 tra Bisenti e Castiglione, all’altezza della frazione di Troiano.

Fabio Mantini è stato ritrovato ad oltre 20 metri dal ciglio della strada, fuori dalla sua Punto Bianca, vicino ad Appignano, nel comune di Bisenti. A lanciare l’allarme, erano stati i familiari che non vedendolo rientrare hanno segnalato la scomparsa ai carabinieri.

Nelle ricerche, i militari, hanno ripercorso il tragitto fatto da Fabio, fin quando, i segni sulla strada li hanno portati all’auto e al ritrovamento del corpo senza vita in una scarpata.

Fabio Mantini, barista 28enne di Appignano di Castiglione Messer Raimondo oramai giunto nei pressi di casa, è deceduto sul colpo. I carabinieri proseguono nelle indagini ricostruire le cause del fuoristrada. Nelle prossime ore, la procura potrebbe disporre l’autopsia sul corpo del 28enne finito in una scarpata.

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Abruzzo

Pepe: “Il centrodestra in Regione concede fondi a una proposta di legge che al contempo vuole abrogare!”

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TERAMO – “E’ sempre più palese che la maggioranza di centrodestra che guida la nostra Regione è ormai in uno stato confusionale patologico e irreversibile” dichiara il Vice Capogruppo Regionale del Partito Democratico, Dino Pepe. “Ha infatti dell’incredibile, e aggiungerei del tragicomico, quanto è successo in questi giorni: sono stati presentati due progetti di legge in aperto contrasto tra loro, insomma…lo strano caso del Dottor Jekyll e di Mr. Hyde travolge così in Consiglio Regionale d’Abruzzo!”. 

Sono state infatti calendarizzati in queste ore, e poste all’esame delle commissioni competenti, due progetti di legge che contengono al loro interno articoli completamente all’opposto – spiega Pepe – infatti nel progetto di legge 219/2021, che dovrebbe riordinare il sistema turistico regionale, viene espressamente abrogata la legge 24/2020 “norme in materia di turismo itinerante” mentre della proposta di legge 225/2021, presentata pochi giorni dopo, dove sono inseriti fondi per enti e comuni, la stessa legge regionale numero 24 del 2020 viene finanziata per 100 mila euro”.

In pratica, come mite Dottore Jekyll, personaggio creato dalla penna di Robert Louis Stevenson, i nostri vertici regionali hanno una doppia personalità: una buona, che destina fondi a pioggia, laltra malvagia, proprio come Mister Hyde, che taglia ed abroga leggi pleonastiche!!!Scherzi a parte appare chiaro che, dietro un evidente stato confusionale ed una conclamata mancanza di dialogo nel centrodestra a guida Marsilio, la maggioranza targata Lega-Fdi continua nella sua inconcludente propaganda, manifestando ancora una volta tutti i suoi limiti di mancata visione e programmazione per la nostra Regione” conclude il Vice Capogruppo Regionale del Partito Democratico.

Questo bailamme, purtroppo, va ancora una volta a discapito dei cittadini e dei comuni abruzzesi che non avranno mai i fondi tanto attesi per favorire lo sviluppo locale. Resta ora da capire quale delle due leggi la maggioranza porterà in approvazione: a noi non resta altro che constatare ancora una volta che la situazione politica nel centrodestra abruzzese è grave, ma non è seria”.

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Chieti

Anziano trovato morto in casa a Vasto

Anziano ex finanziere trovato morto in casa.

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VASTO – Nella mattinata di oggi, martedì 26 ottobre, in un appartamento in via San Rocco di Vasto, è stato trovato un uomo senza vita, nella sua abitazione. L’anziano morto in casa era un 74enne, ex finanziere, che viveva da solo.

Il 74enne trovato morto in casa, era in pensione da tempo dopo una vita lavorativa trascorsa con le fiamme gialle. I soccorsi giunti sul posto non hanno potuto fare altro che constatare il decesso.  

Nella casa dell’uomo sono gunti anche i carabinieri per le indagini del caso. Le forze dell’ordine hanno fatto un sopralluogo generale dell’abitazione dell’uomo. Sono in corso delle indagini per le cause della morte del 74enne trovato morto in casa.

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